L’INCANTATORE DI COLTELLI

A volte una tristezza metallica passa dentro al mio cervello,

mi saluta, mi fa l’inchino e se ne va.

Se magari si fondesse col resto dell’acciaio non sarebbe una strana lega,

ma solo un modo per legare una lama all’altra.

Pensi che avermi incantato una volta voglia dire incantarmi una seconda volta?

Un lancio con lo scudo di Capitan America sarebbe meno leggero,

se proprio dobbiamo paragonare il tipo di volo.

Io sono abituata al finestrino, significa che sono egoista,

significa che l’aereo può cadere e non me ne frega niente.

 

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A SUA IMMAGINE E INDIFFERENZA

Pessime giornate capitano a tutti,

trituratori mentali che si appiccicano come edere,

devastatori amichevoli che con l’affetto annegano diecimila anime.

Ma per ultimo non può che venire il dio dei poveri.

Colui che toglie sofferenze, che risiede nel cielo e nelle scie chimiche.

Pessime amicizie possono capitare a tutti,

creatori di rutti e ambivalenti infantili giostrai,

burattini rumorosi e principi silenziosi.

Ma per ultimo non può che venire il dio dell’amore.

Colui che toglie spine dal ventre, che risiede in quel limbo

dove solo i bimbi hanno accesso.

E nell’indifferenza più totale inizio ad assomigliargli davvero,

così come sono diventato, altero e schivo, ritardato.

 

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CAPRE ESPIATORIE

Morire prima, e morire mai.

Fare ammenda, o non fare merenda mai.

Singulti, pianti non ascoltati, risate bieche,

mosche cieche sopra tavoli apparecchiati con lino fresco.

candidi bicchieri scintillanti alla tavola della festa.

Regali pieni di ossa scomposte, peli pubici, capelli tagliati.

Pacchi regalo per gente strana, malsana o distratta.

Babbo Natale quest’anno porterà le renne cotte su un vassoio d’argento,

per tutti quei bimbi poveri che ghiacciano all’aperto.

E le lucette colorate tutte a formare quella stella malandrina che mise in cammino i tre maghi impotenti che lasciarono il mondo al freddo e al gelo.

Signori, è ora di partire, presto, il coniglio bianco ci mette fretta.

Ma noi sorseggiamo ancora il nostro bel tè e guardiamo altrove….altrove….

 

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SUPERNATURAL

Accetta la sostanza del tuo sangue

accetta il sangue della tua carne

di cellule è fatto il tuo amoroso diniego

di cellule è fatto il tuo femminile ripiego.

Sei iperipnotizzato dal tocco del tuo blocco fisico.

Più felice è una parola insulsa.

Vieni quando il mondo avrà dimenticato la dimensione umana.

Crepami come una crosta di vittime solidificate dentro le tue arterie.

Velinifera. Potrei essere la tua ultima vita.

la tua ultima carta.

Futuristica reincarnazione fuori da questo mondo di pietra.

Apri le pupille, non ti ho mai guardato negli occhi.

Non ti ho mai visto. Non so chi sei.

 

 

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PUOI FARE TUTTO FINO A QUANDO NON FAI DEL MALE AGLI ALTRI

Chi sono le persone che fanno del male agli altri? Chi sono le persone che causano dolore, rabbia, tristezza e disperazione? Sono persone sole, arrabbiate, disperate, annoiate, crudeli, false, bugiarde, distruttive, negative?

Chi sono quelle persone che si permettono di pensare che quello che fanno non ha nessuna ripercussione su nessuno?

Puoi fare tutto ma fallo con persone che sono cattive come te, e non con persone che non sanno cosa sia il male. Chi fa del male e non se ne rende conto è malato, malato grave.

Mi duole dirlo, ma ho constatato che le persone che dovrebbero essere più sensibili perchè soffrono sono quelle più propense a far del male. Non se ne accorgono? Non ne sono coscienti? Sono incosapevoli? O pensano solo a se stesse e non arrivano a guardare al di là del loro naso?

