ORCHIDEA NERA

ORCHIDEA

 

L’orco era in quel giardino. Avevo l’idea di trovarlo. Era vicino alle piante di biancospino. Era vicino al fiume di fango. Quella volta corsi a perdifiato mentre gli altri gli davano addosso. Io non potevo restare così vicino a quell’essere. Gli uccelli cinguettavano, ero bello, mi diceva angelo mio. Mi diceva ho una madre buona, fa le torte. Mi diceva vieni con me ti apro tutte le porte.

Ma mia madre non cucinava, mia madre non era buona. Dormivo sola per strada. Gli scalini freddi erano più comodi del mio letto di incubi. Lui venne quel giorno che dormivo. Lui venne senza svegliarmi. Il suo giardino di rose nere era la cosa migliore che avesse sul torace.

Mia madre venne a prendermi con la pioggia. Mi chiamavano Lizbet, mi dicevano sei la ragazza che gioca col fuoco, la ragazza che odia gli uomini, le somigli un sacco. Mi feci i capelli rossi così la smettevano con queste cazzate. Lizbet era acqua ossigenata. Io non avevo idea se potevo essere come lei.

Mia nonna non sapeva cos’era il diabete. Mia nonna mangiava zucchero ogni giorno, nel latte, nel tè, nel caffè. Mangiava frittura ogni giorno. Mia nonna è morta di vecchiaia a 95 anni. Io ne ho 15 e soffro di qualsiasi cosa. Mi siedo nella sala d’attesa, mi leggo un giornale, maledico la vita. Quello stronzo di orco aveva detto che mi portava con sé. Stronzo! Se n’è andato al creatore e mi ha lasciata a pisciare dentro questa latrina di vetro coi pesci dentro.

Sono una ragazzina difficile, sono una ragazzina disadattata. Mi chiamano Lizbet ma non ho ancora ucciso nessuno. Quasi quasi me li faccio come lei i capelli. Dovrei provare a far fuori qualcuno per iniziare a contare davvero qualcosa nella vita di mia madre. Lei si veste come una signora di carta. Lei è una copertina animata. Io sono la piccola assassina di casa.

L’orco aveva la sua idea circa il modo per andarsene leggeri e senza farsi notare. Aveva quel non so che mi faceva girare la testa. Io ero uno sputo di virgola nel suo foglio innocente. Eppure ho deviato pure lui. Gli sbattevo le treccine davanti agli occhi e sorridevo tutta. Le caramelle non me le ha mai negate ma il suo giardino è rimasto rinsecchito per molto tempo e quella lapide è orribilmente rosa. Lui l’avrebbe fatta a pezzi.

 

 

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Informazioni su amleta

Amleta è una artista poliedrica e cosmopolita, una persona fantasiosa e creativa. Amleta ha un'esistenza in perenne evoluzione. Ognuno è benvenuto sul mio cammino e se i nostri passi coincidono lasceremo tracce chiare affinchè altri ci seguano. Che il vento apra le vostre ali e vi porti oltre ogni orizzonte umano per scoprire il nostro nido selvatico, in fondo al mare, sul ramo più alto, sullo scoglio più aguzzo o oltre l'orizzonte umano. Espandete il vostro cuore e lasciatevi abbracciare dal mio respiro di drago che porta il calore dell’amore universale.
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