VIVO NEL MONDO SBAGLIATO

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Oggi qualcuno mi ha fatto la ramanzina. Mi ha detto che devo smetterla di credere alle favole e al principe azzurro e che devo capire che il mondo non segue le mie idee. Perchè nel mondo ci sono persone che non vivono col cuore, che si comportano da oggetti, che siamo tutti come al supermercato in cui si compra e si vende, si cambia prodotto e si butta ciò che non piace più,…Insomma questo mondo sarebbe un insieme di persone che usano, si fanno usare e poi chi s’è visto s’è visto.

Mi rifiuto di pensare che in questo mondo esista solo gente così. Che tutti siano dediti solo al sesso e allo strafottente rapporto con gli altri. Mi rifiuto di pensare che in questo mondo siano tutti senza sentimenti. Perchè conosco anche gente che li ha eccome, anche per me, quindi ritengo che forse anche se vivo nel mondo sbagliato uno spiraglio ci sia e sia dato dalle persone che come me intendono i rapporti cogli altri non come degli oggetti ma come individui con cui fare esperienze di vita utili e piacevoli.

 

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Informazioni su amleta

Sono una artista poliedrica e cosmopolita, una persona fantasiosa e creativa. Ho un'esistenza in perenne evoluzione e nella mia vita ho fatto molti cambiamenti e progressi. Ognuno è benvenuto sul mio cammino e se i nostri passi coincidono lasceremo tracce chiare affinchè altri ci seguano. Che il vento apra le vostre ali e vi porti oltre ogni orizzonte umano per scoprire il nostro nido selvatico, in fondo al mare, sul ramo più alto, sullo scoglio più aguzzo o oltre l'orizzonte umano. Espandete il vostro cuore e lasciatevi abbracciare dal mio respiro di drago che porta il calore dell’amore universale.
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14 risposte a VIVO NEL MONDO SBAGLIATO

  1. ernesto ha detto:

    Esistono due tipi di persone: quelli che comprano e quelli che vengono comprati.Ma tra questi due gruppi ne esiste un terzo.
    Ci sono degli uccelli che non hanno gambe e non possono poggiarsi e devono passare tutta la vita a volteggiare in aria.
    Ne vidi uno una volta,morì e cadde a terra. Aveva il corpo di un blu chiaro, era minuscolo come un dito mignolo ed era così leggero sul palmo della mano, che non pesava più di una piuma.Le sue ali erano trasparenti, per questo i falchi non lo prendevano,perchè non lo vedevano.Non lo vedevano perchè si confondeva con il blu del cielo,vicino al sole.E quando il cielo è grigio?
    A….. vola tanto in alto che ai falchi verrebbero le vertigini.Quelli uccellini non hanno gambe per niente e quindi devono vivere sorreggendosi con le ali.Dormono sul vento,fanno proprio così loro,loro aprono le ali e si addormentano sul vento e scendono sulla terra soltanto una volta ,quando muoiono.

    • amleta ha detto:

      Tu che tipo di persona sei che conosci così bene la differenza?

      • ernesto ha detto:

        ….il mio inferno è questo mondo, è qui è ora ,è quando tutto intorno vedi la vita ma non riesci ad esserne parte. E’ l’essere
        in esilio dalla tua stessa esistenza, perché qualcosa in essa ti impedisce di entrarci. Vedi gli altri immersi nella grande corrente della vita,
        e tu l’assorbi con la cannuccia ma la sete non passa..
        ..Ciascuna persona che avvicini è uno specchio diverso. E forse anche tu, che sei una persona come le altre, sei uno specchio: come fai a sapere che la tua immagine di te non è a sua volta deformata? Forse tutto quello che vediamo è un riflesso più o meno distorto; forse la vita è un susseguirsi di
        specchi…..Gli specchi si sostituiscono alla vita e tu non sai più chi sei….

      • amleta ha detto:

        Io non sono uno specchio. Io so benissimo cosa sono perchè mj percepisco e percepisco gli altri. Anni fa non avevo un contatto reale cogli altri, e ti capisco, per me erano solo ombre. Ma sono molto cambiata e dopo aver lasciato il mio mondo artistico mi sono avvicinata. La sensazione che tu hai di non riuscire a dissetarti di vita, come gli altri apparentemente fanno, è una sensazione che ho vissuto anch’io, sì, pure questa, e che certe volte ancora sento. Perchè nemmeno io ne faccio parte, come puoi ben capire da quello che scrivo, e non se sinceramente se ne vale la pena farne parte sai, perchè quello che vedo nel mondo che mi circonda non mi piace affatto. Non mi piacciono quelle persone che fanno finta di vivere, di divertirsi e di amare e poi invece sono fatte di muffa. Non mi piacciono quelli che si vendono e svendono o che prendono tutto come un gioco. Io non sono così e sono fiera di non esserlo. Io non sono una persona come le altre, no davvero. Se lo fossi non starei qui a scrivere il mio dolore e la mia vita. Non scriverei affatto se fossi come gli altri. Io non sono uno specchio, nè un’immagine, io sono reale ed è per questo che dico sempre che preferisco un contatto reale, perchè io lo sono! Io ho un cuore e gli altri non ce l’hanno. Questo mi fa soffrire moltissimo.
        Se tu ti sei perso nei tuoi specchi allora dovresti iniziare ad eliminarli uno ad uno, romperli e disfarti di quella immagine che finora hai dato di te e ritrovare il vero te stesso. Cosa ti blocca dal far questo?

