CAPPUCCETTO ROSSO SCURO


C’era una volta Cappuccetto rosso scuro.

Cappuccetto rosso scuro uccideva lupi e cacciatori e se li mangiava.

Ella stava sempre nel bosco perchè era il luogo più pieno di cibo succulento per lei.

Cappuccetto rosso scuro aveva questo talento di uccidere non solo uomini ma anche animali.

Cappuccetto rosso scuro era una carnivora e non guardava in faccia a nessuno.

Non aveva mai avuto voglia di uscire fuori dal bosco.

Era stata programmata per cibarsi di carne e basta.

Cappuccetto rosso scuro era sempre in cerca di teneri lupi e cacciatori astuti.

Ella si fingeva povera bimba e avvicinava anche il più scorbutico dei boscaioli e gli tagliava la testa con la stessa sega con cui egli tagliava gli alberi.

Cappuccetto rosso scuro non aveva un cuore, se l’era mangiato a colazione.

Il suo petto era vuoto. Il suo spirito era vuoto.

Cappuccetto rosso scuro andava per la sua strada e ogni giorno qualche cibo lo trovava sempre.

Non metteva trappole, nemmeno tagliole. Non era stupida come quei cacciatori di prede novellini.

Cappuccetto rosso scuro usava il suo intuito, il suo naso, annusava la preda migliore.

Cappuccetto rosso scuro sapeva braccare, sapeva uccidere senza sporcarsi le mani.

Non lasciava ossa in giro e spolpava l’anima fino all’osso.

Ma c’era quel lupo bianco di cui aveva sentito parlare, che sfuggiva alla sua cattura.

Cappuccetto rosso scuro si era messa a pensare che non esistesse davvero, che fosse una stupida leggenda.

Ma un giorno aveva intravisto qualcosa in mezzo ai cespugli.

Lui la seguiva senza farsi vedere. Chissà da quanto tempo le andava dietro in silenzio e aspettava di poterla vedere per com’era davvero.

Cappuccetto rosso scuro allora si fermò un attimo.

Si inginocchiò a terra e si tolse il cappuccio rosso scuro.

Il lupo bianco, che era effettivamente nascosto dietro un cespuglio, rimase a bocca aperta perchè vide…..

 

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Informazioni su amleta

Sono una artista poliedrica e cosmopolita, una persona fantasiosa e creativa. Ho un'esistenza in perenne evoluzione e nella mia vita ho fatto molti cambiamenti e progressi. Ognuno è benvenuto sul mio cammino e se i nostri passi coincidono lasceremo tracce chiare affinchè altri ci seguano. Che il vento apra le vostre ali e vi porti oltre ogni orizzonte umano per scoprire il nostro nido selvatico, in fondo al mare, sul ramo più alto, sullo scoglio più aguzzo o oltre l'orizzonte umano. Espandete il vostro cuore e lasciatevi abbracciare dal mio respiro di drago che porta il calore dell’amore universale.
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Una risposta a CAPPUCCETTO ROSSO SCURO

  1. bortocal ha detto:

    probabilmente non conosci la canzone di Fo, che rivisita il mito di Cappuccetto Rosso: Avevo una nonna pazza…

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