LA CASA DEI RAGNI

C’era una volta una Cenerentola che dava la caccia ai ragni della sua casa. E c’erano ragni di ogni tipo nella sua casa, ragni bianchi, neri, gialli e persino verdi. Lei li inseguiva dovunque e tirava giù le loro ragnatele con una rabbia immensa. Loro sembravano sfidarla e le rifacevano nello stesso posto di prima e in men che non si dica eccoli di nuovo lì al loro posto. Ne scovava sempre di nuovi nei posti più impensabili. Li rincorreva sopra e sotto, saliva e scendeva per tutta la casa. Piangeva a volte quando li ritrovava lì e loro sembravano non capire la sua disperazione. Un giorno uno di questi ragni si mise su un filo della corrente elettrica e Cenerentola aveva il mocio in mano e lo sbatteva sui muri e sulle porte per scacciarli e ucciderli tutti. Quando vide quel ragno colpì forte ma invece di prendere il ragno prese la scossa e cadde a terra fulminata. Proprio dopo qualche ora arrivò il principe con la scarpetta in cerca della ragazza del ballo. Suonò il campanello ma non rispondeva nessuno. Quindi dopo aver risuonato e aver aspettato un po’, deluso, se ne andò via. Cenerentola col passare dei giorni rimase lì sul pavimento e i ragni la coprirono di ragnatele e vittoriosi danzarono sul suo cadavere.

Pubblicato in STORIE ALIENE | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

PER CHI SI STA TINGENDO LE UNGHIE

Allarme siccità. Calamità naturale? O sistematica regolazione delle condizioni di vita degli esseri viventi? Qualcuno alle nostre spalle che si diverte con l’innaffiatoio? Quando si parlava di cambiamenti climatici tutti increduli. Quando si parla di governo ladro tutti a gridare. Quando si parla di una situazione globale eccola lì, lei che si tinge le unghie mentre il mondo sta per essere distrutto.

Perchè forse io mi preoccupo troppo, sì, sono una che sta a pensare alle sorti del mondo, al futuro dei bambini, alla natura, agli animali. E lei che fa? Si tinge le unghie mentre lui si guarda la partita. E questo l’interesse che hanno certe persone per la salvezza della vita sulla terra?

Poi si lamentano che non c’è acqua e parlano dal loro Iphone raccontando gli ultimi pettegolezzi sui vip al mare. Cosa gli frega che non c’è acqua? Loro hanno pure la piscina in giardino. O no? Dite che sono poveri? Mah, ho dei seri dubbi visto il suv posteggiato in giardino, gli abiti sempre firmati e quei cosi luccicosi sempre in mano.

Quindi dite che dovrei mettermi anch’io a tingermi le unghie e fregarmene?

Pubblicato in THE RESISTANCE | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

C’ERA UNA VOLTA UN MITO

( DEDICATA A CHESTER BENNINGTON, CANTANTE DEI LINKIN PARK)

Hai appeso la testa al chiodo,

hai rotto la tua voce con una corda,

hai finito le parole dentro la tua carne sonora.

Tolto il nastro e lasciato un suolo vuoto.

Quante volte dobbiamo vedere morire i sogni?

Quante volte dobbiamo aprire la nostra cassa toracica per gridare il nostro dolore?

Ho provato a sussurrare ma non mi riusciva,

ho provato ad aprire le labbra ma in ogni incubo lui è più veloce,

e nessuno può conoscere la fine che facciamo.

Nessuno può sapere quali bambini siamo stati

e cosa ci è successo.

Dovevi andare, lo so, ma è stato troppo presto

perché c’erano ancora troppe storie da cantare

e tu non trovavi più quella tua.

Ti sentivi palpitare ma…..

( Ho cantanto questa canzone “in the end” centinaia di volte per darmi la forza di continuare, la forza di vivere, per sfidare la pesantezza di un dolore….)

Pubblicato in DISSOLUZIONI INTERIORI | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

REFUGEE

Dai cucchiaini sporchi alle salviette insanguinate

Nel riverbero del tuo stelo spinato

Spirano questioni irrisolte

La mia colpa feroce di essere aquila e non volare.

Ti ho fatto diventare un pellegrino del dolore

ma il mio cammino è ancora più arcuato.

In principio era l’oscura corrente poi divenne genesi

E adesso Apoca-ellisse.

