Neppure mille ore, mille mesi e mille anni
cancellano la felicità breve di un momento vissuto insieme.
Neppure mille ore, mille mesi e mille anni
disperdono il silenzio che si è fatto muto per poterti parlare.
Neppure mille ore, mille mesi e mille anni
riusciranno a curare la ferita di un abbraccio mai più dato.
Il tempo non è linea, ricorda, il tempo è cerchio:
ciò che hai dato ritorna a te all’indietro.
Mille ore, mille mesi, mille anni
non sono nulla per quell’attimo in cui la mia gioia rara ti ho donato!
Il tempo passa, il tempo passa, io corro, io corro ancora, gridando al cielo,
perché non c’è stato il tempo di fermarci e uscire fuori da tutto il resto che ci ha ucciso.
Ero venuta a togliere il tuo sudario dalla tua faccia e sei rimasto morto lo stesso,
adagiato sulla tristezza di un’anima che ti ha legato al suo dolore eterno.
Mille mesi, mille anni, mille giorni infiniti non bucano la mia disperazione
di non poter avere la morte che avrei voluto, per restarti vicino, e nel silenzio
di questi granellini che scendono lentamente io prego, sì, invano forse,
illusa ormai per sempre, che la felicità esista davvero
ed io un giorno ne ho tenuto un piccolo pezzo tra le mani.







