UN CUORE D’ORO

cuore pepita

C’era una volta un fabbro che viveva in un villaggio. Egli amava molto il suo lavoro e viveva sereno con la sua famiglia.

Grazie alla sua arte creava oggetti, armi e molte cose utili alla gente del suo villaggio e anche ai re e alla regina che governavano quel regno.

Un giorno però sua maestà la regina mandò i suoi banditori che annunciarono una gara tra tutti gli artigiani del regno.

La gara consisteva nel creare un “oggetto dal significato universale” con qualsiasi tipo di materiale. Il vincitore avrebbe ricevuto il preziosissimo mantello del re, pieno di pietre preziose e diamanti.

Il fabbro si mise subito all’opera e cercò di disegnare qualcosa pensando a cosa potesse avere un significato universale.

I giorni passavano ed il fabbro diventava sempre più sconsolato perchè non gli era venuta nessuna idea in testa e faticava a pensare ad una simil cosa.

Intanto gli altri artigiani erano tutti all’opera e chi martellava, chi cuoceva, chi coltivava,…tutti erano intenti in qualcosa.

Il fabbro si sentiva disperato e non sapeva cosa fare. Per la prima volta non riusciva a metter mano al ferro per creare qualcosa.

Un giorno passò dal villaggio un vagabondo, come tanti di quei girovaghi che camminavano per le strade del regno.

Il vagabondo si fermò proprio davanti la bottega del fabbro e gli chiese un pò d’acqua per dissetarsi. Il fabbro gliela diede volentieri e gli chiese da dove venisse.

Il vagabondo gli raccontò la sua storia e il fabbro si commosse. Quell’uomo aveva avuto una brutta sorte e meritava qualcosa di meglio. Così il fabbro gli chiese:

<< Hai tu per caso idea di cosa possa essere universale? >>

E subito il vagabondo gli rispose:

<< Che domanda semplice mi fai! L’amore è universale! >>

Il fabbro si mise quasi a piangere per non aver pensato proprio a quella cosa così importante per tutti. Si inginocchiò ai piedi del vagabondo e giunte le mani lo ringraziò:

<< Oh buon uomo, ti ringrazio davvero di cuore perchè mi hai aiutato in un momento di disperazione. Stavo quasi per abbandonare la mia arte perchè non riuscivo a creare qualcosa di universale, ma grazie a te ora so cosa debbo creare per vincere il premio. >>

<< Sono molto contento, fabbro, di averti aiutato. Ma cosa costruirai col tuo ferro? >>

<< Costruirò un cuore d’oro. >>

<< E come farai un cuore d’oro col ferro? >>

<< Vedrai, ci riuscirò. Ma ti ringrazio ancora, perchè se non avessi avuto il tuo aiuto sarei rimasto disperato e sarei andato via per sempre. Ora invece so che devo creare questa cosa. Ti ringrazio di nuovo, grazie, grazie! >>

Il fabbro si mise subito all’opera e subito dopo comparve tra le sua mani un oggetto a forma di cuore. Ma era nero e non aveva nessuna attrattiva. Così il fabbro pensò di andare a chiedere aiuto alla dama del lago per farlo brillare.

Quando giunse al lago la dama gli disse che per far diventare il cuore d’oro egli doveva ricambiare l’aiuto che gli era stato dato dal vagabondo. Così il fabbro assicurò alla dama che avrebbe fatto qualcosa per quell’uomo.

La dama pose la sua mano sul cuore di ferro ed ecco che all’improvviso il cuore divenne d’oro e splendette più del sole.

Il fabbro contento lo portò subito al castello e lo consegnò ai servi della regina.

Quando si proclamò il vincitore il fabbro lo seppe subito poichè vennero a bussare alla sua porta due guardie reali.

Il fabbro fu portato al castello e condotto alla presenza della regina, la quale gli fece i complimenti per la bellezza dell’oggetto e soprattutto per il suo significato.

Dopo gli consegnò il prezioso mantello del re e il fabbro lo prese nelle sue mani con grande meraviglia perchè non aveva mai ricevuto nulla di così prezioso.

Pensò subito a quello che poteva fare per la propria famiglia, a tutte le cose che avrebbe potuto comprare ai suoi figli, a sua moglie.

Ma una volta a casa si ricordò della promessa che aveva fatto alla dama del lago.

Così uscì subito di casa e cercò il vagabondo. Lo trovò in un’osteria, dove stava mangiando con gran voracità.

Gli disse che aveva qualcosa per lui e quando gli donò il prezioso mantello il vagabondo non credette ai suoi occhi. Era un mantello che valeva moltissimi soldi ed il fabbro lo stava consegnando proprio a lui.

<< E’ tuo, buon uomo. Tu mi hai aiutato nel momento del bisogno ed io voglio darti ciò che ho di più prezioso adesso. >>

<< Oh fabbro, mai avrei immaginato di avere tra le mani un simile mantello. Sei stato davvero gentile e buono con me. Mi sento fortunato ad averti incontrato. >>

Il fabbro lo salutò e fu felice di aver dato quella cosa preziosa all’uomo che lo aveva aiutato. Nemmeno per un attimo si pentì del suo gesto.

Si disse che se non fosse stato per quell’uomo egli non avrebbe mai creato quel cuore d’oro nè avrebbe vinto quel premio. Egli era stato sempre un bravo artigiano ma se non fosse stato per quell’uomo avrebbe abbandonato la sua arte per sempre.

Passarono molti mesi e un giorno il fabbro ricevette un invito da uno strano messaggero. Il messaggero gli disse che c’era una carrozza per lui e che lo avrebbe portato dal suo signore.

Il fabbro rimase stupito ma accettò di andare. Appena arrivarono lontano dal suo regno si accorse di essere in un luogo magico. Appena scese dalla carrozza vide un candido castello di marmo bianco con una porta tutta dorata.

Fu condotto dal signore e non appena scorse l’uomo sul trono capì di conoscerlo già. Era il vagabondo che aveva conosciuto mesi prima. Ma ora quel vagabondo era vestito con abiti eleganti e portava una corona d’argento. Era diventato il re del regno magico e aveva una sorpresa per il fabbro.

<< Vi ricordate di me, lo vedo dai vostri occhi. Un giorno mi deste da bere, voleste persino il mio aiuto. Eppure io non avevo molto da offrirvi. Ma voi avete dato così tanto valore al mio aiuto che ora voglio ricompensare il dono che mi avete fatto. Voglio che diventiate il mio consigliere e che voi e la vostra famiglia veniate a stare qui nel mio castello, dove vivrete nella ricchezza e nella gioia insieme a me. >>

Il fabbro pianse di gioia e il suo cuore brillò come l’oro.

 

 

 

 

 

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Informazioni su amleta

Sono una artista poliedrica e cosmopolita, una persona fantasiosa e creativa. Ho un'esistenza in perenne evoluzione e nella mia vita ho fatto molti cambiamenti e progressi. Ognuno è benvenuto sul mio cammino e se i nostri passi coincidono lasceremo tracce chiare affinchè altri ci seguano. Che il vento apra le vostre ali e vi porti oltre ogni orizzonte umano per scoprire il nostro nido selvatico, in fondo al mare, sul ramo più alto, sullo scoglio più aguzzo o oltre l'orizzonte umano. Espandete il vostro cuore e lasciatevi abbracciare dal mio respiro di drago che porta il calore dell’amore universale.
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2 risposte a UN CUORE D’ORO

  1. Rosa Andronaco ha detto:

    che bella! ciao laura

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