FIORE DI CILIEGIO

Lunga è la strada che porta alla fioritura,

lungo è l’inverno che gela il sangue,

ma tu bocciolo, speri di sbocciare

perchè la Primavera è arrivata.

Lunga è la via per trovare il modo,

lungo è il danno che è stato fatto,

ma tu bocciolo vuoi diventare Fiore di Ciliegio,

e questo tuo solo pensiero spunta dalla neve,

fa capolino in mezzo al sole e al dolore.

Ogni cosa respira di vita

e tu guardi e vedi gli altri alberi già pieni

e tu, bocciolo, cosa aspetti a stendere i tuoi petali?

Lunga è stata la letargìa,

lunga è stata la divisione tra la vita e il cuore,

ma lo strazio invernale è finito,

perchè, bocciolo, esiti a venir fuori?

Ad un diverso tronco appartiene il tuo cuore,

ma questo inverno che è finito

ha un suo preciso valore.

Più in profondità si è spinta

la tua voglia di vivere e sentire,

ma ancora ti lega a quel tronco

il desiderio di poter soffrire.

Bocciolo di Ciliegio, sei così delicato,

così prezioso, ma non pensi di poter

sopravvivere alla forza dell’amore,

per questo rimani chiuso,

e smetti persino di sognare.

 

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DANZA NELLA PIOGGIA

Danzo nella pioggia,

danzo a piedi nudi perchè mi piace la terra.

Danzo nelle pioggia, danzo coi piedi nudi sull’erba

perchè mi piace bagnarmi l’anima nella terra che riceve il cielo.

Danzo con la terra e col cielo,

danzo dentro di me con tutto quello che esiste al mondo.

Danzo e non ho alcun pensiero in mente,

danzo da sola, come un infinito di pioggia

che cade sopra la pelle e scivola via come la morte

che mi sono lasciata dietro le spalle.

Danzo insieme alla vita

perchè mi piace vivere e bagnarmi di vita,

danzo coi piedi scalzi nella terra perchè vivo e ne sono felice.

 

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L’AMORE DEGLI UOMINI

In questi giorni è successa una cosa veramente scioccante. Delle ragazze scomparse anni fa sono state trovate vive in una casa dopo esser state rapite e violentate per ben dieci anni.

In questi giorni mi sono chiesta come possano avere in futuro la forza di guardare negli occhi un uomo che ha fatto loro del male.

Ma so che la troveranno, così come l’ho trovata anch’io, dopo anni di paura nei confronti degli uomini.

La mia storia non l’ho mai scritta in nessun libro, non l’ho mai rivelata a nessuno, e non mi sto riferendo all’abuso subito da piccola.

Quando si conosce un uomo che non è capace di amare possono succedere molte cose. In genere si viene annullate, alla fine ci si arrende, ci si rassegna.

Anche se poi si esce da una situazione del genere, di violenza psicologica e fisica, si fatica moltissimo ad avere di nuovo fiducia in un uomo e specialmente a trovare la forza di guardare in faccia un uomo senza sentire la paura che egli possa farti del male.

Nessuno può immaginare quale strazio possa essere avere paura degli uomini perchè negli altri uomini vedi sempre colui che ti ha fatto del male, colui che ti ha distrutto.

L’inferno che si è vissuto, che sia durato 10 anni o solo 2, è pur sempre un inferno e quando ne esci credi che tutti gli uomini siano così. Che forse solo tuo padre o tuo fratello possano non essere così. Ma poi ti sforzi e cerchi di convincerti che ci sono anche uomini che non sono a quel modo, che esistono uomini capaci di amare una donna, che non sono affatto capaci di far del male.

Quando una donna vive una situazione di tale orrore e violenza è difficile che in futuro possa liberarsi di quello che ha dovuto vivere suo malgrado.

Ritornare ad avere fiducia nel prossimo è una cosa difficilissima. Io posso dirlo personalmente, perchè fino a pochi anni fa non potevo alzare gli occhi e guardare un uomo senza avere l’immagine di venire….uccisa da questo.

Perchè si possono subire varie situazioni, in una condizione limite come quella vissuta da queste ragazze, ma sentire sul proprio collo le mani della morte è stato come una sentenza decisa senza il proprio parere.

Ricostruirsi dopo una cosa del genere, a parte la devastazione interiore, è stata una cosa complicatissima. Ogni uomo lo vedevo come un possibile killer. Ogni uomo era per me un pericolo. Non riuscivo e pensare più di poter amare un uomo. Io non potevo nemmeno immaginare di poter farmi sfiorare da una mano maschile.