Puoi fare tutto ma con le persone come te, con quelle che non gli frega, con quelle che non hanno cuore, ma cogli altri non devi fare danni. Non devi farli perchè il male un giorno ti tornerà indietro.

Perchè se non esiste più una legge divina che dice di fare del bene al prossimo, esiste una legge umana che dice che se fai del male agli altri prima o poi uscirai distrutto da tutto questo.

 

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DOMANDARE E’ LECITO

“Un pastore della città di San Gallo, Svizzera orientale, ha descritto la sofferenza sperimentata nelle famiglie più vulnerabili di questa regione, che ha spinto una ragazza a consegnare una sacca contenente 25 gulden (oggi circa 4.400 franchi svizzeri) insieme a una nota che afferma: “I miei soldi per i poveri. Gesù può benedire questo piccolo dono “. Il suo atto, menzionato nella successiva predica del pastore, ha scatenato un’ondata di donazione caritatevole che ha portato a tante donazioni che il pastore ha dovuto assumere un uomo con un asino per distribuire i doni ai poveri.”

Anni fa c’era la paura di finire all’inferno per le cattive azioni. Un Dio che puniva, che perseguitava, che era sempre lì a controllare l’operato umano. Adesso che l’uomo si è liberato di questo occhio divino onnipresente quali persone fanno buoni azioni? Quante persone pensano agli altri?

Chi non ha mai provato la fame può capire la fame? Chi non ha mai provato l’amore può capire l’amore? Chi non ha mai provato il bisogno d’aiuto può capire questo bisogno?

Gli esseri umani sono davvero così umani come si pensa? A volte alcuni investigatori si sono trovati davanti scene di carneficine che sembravano inspiegabili per la mente umana. Ma la mente umana è davvero umana?

Un bambino può esser capace di una crudeltà o solo un adulto può essere crudele?

E se un bambino fa una crudeltà perché la fa?

I serial killer perché prosperano solo nelle grandi metropoli? Per il materiale umano che hanno a disposizione o perché la città mette a disposizione più persone deboli?

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VISIBILITA’ O VITA?

Le persone ormai non riescono a non mettersi in mostra. Non riescono a non raccontare qualcosa di sé, a far vedere tutti i particolari della loro vita. Non sanno dire le cose in privato ma devono mostrare e dimostrare di esistere in pubblico. Persone insicure che hanno bisogno dell’attenzione degli altri. Persone che si sentono sole ed annoiate e che creano legami virtuali su cui riversano tutte le loro frustrazioni.

La bacheca di un social, un gruppo di whatsapp, una pagina di facebook diventano lo spazio in cui le persone pensano e credono di poter esistere in modo assoluto. Queste persone vuote dentro riempiono di mille parole e di mille cose personali lo spazio virtuale pubblico per dimostrare che ci sono anche loro, che hanno qualcosa di se stessi da mostrare al mondo.

Invece di donare, di sentire e provare sentimenti, queste persone sanno dare solo la loro presenza virtuale pensando che sia un apporto reale. Addirittura si creano delle amicizie così fasulle e così deleterie che gli stessi utenti si convincono di avere realmente dei legami e di scambiarsi emozioni, non riuscendo più a distinguere la realtà dal virtuale.

Prigionieri di una visibilità che non ha niente a che vedere con la vera vita e coi veri sentimenti. E coloro che non lo fanno sembrano strani, quasi non vengono presi sul serio soltanto perché non passano il loro tempo a riempire questi spazi virtuali.

Ebbene, dalla noia della vita attuale escono tutti questi legami falsi, tutte queste dimostrazioni superficiali di un affetto, di un amore, di un qualcosa che non ha alcuna base reale se non il rendersi visibili. Dichiarazioni pubbliche e spazi coperti da vuoti esistenziali che pretendono di esser visti, valorizzati, apprezzati.