Sigilli schiodati dalle tue dita di zombie,

divaricate sostanze per far effetto sul mondo,

svuotamenti di chele per non astringere il sole.

Ho divorato tutti i tuoi vermi per farmi rinascere

E la voce trema ancora ma dura in questo frangente di Eclisse

In cui tu rimani sotto la mia ombra.

Pubblicato in RES RIVERSA | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

ANESTESIA DI UN AMORE

Emulare viaggi emozionali che riempiono le coppe

Singhiozzare eventi argentei dal nome astruso

Tieni tre mani e quattro piedi dentro catene di profumo

E la mente in saldo sempre.

Sul ciglio di una distruzione ambientale vai in cerca dell’amore,

ti distrai mantenendo il controllo sentimentale,

un gorilla dietro le sbarre del silenzio captivo.

Spegni la luce del tuo respiro e nel buio soffochi di desiderio.

Un cerchio di fuoco attorno alla pietra cardiaca,

quelle valvole attorcigliate ai tuoi intestini stomachevoli.

Prefiggi inganni simultanei e disastri familiari

Nessun viaggio può riportarti in vita.

Nessun viaggio può ridarti la morte.

Pubblicato in RES RIVERSA | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

NON POSSIAMO?

Quante volte avete detto a voi stessi: “ NON POSSO”?. Non posso uscire, non posso amare, non posso smettere di pensare al passato, non posso decidere, non posso scegliere….NON POSSO.  Ogni volta che dite non posso costruite dentro di voi un limite che vi blocca. E questo limite siete voi stessi.

Vi hanno fatto crescere con la paura di perdere la casa, di perdere la famiglia, di perdere il lavoro. Vi hanno fatto crescere con la paura addosso. Ogni giorno una paura si aggiunge alle altre. Ogni giorno siete sotto pressione e vi sentite immersi nella merda.

Il riparo è importante, così come il cibo, i vestiti, i trucchi, le borse, le scarpe e tutte quelle cose che voi usate per apparire al meglio davanti alla società in cui avete l’obbligo di adattarvi a quello stereotipo che dovete sempre rispettare. Se non lo fate venite emarginati.

Ma chi ha creato questo tipo di società? Siete stati voi? I vostri genitori? I vostri nonni? Chi ha deciso che le cose debbano ancora andare in questo modo? Perché non c’è una seconda via? Se non fate quello che gli altri si aspettano da voi allora venite presi per “strani”. Eppure sono proprio questi strani che hanno portato nel mondo le più grandi innovazioni.

Ma coloro che non fanno parte della società normale vengono considerati solo dopo aver creato qualcosa per essa e non prima di averla creata. Prima vengono emarginati, osteggiati in tutti i modi, bullizzati anche. Ma dopo diventano degli dei osannati dalla stampa, dall’economia e dai governi.

Eppure si continua a portare avanti questo stile di vita che non dà respiro, che tiene sotto pressione, sotto stress tutti. Quanti armadi avete bisogno per metterci dentro tutte le cose che avete accumulato? Quanti cassetti per i vostri indumenti? Quante macchine per i vostri spostamenti? Quanti soldi per i vostri bisogni?

Ci hanno insegnato che dobbiamo AVERE. Ci hanno insegnato che più cose abbiamo e meglio è perché significa che stiamo bene, che possediamo, che siamo ricchi e potenti. Ma oggi non è più nemmeno questo lo scopo. Il buon Fromm si era sprecato a scrivere un’opera in cui faceva la differenza tra Essere e Avere. Adesso invece dobbiamo fare la differenza tra Essere e Apparire.

Costruire vite false da mostrare sui social. Costruire profili falsi per ottenere compagnia. Costruire vite virtuali per sentirsi appagati. Necessità che non avevamo prima e che nemmeno potevamo immaginare diventassero una priorità. Sì, perché dobbiamo apparire come gli altri, conformarci, mostrare che non c’è niente che non va in noi.

Selfie sorridenti, angoli di case pulite e ordinate, libri, candele, cene, ristoranti e feste di compleanno. Amici, cani e gatti, amori che vanno e vengono. Ma quanto vi svegliate la mattina cosa pensate? Cosa vi fa andare avanti? Perché non riusciamo a dire di no a questo stile di vita? Ci hanno sedati e schiavizzati fino a questo punto?