  2. ernesto ha detto:

    …..l’unica cosa umana, nell’universo intelligibile,sono i visi nudi scoperti,
    sono le sole finestre aperte sopra un caos di apparenze sconosciute ed ostili.
    L’uomo esce dalla sua solitudine insopportabile,soltanto quando il viso di un suo
    simile emerge dal buio di ogni cosa.
    Ma la “maschera” lo riconduce subito ad una solitudine ancora più assoluta.
    Perchè la sua presenza stà a significare che quell’unica cosa capace sempre di
    rassicurarci si è caricata di un’oscura volontà di terrore….
    Mi sono sempre chiesto se fosse possibile vivere senza una “maschera”
    rinunciando alla propria “recita” personale.

    • amleta ha detto:

      Tu reciti? e che bisogno ne hai di recitare? Le maschere si usano in varie situazioni, è vero, e ognuno ne può avere cento o mille. Ma se nemmeno per una volta te le togli e ti fai vedere per come sei da qualcuno finisci col diventare sempre e solo una maschera. In questo modo si diventa dipendenti dalle maschere. Perchè non le togli? Che terrore hai? di sembrare diverso da quello che sei in realtà? Quanto potrai continuare a vivere così?

  3. ernesto ha detto:

    Ogni persona non è altro che una maschera.
    Molte volte si ha paura della vita, si inorridisce.
    Credo che l’arte di recitare abbia una grande importanza specialmente per chi non sa superare da solo le proprie difficoltà.
    Cerchi di essere quello che sei, e non quello che appari di essere.
    Si insegue un sogno disperato questo è il tormento.
    Essere in ogni istante coscienti di sè e vigili e nello stesso tempo ci si rende conto dell’abisso che separa ciò che sei per gli altri da ciò che sei per te stesso.
    Provoca quasi un senso di vertigine il timore di vedersi scoperti di vedersi messi a nudo smascherati,riportati ai nostri giusti limiti.
    Poichè ogni parola è menzogna, ogni gesto falsità, ogni sorriso una smorfia.
    Qual’è il ruolo più difficile? Togliersi la vita? Ma no sarebbe poco dignitoso.Meglio rifugiarsi nell’immobilità, nel mutismo,così si evita di dover mentire,oppure mettersi al riparo dalla vita,così non c’è bisogno di recitare,di mostrare un volto finto o fare gesti non voluti.
    Questo è quello che si crede. Ma non basta celarsi perchè la vita si manifesta in mille modi diversi ed è impossibile non reagire.
    A nessuno importa sapere se le nostre reazioni sono vere oppure false sincere o bugiarde.
    Forse occorre continuare a recitare la propria parte fino in fondo, finché essa non perda interesse, e abbandonarla così come si è abituati a fare passando da un ruolo all’altro.

    • amleta ha detto:

      L’immobilità della maschera e della vita che si sceglie di fare io credo che danneggi moltissimo l’Io invece di aiutarlo a vivere. Una vita vissuta dietro una maschera è come se fosse vissuta a metà. E’ vero, la paura può bloccare ma bisogna superarla, altrimenti non si diventa mai veri protagonisti della propria esistenza. Togliersi la vita è una scelta estrema di uscire di scena. Io credo che ci siano altre possibilità nella vita, perchè ci sono sempre strade alternative per riprendersi se stessi. Magari si può iniziare da piccole cose, come stai facendo tu per esempio. Se scrivi qui vuol dire che metti un ponte tra te e me, tra te e l’altro, e questo è già un segno che tu vuoi uscire dal ruolo in cui ti sei fossilizzato. Io sono convinta che puoi farcela, lo sento tra le tue parole, percepisco la voglia di uscire allo scoperto e vincere la paura. Certe volte ne vale davvero la pena di mostrarsi e di ricevere la luce dritta in faccia e sorridere all’altro 🙂

  4. ernesto ha detto:

    Ti ho scritto perché mentre ti leggevo ti sentivo.
    Ti ringrazio per quello che mi regali

    • amleta ha detto:

      Lei non se ne sta tranquilla, non può pagarsi le lezioni di meditazione, e poi i corsi li fanno solo a venezia, di sera, e lei non ci può andare. Vorrebbe tanto poter meditare, ma ha provato, anche leggendo le istruzioni di Eric Fromm in Avere o Essere, ma da sola non ci riesce.
      Lei inoltre pensa che non sia una soluzione negare i propri istinti, nè far finta di vivere casti e puri, visto che i desideri sessuali non si spengono e non scompaiono nel nulla, perchè siamo esseri umani e non statue di marmo.
      Lei non è tranquilla, no, soprattutto adesso che suo padre sta morendo, e lei lo guarda e non sa ancora se è lui quel primo uomo che le ha fatto scoprire il sesso e le ha distrutto la vita.
      Lei lo guarda e lo vede morire e non sa cosa fare, non sa ancora se con lui morirà anche lei.

  5. giomag59 ha detto:

    Fai bene a rifiutarti di crederlo, perché c’è tanta gente positiva a questo mondo!

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