VISIBILITA’ O VITA?

Le persone ormai non riescono a non mettersi in mostra. Non riescono a non raccontare qualcosa di sé, a far vedere tutti i particolari della loro vita. Non sanno dire le cose in privato ma devono mostrare e dimostrare di esistere in pubblico. Persone insicure che hanno bisogno dell’attenzione degli altri. Persone che si sentono sole ed annoiate e che creano legami virtuali su cui riversano tutte le loro frustrazioni.

La bacheca di un social, un gruppo di whatsapp, una pagina di facebook diventano lo spazio in cui le persone pensano e credono di poter esistere in modo assoluto. Queste persone vuote dentro riempiono di mille parole e di mille cose personali lo spazio virtuale pubblico per dimostrare che ci sono anche loro, che hanno qualcosa di se stessi da mostrare al mondo.

Invece di donare, di sentire e provare sentimenti, queste persone sanno dare solo la loro presenza virtuale pensando che sia un apporto reale. Addirittura si creano delle amicizie così fasulle e così deleterie che gli stessi utenti si convincono di avere realmente dei legami e di scambiarsi emozioni, non riuscendo più a distinguere la realtà dal virtuale.

Prigionieri di una visibilità che non ha niente a che vedere con la vera vita e coi veri sentimenti. E coloro che non lo fanno sembrano strani, quasi non vengono presi sul serio soltanto perché non passano il loro tempo a riempire questi spazi virtuali.

Ebbene, dalla noia della vita attuale escono tutti questi legami falsi, tutte queste dimostrazioni superficiali di un affetto, di un amore, di un qualcosa che non ha alcuna base reale se non il rendersi visibili. Dichiarazioni pubbliche e spazi coperti da vuoti esistenziali che pretendono di esser visti, valorizzati, apprezzati.

Mi sono accorta come negli ultimi anni sempre più spesso nei social si creino questi legami di amicizie considerate reali, di questi legami assurdi di persone mai viste dal vivo, di persone convinte di amare o di voler bene senza aver mai visto l’altro utente. E nella loro ossessione emotiva si convincono che riempiendo quel vuoto con quei legami la loro vita possa essere più sopportabile e meno noiosa.

Ma se il problema è la noia, la solitudine, il vuoto, sarebbe meglio che queste persone andassero a cercare la vera causa di una vita senza significato, una vita che ha bisogno di essere “vista” per acquistare un valore. Allora meglio rimanere in silenzio, assenti, e riflettere di più su se stessi piuttosto che costruire paradisi emotivi  che non hanno nessuna consistenza affettiva e iniziare a capire che internet non è la soluzione di tutti i mali ma la trasformazione di quei mali in qualcosa di cliccabile.

( copyright articolo Amleta Bloom)

Annunci

Informazioni su amleta

Mi chiamo Amleta Bloom e sono una persona molto solare, allegra, socievole ed affettuosa. Ho vissuto e studiato Performing Arts a Londra dove ho potuto sperimentare diverse forme artistiche. Esprimo le mie emozioni attraverso la scrittura. Ho quattro editori e dieci libri pubblicati in formato cartaceo, in formato ebook e in audiolibro. Ho una personalità molto creativa e sono impegnata in vari interessi e progetti. Pratico diversi sport e mi piace conoscere gente e stare in compagnia. Amo gli animali, la natura, il mare, le montagne, le barche, gli aerei, le navi e la psicanalisi. Credo nel valore dell’amicizia e dell’amore, della collaborazione e dell’aiuto reciproco a livello interpersonale e internazionale. Le mie passioni sono: il nuoto, la MTB, il trekking, il diving, il kite surfing, il tai chi, la meditazione, il ciclismo, l’arte, il giardinaggio, il teatro, il cinema, i viaggi.
Questa voce è stata pubblicata in CONSIGLI PER GLI UTENTI e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a VISIBILITA’ O VITA?

  1. Condivido la tua prospettiva di un cercare di capire piuttosto che apparire. Resta il fatto che oggi non c’è distinzione tra reale e virtuale, il virtuale fa parte del reale…

    • amleta ha detto:

      Io faccio una bella distinzione tra reale e virtuale. Sia per quanto riguarda i rapporti sia per i contatti. Mi rendo conto che molte cose ormai la gente le fa in modo meccanico e le ritiene normali. Questo non vuol dire che si debba fare così. Vedo mamme a tavola col bsmbino da un lato e il cell dall’altro e per loro è normale. Così come vedo coppie a cena che nemmeno si guardano negli occhi. Tutto questo passa per normale e invece non lo è. Ma nessuno si accorge di questa manipolazione perchè appunto tutto è passato per normale.

      • Possiamo mettere in tasca gli smartphone ed abbracciarci di più, raccontare ed ascoltare. Trovare il giusto equilibrio tra efficienza ed il coltivare relazioni significative. .

      • amleta ha detto:

        Infatti io non ho mai detto di essere contraria alla tecnologia ma non ci si è accorti che la tecnologia ha sostituito la vita stessa. Le persone non si rendono conto, è questo il guaio. Specialmente i genitori di bambini piccoli si fanno vedere sempre col cell in mano, un pessimo esempio. Non comunicano più niente. Non danno regole. Poi si lamentano che i figli sono dipendenti dai videogiochi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.