Per molti anni ho evitato di rimanere da sola in una stanza con un ragazzo perchè ero terrorizzata da quello che avrebbe potuto farmi. Mi sentivo così debole e indifesa. Mi ero lasciata distruggere e quasi uccidere da un uomo che diceva di amarmi.

Ci ho messo una vita intera a riavvicinarmi agli uomini, a cercare di pensare che non sono tutti uguali, che non sono tutti violenti, che sanno anche amare e non far del male.

Ora che ho saputo di questa notizia ho in qualche modo rivissuto un dramma lontano nel tempo ma mai dimenticato. Ora mi auguro che ognuna di queste ragazze possa ricostruirsi e riuscire a trovare la forza di poter avvicinarsi ad un uomo senza averne paura e avere la forza di poterlo anche amare.

donne e uomini

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IL FIORE DI LOTO

Se ripenso a quanto amore ho dato a persone che non lo volevano, quante delusioni ho avuto, quanta tristezza e sofferenza, quanta attesa e rabbia! ora non mi sembra vero che sia arrivata la fine di tutto questo. Ho sparso il mio amore dentro cuori che non sentivano, dentro anime che non vivevano. Ho donato me stessa a persone morte dentro, a coloro che non sapevano cosa volesse dire amare, a quelli che non sanno ancora cosa vuol dire amare. Ho dipinto l’amore dentro menti che volevano solo non amare. Ho tentato, provato, rischiato tutto di me, persino la mia sanità mentale, il mio benessere interiore. E tutto perchè dentro di me queste energia aveva bisogno di fluire fuori, di esser donata agli altri, di espandersi, di uscire e realizzarsi.

Dopo tanto vagare l’approdo inatteso è la cosa più bella. Là dove non si pensava di poter trovare un luogo di pace e serenità, proprio là si arriva per caso scoprendo che tutto quello ch’è stato era solo un preludio e a ciò che sarebbe venuto dopo.

Dopo tanto strazio, tanta fatica esistenziale, dopo ogni conflitto e lotta interiore, adesso posso dire che ogni cosa ha preso il suo posto dentro di me. Che c’è stato un totale arresto di quella piena selvaggia e pericolosa che usciva da me ogni volta che io cercavo di frenarmi. Quella cascata rumorosa e caotica che si riversava sull’altro, come una esplosione di energia incontrollabile, adesso defluisce da sola in un modo diverso.

La tigre che ruggiva dentro al fiore di loto adesso è scomparsa e il fiore di loto si è aperto e splende di luce mai vista prima d’ora. Il mio maestro di Tai Chi aveva visto bene, ma ero io che non riuscivo a poter vedere perché i tempi non erano quelli giusti ancora. C’era tutta quell’acqua che agitava il mio cuore, che mi privava di quella visione di me che non riuscivo ancora ad avere. Perché non ero ancora pronta per avere l’illuminazione.

Ora capisco che l’illuminazione la si può trovare solo se non la si cerca. Essa viene in un momento in cui non la cerchi affatto e ritieni magari di non poterci addirittura arrivare mai perché non sei il tipo, perché non hai quel modo di vedere o sentire. Perché stai nell’inferno della vita e non riesci a pensare che possa esistere altro di diverso.

Essa arriva in un momento in cui l’ultimo pensiero della tua vita è proprio avere quella visione e quella pace che avevi sempre sognato. E solo ora capisco perché sia così difficile descriverla agli altri, perché sia difficile trovare le parole che possano descrivere un simile stato interiore.

E’ un po’ come quando i buddisti cercano di spiegare che la sofferenza non esiste e che è solo una costruzione dell’uomo. Se vado a vedere quello che c’è stato finora dentro di me non trovo che il niente. Ma è quel nulla che è stupendo, che è un tutto.  Perché diventare nulla, diventare il vuoto è una cosa splendida.

Niente è diventato il mio passato. Non esiste più alcuna traccia di esso dentro di me. Non esiste nessuno e nessuna cosa. Tutto è svanito nel nulla che io sono adesso. Un fiore di loto non ha bisogno che di acqua per crescere ed è l’acqua l’unica sorgente necessaria. Tutto il resto non esiste più. La luce interiore è l’unica fonte, il resto è una cosa che non arriva più.