Siamo così attenti a quello che succede nel mondo che non ci accorgiamo di quello che succede nella nostra vita? Ci hanno davvero distrutti o siamo ancora in grado di riprenderci quello che abbiamo perso? Ma noi ci sentiamo bloccati e abbiamo paura. Perché ci hanno cresciuti con la paura e non con l’amore.

 

 

Pubblicato in THE RESISTANCE | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

DREAM DRUMS

Cosa sento io? Tamburi tamburi lontani

che istillano guerre, suoni maggiori che ispirano forza,

solo questo peso sulla pelle,

solo questo peso sul futuro.

Avevo un cuore di neve,

un’anima di coraggio,

un braccio forte e teso.

Cosa sento io? Tamburi tamburi lontani

dentro il sangue che scorre nei boschi di neve,

dentro il ghiaccio del mio cuore vichingo,

indiano, marginale, exstrasolare.

Solo questo peso di non aver finito,

solo questo respiro che mi devasta.

Spazi immensi, spazi senza ombre,

bianco assoluto e candore di sangue.

 

Pubblicato in ENERGY | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

THE CAPITAL-EAST

Ho messo della merda extraterrestre nel frullatore così il frappè diventa più cremoso.

Non è merda d’artista ma di capitalista, di quel signore che sorride a tutto il mondo

mentre esibisce il suo ridicolo ciuffo biondo.

Perchè poi chi lo guarda, ogni giorno, non si accorge che i veri capitalisti sono rossi,

ma non sono Kmer, eppure stringono le palpebre e sorridono anche loro.

Avrebbe tutto da imparare il vecchio Donald da questi omini laboriosi

che si stanno comprando il mondo.

Dice il saggio: ” hai voluto la bicletta ma ti sei scordato la pompa per gonfiare le gomme quando rimarrai per strada”.

E loro le pompe le costruiscono prima ancora della bicicletta, loro producono, producono,

producono capitali e comprano, comprano, e il buon vecchio Donald,

occupato con la sua pessima recitazione,

non si è accorto che le piccole formichine arriveranno prima dell’elefante.

 

 

Pubblicato in THE RESISTANCE | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

LA TEMPESTA PERFETTA

Il mondo vuole la moda. Il mondo vuole solo sapere come deve vestirsi per qualsiasi momento della giornata. Si elargiscono consigli, si fanno foto, si scrivono fior di siti e blog. La verità è questa, che mentre c’è gente che sta lottando per la salvezza del pianeta, ci sono milioni di persone che si chiedono cosa dovranno comprare domani per i saldi, come si vestiranno in vacanza, e cosa metteranno in valigia.

Il mondo non vuole la pace, l’amore o l’armonia. Il mondo vuole smalto per le unghie, il mondo vuole vestiti, rossetti, e trucchi per mascherare l’infelicità di una vita che si mostra con tutta la sua indiscrezione sui vari siti e i vari social.

Il mondo non vuole la rivoluzione, dategli solo scarpe, borse, lifting, ciglia lunghe, palloni da calcio e magliette firmate dai campioni. Il mondo non vuole salvarsi. E perchè noi allora dovremmo salvarlo?

 

Pubblicato in THE RESISTANCE | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

IO SPARO, TU SPARI, EGLI SPARA

Tutti stanno diventando fascisti, razzisti, nazisti, odiosi, violenti e aggressivi.
Io motivo è che se non puoi avere quello che desideri adesso ti viene questa strana follia.
Una volta ci si accontentava, ora non più, ora si morde, si uccide, si diventa mostri.
Proprio oggi ho sentito la notizia di quel tipo che ha sparato al suo capo perchè dopo tanti anni non lo aveva trasferito in Puglia, e la cosa non era stata digerita.
Una volta si rimaneva lì e ok, si ingoiava la bile. Ora si imbraccia l’arma e si fa fuoco.
Tutti pazzi? tutti malati?
La biologia è la risposta.
Se troppi animali stanno dentro la stessa gabbia va a finire che prima o poi si ammazzano tra di loro. Ed è quello che sta succedendo. Troppe persone dentro lo stesso recinto. Alcune hanno troppo e alcune troppo poco. Qualcuno prima o poi si doveva stufare no? Attenti voi Patori che le pecore belano e bevono ma quando hanno un’altra sete iniziano a diventare pericolose anche loro!

 

Pubblicato in THE RESISTANCE | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti