PERCHE’ IL MONDO NON CAMBIA

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Interessi degli uomini:

1-calcio

2-sesso

3-cellulari e vari oggetti tecnologici

4-macchine, moto, biciclette

5-social

6-lavoro

7-droghe e alcool

8-amici

 

 

Interesse delle donne:

1-unghie

2-Moda

3-Gossip

4-attori fighi e tronisti

5-sesso

6-social

7-droghe e alcool

8-figli

 

Non so in che percentuale possano essere presenti questi punti ma so di per certe che la maggior parte della gente la mattina non esce di casa pensando a come cambiare il mondo ma esce di casa con questi pensieri in testa. Quindi poi ci si chiede come mai il mondo rimane sempre lo stesso. Se i pensieri delle persone vertono su queste cose allora la realtà rimane sempre uguale. Dite che manca qualche punto? Voi cosa pensate la mattina quando vi svegliate o quando uscite di casa? E la sera? Pensate che se le persone avessero pensieri su altre cose forse qualcosa cambierebbe?

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UN PEZZO DI ME

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Ho perso un pezzo di me e non riesco più a ritrovarlo.

Una ragazza così piena di vita, con così tante idee, con tale passione e gioia di vivere!

Ho perso quel passato dove ero convinta di poter fare tante cose.

Ho perso quella voce che mi faceva andare avanti pensando che ci fosse sempre qualcosa di meglio dopo.

Non riesco a trovare quella ragazza contenta di poter fare mille cose.

Dov’è finita? Perchè non esiste più? Chi l’ha uccisa? Cosa è successo?

Come si può cambiare totalmente strada e diventare così assenti? Così insensibili? Così inesistenti?

Come si finisce col non riconoscersi più?

Chi era quella ragazza? Perchè adesso non c’è più?

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CAMBIAMENTE

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Si prevedeva un cambiamento ma il cambiamento non avviene mai come previsto.

Un castoro non diventa pesce e un angelo non diventa Mefisto.

C’è quel Dio che ama le sorprese e il risultato finale è quello impossibile di qualcosa che non si sarebbe mai immaginato.

Lollipop che si sciolgono mentre li mangi, persone che spariscono mentre li sogni, animali che compaiono nei posti fantastici di un mondo che non esiste più.

Un osso al collo, che penzola e attira cani, l’osso di pollo di un volatile che non vola più.

Una gallina diventata domestica, invertita, scambiata per “fried chicken” e mentre le tirano il collo non può vedere il suo futuro.

Così noi ce ne stiamo piegati sulle nostre spalle mentre agguantano la nostra giugulare per farci fare quello che non vogliamo.

Strozzapreti annegati nel sugo di calcare, pennette all’aglio vampirico, guastafeste con cravatta a forma di lingua.

Quello che si pensa di fare non è verità. Quello che si pensa non è verità.

Fammi diventare reale.

 

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BIANCORE

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Quella cosa che si sente senza sentire.

Quella cosa che si pensa senza avere più alcuna intenzione.

Al di fuori di ogni sentimento umano.

Al di fuori di ogni scopo umano.

Rose bianche mischiate a spine bianche.

Spire bianche mischiate a spine bianche.

Dove si trova la strada per tornare indietro?

Dove si trova la direzione per i petali rossi?

Dov’è finita la regina di cuori? Dove è rimasta nascosta?

In quale antro oscuro batte il suo cuore?

Non c’era una reputazione da difendere e nemmeno un posto da mantenere.

Ora che i ruoli non esistono più, le voci nemmeno, le bocche non parlano, e il succo seccato, pietrificato, screpolato, depositato sulla spalla che porta la croce d’acciaio.

Sulle punte ci si eleva verso il soffitto e non verso il cielo!

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ANIMIAMO

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Tra le fasce di nasce ancora, si rimane vivi, si rimane fasciati di liquide speranze evase.

Tra le mura di nasce, si nasce dentro pareti chiuse, dentro confini di ospedali inospitali.

La vita poi ti sembra chiusa, cementifera, limitata a quelle quattro mura dove hai dato un vagito della tua esistenza.

Ma il confine non sta a Nord e nemmeno a Sud, e lo cercano su altri pianeti, il confine di quelle stringhe che rischiano di far crollare il tuo mondo inferiore.

Materia e materiale organico, materiale umano, materiale fetale, incubato dentro una mano che prende e che non da niente.

Confinato nel ristretto passaggio di un cuore xilofonico dove i tasti sono stati sostituiti dalle corde arcane, vedi come si liquefà la gloria di un’estasi carnale?

Similitudini e voliere.

Convulsioni della morte che si appiccica a quelle gocce che ti portano serenità.

Divagazioni di discorsi che portano tutti allo stesso finale.

Vedi i poli opposti come si stanno capovolgendo?

Ora odo soltanto voci di bambini astrali che non nasceranno mai.