Il mio essere è cosciente del viaggio che ha fatto per arrivare ad essere il Vuoto, e il benessere acquisito è straordinario. Poiché il mio essere non necessita più di nulla. Amore, rabbia, vita, sole, cibo, amicizia, internet,…..tutte queste cose sembrano fatte di fumo per me. Sono come nebbia impalpabile dentro di me. Nessuna sensazione mi viene dall’esterno ma è il mio essere che fluisce e mi basta.

Prima il mondo era il concime per la mia pianta. Adesso la mia pianta cresce da sola, ha le radici nel cielo e la linfa gli viene dalla luce. Non abbisogna di nient’altro. Il vuoto non ha bisogno di nient’altro. Il mio cuore batte ancora, è vivo, sì, ma dentro il mio cuore c’è solo luce infinita. Dentro di me c’è solo un fiore di loto che fiorisce ogni giorno.

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Il BOSCO DEL CANSIGLIO

Da poco tempo ho aperto un altro blog per documentare le escursioni che faccio col mio compagno, e qualche volta anche con amici, dove scrivo i sentieri e metto le foto delle bellezze della natura che vediamo lungo il tragitto sempre diverso che facciamo ogni volta. Chi volesse curiosare questo bel posto può andare su:

http://duecuorincansiglio.wordpress.com/

DSCF1860

 

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NON CERCARE PIU’

Arriva un momento nella vita in cui non si cerca più. Sparisce del tutto la ricerca di quel qualcosa, di ciò che si inseguiva, la meta, l’amore, la realizzazione,….quel motore che ci faceva smuovere , sbandare, correre veloci verso l’orizzonte, adesso è sparito. E’ sparita la ricerca , l’arrivo, il futuro, c’è solo qui e ora. Il pensiero non è più proiettato altrove o a qualche altra cosa o persona o luogo. Il pensiero è qui, nel presente, calato nella presenza e nell’essenza delle cose.

La smania di volere, desiderare, avere qualcosa, qualcuno, è sparita del tutto. Ci si gode solo il momento, il mondo che si ha davanti ogni giorno e che si vede con occhi nuovi. Perchè è lo sguardo che è cambiato. Il velo è caduto, il filtro umano non c’è più e si riesce a scorgere la divinità in ogni cosa. No si deridera altro che ciò che già si ha e si è.

Non esiste altro volere né dal di fuori né dal di dentro. Un fiume ch è arrivato al suo mare e si mescola con l’altra acqua, creando un unico elemento. Si è un tutt’uno col mondo. Non sono parole copiate da un testo o da qualche sito. Sono la sensazione che sto vivendo in questo periodo. E devo dire che la scoperta della montagna è stata la cosa che ha influito di più su questo mio nuovo modo di essere.

L’arrivo è stato tortuoso, pieno di ostacoli e illusioni, delusioni e dolori. Ma sentirsi così è una vera benedizione. Una pianta che è cresciuta in mezzo ai rovi e che non ha più spine. Una rosa che è sbocciata e seccata ma è ancora viva nel suo seme che è tornato alla terra.

Tante lotte, tante battaglie, tante sofferenze ormai lontanissime da me. Ogni sofferenza aveva una sua ragione d’essere, ogni situazione aveva ragione di accadere proprio a me, poiché nulla è casuale. Alla fine l’Essere riesce sempre a prendere piede e a palesarsi lasciando sgomenti per la bellezza di ciò che siamo realmente, noi tutti insieme.

Noi siamo fiori splendidi nel prato della vita. Incrociamo gli steli e alziamo le corolle. Il sole ci illumina, la notte ci tiene compagnia. Noi siamo amore. Noi siamo vivi e splendiamo di luce.

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LA MIA VETRINA

Negli ultimi tempi sono stata presissima dal sistemare, pubblicare e gestire la diffusione di quelle opere che ho scritto nel corso degli anni fino a questo momento. Devo dire che non sono nemmeno a metà di questo lungo processo perchè cogli anni ho accumulato molti scritti e alcuni non li ho più nemmeno in versione file. Quindi finora ho potuto dar luce a sei opere, raccolte di racconti e romanzi brevi, a cui seguiranno, spero presto, raccolte di poesie e romanzi. Non sono ancora riuscita a recuperare tutto il materiale, anche perchè alcune delle mie cose scritte, a mano, sono rimaste a casa dai miei genitori e quindi appena scenderò giù in sicilia andrò a prendere tutto. Spero che non mi venga più un desiderio di bruciare tutto, come ne ho avuti poco tempo fa, e che rimangano illesi per essere trascritti in word almeno. Metto qui la mia vetrina, caso mai qualcuno volesse curiosare nelle anteprime dei libri, così giusto per avere un piccolo assaggio di quello che scrivo, che magari può anche esser diverso da quello che leggete qui.