Mi sono accorta come negli ultimi anni sempre più spesso nei social si creino questi legami di amicizie considerate reali, di questi legami assurdi di persone mai viste dal vivo, di persone convinte di amare o di voler bene senza aver mai visto l’altro utente. E nella loro ossessione emotiva si convincono che riempiendo quel vuoto con quei legami la loro vita possa essere più sopportabile e meno noiosa.

Ma se il problema è la noia, la solitudine, il vuoto, sarebbe meglio che queste persone andassero a cercare la vera causa di una vita senza significato, una vita che ha bisogno di essere “vista” per acquistare un valore. Allora meglio rimanere in silenzio, assenti, e riflettere di più su se stessi piuttosto che costruire paradisi emotivi  che non hanno nessuna consistenza affettiva e iniziare a capire che internet non è la soluzione di tutti i mali ma la trasformazione di quei mali in qualcosa di cliccabile.

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KARMALEONE

Mille facciali sotto mille atmosfere,

sono sempre uguale e mi adatto alle diversità megere.

Sono sempre io, impiastro astuto, attore senza copione,

la mia pelle diventa colore per questo mondo castrato.

Brividamente compassato mi carico di spoglie rivissute.

Ma il ramo è sempre diverso, e curvo sotto il mio peso.

Sono un camaleonte strano, non mi adatto, non mi sfaccetto,

rimango ristretto dentro un caffè decaffeinato perchè il gusto della vita mi è stato privato.

Ho sonnacchiosi giorni di luna e notti di sole,

seduto al mio pianoforte disturbo i vicini di casa.

Ho mille parole ma non ne riesco a dire una,

e quando sono innamorato divento drogato.

Attenzione, uomo in mare!!!!

E non sono un delfino e non so nemmeno nuotare.

 

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DULCIS IN MUNDO

Mai fosti così bella come quando moristi dentro la mia carne.

Sorella verde di giada, gemella triste, prima vita del mio passato.

Mai fosti così bella come quando abbandonasti le tue spoglie regali.

Così vivida come un marmo azzurro in mezzo a quelli neri.

Giacevi in bocca ai fiori e mentre scorgevo il mio profilo nel tuo sole

io divenni la tua luna e la tua stella polare.

Seguisti il mio cammino, il mio sangue, la mia gioia sinistra.

Molte erano le ore di attesa ma tu aspettasti e non mancasti mai

all’ appuntamento con la tua splendida sorte.

 

 

 

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LA MIA SCRITTURA

Certe volte vengo scambiata per quelle scrittrici di romanzi rosa. Ma è davvero un pessimo paragone. Perchè solo le persone che non hanno mai letto niente di mio possono pensare questo. Purtroppo l’editoria non aiuta perchè i miei editori mi obbligano a usare copertine che vengono scambiate con quelle di certe opere che ci sono in giro e che non hanno alcuna qualità letteraria. Ma io mi ostino a sperare che qualcuno abbia la curiosità di poter andare oltre queste insulse copertine.

Non mi piace scrivere romanzi che siano come quelli che ci sono in giro. Mi piace approfondire la psicologia dei personaggi fino all’estremo. Mi piace che tutto sia scoperto, i segreti, i pensieri peggiori, quelli più strani e perversi. Mi piace spogliare di tutto ogni personaggio, mi piace che si comprenda bene ogni situazione mentale, anche la più strana.

Non progetto le scene, la trama, ma il filo interiore. Non mi limito a descrivere quello che le persone fanno ma valico quei confini che la letteratura ha messo. Ossia dò il potere ai personaggi di sconvolgere le regole stesse della lettura.

Ovviamente chi non ha mai letto una pagina delle mie opere non conosce questo aspetto di me e della mia scrittura. Ma a onor del vero mi premeva dirlo. Poichè ci sono molte persone che scrivono, che raccontano, che sputano, che dilaniano. Io sviscero.

 

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