 

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ABYSSUM VOCAT ABUSUM

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Nelle ombre della mia vita esiste la luminescenza abissale di quei pesci che vivono

dove la luce non è più umana ma esistenziale.

Luminal di cose che rimangono sotterrate, sepolte sotto squame di mare,

sotto annegamenti immortali, e scrutando i tentacoli di quelle meduse

che hanno reso il flusso più lieve, ho scorto visibili disastri

che non si possono dipingere con le mani.

Di quella pelle che respirava sulla superficie della terra,

crepe, crepe di make up, seccato dalle notti incolore.

Pensa che la competizione migliore è quella dentro se stessi

e fino a quando qualcuno non ti rende la vittoria su un piatto di vetro

il tuo desiderio assoluto è quello di trasparire all’esterno

come un diafano pesce abissale.

Marchi ti mettono in fronte, marchi ti mettono sul cuore,

firmano il tuo silenzio scavando nel pozzo del silenzio,

mentre sei seduto sopra il cobra e sei diventato anche tu serpente.

La terza essenza, quella parvenza di omissione che si fa di se stessi,

è tutta lì, racchiusa dentro quella pelle che si sfila dal becco fino alla coda.

ANIMAMI!

 

 

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AUTODIVISIONE

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La spina che si apre, si divide, una spina che si divide in due,

che non diventa rosa, una spina che non è fiore,

una spina nata solo per ferire, difendere,

una spina che è stata messa lì per allontanare tutti,

per non sfiorare quella rosa che deve diventare sangue.

Non è concessa nessuna resa a chi è nata Rosa,

non è concesso riposo, tregua, pace o ristoro.

L’avvolgimento di ogni evento, come in un nastro,

come in un cerchio di fuoco, diventa sempre più stretto,

strozzante, pulsante come un cordone ombelicale esistenziale.

Tagliare in due una spina vuol dire reciderla?

Cogliere una rosa significa ucciderla?

Aprire uno stelo, vivisezionare, analizzare,

comprendere il meccanismo vitale, dissezionare,

razionalizzare tutto e arrivare alla fonte di ogni cosa.

Una Rosa può non essere una rosa?

 

 

 

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ELAN VITAL

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Quale sarà la mia fine? Domandò il discepolo al maestro.

“Di abbandonare il tuo io per diventare Dio.”

E il discepolo aggrottò le ciglia.

” Ma se abbandono il mio io non saprò nemmeno camminare. ”

Il maestro sorrise e rimase in silenzio.

Il discepolo era scalzo e aveva tutti i piedi feriti per la lunga strada che aveano fatto insieme.

Il maestro finalmente aprì la bocca e gli disse: ” Guarda, ecco là una pozza d’acqua, essa può lavare i tuoi piedi ma non può chiudere le tue ferite. ”

Il discepolo allora aggrottò ancora di più le ciglia.

Il maestro non sorrise ma disse: ” Le ferite ti servono per ricordarti che tipo di strada hai fatto. ”

Il discepolo sgranò gli occhi e disse: ” Ma io ho fatto solo centro metri!”

Il maestro chiuse gli occhi e rimase in silenzio.

Poi disse: “Cento metri sulle pietre sono come un chilometro su un prato.”

Il discepolo guardò davanti a sè e vide altra strada piena di pietre.

Poi si girò e guardò l’acqua della pozza e vi si avvicinò.

Si sciacquò i piedi.

Il maestro si avvicinò e porse al discepolo delle bende con le quali fasciare le ferite.

Ma il discepolo vide che i piedi del maestro erano tutti spaccati e quindi li mise a lui.

Il maestro disse: ” Ecco, ora sei pronto per la tua fine. ” E lo buttò dentro la pozza.

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LOS MUERTOS

Serial killer Francis Dollarhyde “The Tooth Fairy“ from Michael Mann's Manhunter (1986)

Serial killer Francis Dollarhyde “The Tooth Fairy“ from Michael Mann’s Manhunter (1986)

I morti non sono quelli che stanno al cimitero, quelli che si fanno lucidare le lapidi da mani affettuose.

I morti non sono quelli che camminano per strada quando c’è il rosso e non si curano di chi può passare.

I morti non stanno dentro le galere e nemmeno dentro le bare.

I morti ce li abbiamo tutti addosso, perchè ognuno di loro che dona morte è uno di noi che non dona amore.

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SANDY ROSE

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Aiuta la spina a non pungere più. Aiuta la rosa a sbocciare. Aiuta quel fiore nascosto a diventare seme.

Aiuta la spina a non distruggere la rosa. Aiuta il seme e divenire fiore.

La mano che si pone sopra la pianta, non deve solo coltivare, ma anche raccogliere, gustare, mangiare.

L’amore diventa un frutto velenoso quando sparge tristezza.

L’amore diventa dolore quando mette sul capo una corona di spine fatta di gelosie assassine.

( dedicato a tutte le donne uccise per mano di mariti, fidanzati e compagni gelosi)

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