http://www.lulu.com/spotlight/amleta

 

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I PICCOLI AMORI MIEI

Lo scorso mese ci sono stati dei temporali disastrosi, nonostante la primavera, e durante uno di questi temporali ho salvato la solita ‘Puffetta’ che aveva partorito i suoi gattini vicino al garage di casa mia. Quindi adesso sono cresciuti e sgambettano e sono dolcissimi. Purtroppo li devo dare in adozione, a malincuore, e quindi metto una foto caso mai qualcuno fosse interessato.Ovviamente sono ancora piccoli ma appena avranno l’età giusta si possono staccare dalla madre e dargli una nuova famiglia. Io mi sono già affezionata, perchè come sapete bene sono sensibile, però ho già ben 4 gatti a casa e non posso tenerne altri. Il  mio cuore è già di questi piccoli amori miei. Io li amo e per me sono gli esseri più amici che io abbia. Io sento il loro affetto e quando mi cercano e vogliono le mie coccole io mi sento fortunata ad aver trovato e a poter conoscere questi esseri così belli e luminosi. L’amore degli animali è una cosa pura, bellissima, favolosa.

i belli addormentati

I MICINI

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IL SORRISO

Le labbra piegate dallo spirito che nel profondo ha scavato il suo spazio

per rimanere non svelato fino al giusto momento.

Un sicuro antro di sé in cui piccole fossette si mostrano

Senza provare più alcun sentimento.

Sicura e pronta al disvelamento di quella ultima essenza

Che da sola dà molto compiacimento.

Frecce tirate, archi piegati e balestre riposte,

la guerra è finita, il dolore è sconfitto.

Labbra piegate dal sorriso che la scelta ha dato,

e non c’è sfinimento né consumazione di cera

per questa luce di candela che non si era mai spenta.

Ogni petalo essiccato è tornato alla sua corolla,

ogni battito perduto lungo il cammino

è tornato al mio cuore.

Mani giunte, sorriso preciso,

si ritorna all’origine, dove non esiste accadimento,

dove il fuoco arde ma è spento,

dove l’uomo è solo un passeggero.

Uscire fuori dal cerchio umano

è sentirsi lontano, come assente,

navigando in diverse atmosfere

oltre ciò che è dato sapere.

Ogni attraversamento di sé,

fino all’ultimo strato permeato di nulla,

è un’evoluzione dal dolore all’esalazione.

 

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IL SAPORE D’ETERNO

Il sapore d’eterno a volte sa di pioggia o di scroto.

Il sapore d’eterno a volte lascia in bocca il gusto dell’inferno scampato.

L’odore di ogni cosa nel cammino per arrivare in cima, ha una sua luce.

Odora di luce quel cespuglio di erba che il vento ha piegato.

Odora di luce quel cespo di piume sulla mia schiena che ho di recente tagliato.

Non vivo di sogni rupestri, non vivo di sintomi di disastri.

Ho un sesto senso per le persone, per quelle che scovo nel mio androne

in un palazzo in cui non ci sono piani dove salire.

Siamo qui, sullo stesso pianerottolo, sullo stesso ascensore,

sullo stesso scompartimento,….ti metti a leggere il giornale?

Non vuoi sapere, non vuoi vedere, non vuoi sentire?

E’ terribile avere la vista di traverso e tu ce l’hai,

il filo d’erba fa una fine migliore di quella che ti sei scelto.

Io poi, se sono uomo o donna, non c’è ragione che te lo dica,

poiché il sesso appartiene solo alle arance e l’amore

si prende ciò che vuole senza guardarti la pancia.

E’ un pomeriggio intero che abbraccio la morte

di una persona che soffre, mi sembra di vedere il mio doppio,

ma non è che una sorella rimasta indietro,

mentre la vita scorreva sul marciapiede.

Le dico di salire anche lei,

perché c’è posto per tutti,

le porgo una mano….

sono sempre su quel piano,

l’ultimo, dove si incontra solo il cielo

e nessuno lo riconosce.

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