L’ALIENO

piedi del funambolo

C’era una volta un alieno che viveva su un altro pianeta. Ci viveva molto bene perchè il suo pianete era fatto di colori, di forme così belle, di tante cose fantastiche e inimmaginabili per gli esseri umani. 

Ma un giorno si incuriosì e si disse che voleva andare sul pianeta terra per vedere e conoscere gli esseri umani. Gliene avevano parlato alcuni amici alieni e alla fine la curiosità aveva prevalso. 

Così un giorno scese sul pianeta terra e andò in giro. Moltissime cose non sapeva cosa fossero. Non sapeva come fare per camminare in mezzo al traffico. Non aveva mai visto un’automobile. 

Non sapeva cosa fossero quei cosi che gli umani leccavano camminando per strada. Ogni tanto qualcuno lo urtava e nessuno si era accorto del suo diverso aspetto. La qual cosa gli aveva fatto piacere, così poteva osservare tutto senza destare sospetto o paura. 

Ma quando vide un piccolo laghetto dentro ad un parco per lui fu una vera visione. Non aveva mai visto quell’acqua luminosa in vita sua. Le piccole onde che rilucevano col sole, e quel liquido che sembrava trasparente e bellissimo. 

Pensò di potervi tranquillamente camminare sopra ma appena corse su verso quelle increspature subito affondò. Si dimenò un bel pò e gridava chiedendo aiuto. Ma lo faceva nella sua lingua.

C’erano alcuni ragazzi che facevano footing attorno al laghetto ma avevano gli auricolari e non sentivano la sua voce.

C’era un anziano che stava seduto nella panchina e dava da mangiare ai piccioni. Lo guardò ma poi si volse verso i piccioni con una smorfia. 

Il piccolo alieno si dimenava ancora ma era sempre più disperato perchè nessuno pareva accorgersi di lui. E lui non sapeva come si nuota nell’acqua. Non era mai stato dentro l’acqua. 

Finalmente una ragazza che stava pattinando lo vide sbracciarsi e capì che qualcosa non andava. Così, incurante del suo strano aspetto, si tuffò e lo tirò fuori dall’acqua. 

L’alieno la ringraziò nella sua lingua. La ragazza sorrise e poi disse:

<< Non sei di queste parti vero? ah ah, ok, non ti preoccupare. Ti accompagno alla metro così torni a casa. >>

La ragazza fu così gentile che l’alieno si commosse. 

Non aveva avuto paura di lui e del suo strano aspetto ed era stata l’unica a soccorrerlo.

Per questo prima di lasciarla le regalò una scatolina piena di strane pietrine che brillavano. 

La ragazza lo salutò e corse a casa. Quando aprì la scatolina scoprì che dentro c’erano un milione di brillanti. Gettò un urlo e poi svenne.

 

 

Advertisements

Informazioni su amleta

Amleta è una artista poliedrica e cosmopolita, una persona fantasiosa e creativa. Amleta ha un'esistenza in perenne evoluzione. Ognuno è benvenuto sul mio cammino e se i nostri passi coincidono lasceremo tracce chiare affinchè altri ci seguano. Che il vento apra le vostre ali e vi porti oltre ogni orizzonte umano per scoprire il nostro nido selvatico, in fondo al mare, sul ramo più alto, sullo scoglio più aguzzo o oltre l'orizzonte umano. Espandete il vostro cuore e lasciatevi abbracciare dal mio respiro di drago che porta il calore dell’amore universale.
Questa voce è stata pubblicata in STORIE ALIENE e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a L’ALIENO

  1. viola ha detto:

    Molto bello il tuo racconto.fa riflettere .buona serata 😊

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...