EFEBO

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L’incedere di quello strano essere tra i banchi della scuola greca

dove gli sguardi già facevano domande indiscrete sull’identità

di un corpo ancora giovane e indistinto nelle sue forme.

Celando un segreto ch’era stato dischiuso fin troppo presto,

e stipando quel tanto che poteva sconvolger le menti tutte,

egli se ne stava in fondo all’aula coi suoi capelli attorcigliati alle dita moleste.

Troppo distratto dalle nuvole nel cielo.

Troppo distratto dal cinguettio dei passeri.

Troppo distratto dalla sua vita interiore per poter capire i moti del suo vergine cuore.

Efebo si alza per ultimo, per non far vedere quel seno

che dimostra il suo diverso aspetto già maturo.

Efebo non si confida con nessuno di quell’amaro mistero

che lo rende diverso da quel volgo ignaro di una diversa natura

nata dentro il suo seno.

Efebo capisce che le altre menti son limitate e

il suo sconfinato essere multiplo potrebbe guastare

l’intero equilibrio di una classe studiosa.

Più bravo e più studioso, egli segue tutto,

ascolta devoto ma gli occhi guardano altrove,

e il sui spirito in gabbia vuole scappare.

Quante mura attorno a quelle finestre sempre chiuse,

quante limitazioni a cui vorrebbe sfuggire.

Efebo arrossisce, come una fanciulla in fiore,

poichè egli è una fanciulla davvero.

Efebo non sa ancora cos’è l’amore

e lo cerca nei libri teosofici, alchimistici, agnostici.

Quel dio cristiano non ha contemplato

un essere così multiplo e la sua gente non ne è cosciente

quindi egli deve rimanere nascosto al suo posto

e aspettare un tempo diverso per scoprire il suo vero sesso.

Efebo guarda fuori ancora,

una nuvola sembra una nave,

egli vorrebbe salpare e scoprire il mondo nuovo,

là dove potrebbe esser libero di amare chi è come lui.

Uno studente modello, uno studente troppo intelligente

per i programmi didattici: egli supera la conoscenza dei professori

e per questo è sempre tenuto a distanza.

Efebo non si preoccupa, non si sente mai solo.

Egli ha molti amici: uno si chiama Platone, e anche Seneca ci sta insieme,

poi viene Schopenhauer e anche Nietsche, Jung e il suo fedele Freud,

una lunga lista di persone che animano le sue giornate,

che lo rendono curioso e bisognoso di altro sapere.

Efebo vuole imparare la vita ma sa che è una cosa difficile

impararla da solo.

I suoi professori non conoscono la polvere dei libri

nè l’innocenza della sua mente.

Egli rimane al suo posto e non fa nemmeno più domande,

sa dove trovare le risposte, sa dove la vita le ha riposte,

e nasconde i suoi fogli come tesori inestimabili.

 

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Informazioni su amleta

Sono una artista poliedrica e cosmopolita, una persona fantasiosa e creativa. Ho un'esistenza in perenne evoluzione e nella mia vita ho fatto molti cambiamenti e progressi. Ognuno è benvenuto sul mio cammino e se i nostri passi coincidono lasceremo tracce chiare affinchè altri ci seguano. Che il vento apra le vostre ali e vi porti oltre ogni orizzonte umano per scoprire il nostro nido selvatico, in fondo al mare, sul ramo più alto, sullo scoglio più aguzzo o oltre l'orizzonte umano. Espandete il vostro cuore e lasciatevi abbracciare dal mio respiro di drago che porta il calore dell’amore universale.
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6 risposte a EFEBO

  1. bortocal ha detto:

    è l’inizio di una autobiografia?

    però abbiamo già letto il secondo capitolo, mi pare…

    • amleta ha detto:

      Ho iniziato a scrivere la mia autobiografia perchè ho la sensazione che mi rimanga poco tempo ormai e siccome credo al mio istinto ho iniziato a scrivere di me prima che altri lo facciano dando interpretazioni personali di quella che è stata la mia vita.

      • bortocal ha detto:

        potrebbe essere, più semplicmente, che sta per finire l’amleta che hai sempre conosciuto e sta per nascerne un’altra, nuova? 😉

      • amleta ha detto:

        Sì, stava per nascerne una nuova. Adesso però non so cosa ne sarà più. Vorrei solo vedere il mare in questo momento ed entrarci dentro e non uscirne più.

      • bortocal ha detto:

        allora hai già visto l’ultimo videoclip indonesiano! anche io non volevo più uscire da quel mare…

        dai, amleta, ci sono momenti duri, ma sono prove in attesa di qualcosa di bello che non avevamo previsto.

      • amleta ha detto:

        L’imprevisto era avvenuto, il bello era proprio qui, tra le mie braccia…..ma l’ho lasciato andare, non ho potuto fermarlo perchè non ho la forza di vivere ancora, non ho ancora imparato a vivere per me.

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