Quest’anno, come ogni anno da un po’ di tempo a questa parte, a Vittorio Veneto si dovevano svolgere i corsi della Università per la formazione continua “Ippolito Pinto”. Corsi di diverso genere, dal campo umanistico fino allo scientifico, laboratori di artigianato compresi, rivolti a tutte le persone che vogliono imparare e accedere alla conoscenza non per conseguire qualche qualifica ma solo per una ricchezza personale.
Ebbene quest’anno la sede in cui si svolgevano i corsi è stata messa all’asta e nessuno ha fatto nulla per proporre una nuova sede per questi corsi. I corsi sono gratuiti, si paga solo una quota esigua per l’iscrizione a tutti i corsi,e i docenti sono tutti dei volontari che mettono a disposizione la propria cultura ed esperienze nei vari campi. Ovviamente nessuno dell’amministrazione comunale si è interessato a questa situazione e a nessuno importa se questi corsi non si faranno.
Oltre alla sede, detta “La Rotonda”, dove si tenevano i corsi, verrà messa anche all’asta la Villa Papadopoli, la casa del giardiniere e il parco. Un immenso complesso di ricchezze storiche culturali che andranno a finire chissà in quali mani.
Io sono veramente delusa e contrariata da questa cosa e non capisco perché una costruzione così bella e importante possa essere messa all’asta e non invece utilizzata magari proprio per questi corsi e anche come centro culturale che possa diventare un punto d’incontro europeo per coloro che credono ancora alla cultura.
Mi sembra veramente assurdo che nessuno ne abbia parlato e che tutto succeda così e un pezzo della storia di un paese così importante per la Storia d’Italia se ne possa andare nel silenzio più incredibile e nell’indifferenza di tutte le istituzioni comunali.
Io faccio appello a coloro che leggeranno e che capiranno l’importanza di questa perdita, sperando che almeno tra “le genti straniere” possa esserci qualcuno che abbia a cuore questo pezzo d’Italia e che salvi questa villa da una fine ingloriosa. Spero nelle “genti straniere” perché i veneti se ne stanno proprio lavando le mani, visto che non si rendono conto dell’importanza storica di questa costruzione, e quindi girerò questo post in tutti i siti internazionali di cultura e arte che conosco e vi pregherei di fare lo stesso se potete.
Io non sono veneta ma non posso immaginare che un posto così bello venga comprato e trasformato in qualcos’altro e mi auguro che non succeda come per il Castelbrando, castello di Cison di Valmarino, trasformato in un albergo. Che strazio!
Questa prima foto è della facciata principale.
Questo è un sentiero alberato del parco della villa.
Questa è La Rotonda, ex sede dell’università degli adulti.



