IL FATICOSO FUTURO

Le donne lavorano e sgobbano a casa. Gli uomini lavorano e sgobbano a casa. Quali sono le comodità che il futuro preannunciato ci aveva assicurato? Le macchine che guidano da sole fanno incidenti. Non si può ancora lavorare da casa, almeno per la stragrande maggioranza dei lavoratori. Uomini e donne hanno incombenze sia a lavoro che a casa e anche incombenze da genitori. Il progresso cosa ha portato alla vita degli esseri umani? Benessere o fatica? Il progresso non ha eliminato la fatica ma alla fatica si è aggiunto lo stress, che prima non esisteva, e dunque questo sarebbe il dorato futuro che tutti aspettavamo?

Quando guardiamo qualche film di fatascienza vediamo una vita del tutto diversa. Cibi pronti e macchine che lavorano da sole mentre le persone si godono un riposo quotidiano realizzandosi nei propri interessi e passioni. È troppo lontano questo futuro oppure è l’uomo che non è capace di trovare una soluzione per una evoluzione che elimini la fatica e certi problemi dal mondo? In effetti se guardiamo al mondo vediamo ststi molto avanzati che mandano uomini in orbita e stati in cui il massimo della tecnologia è una macchina per mungere le vacche. Dunque è questo divario tra le varie popolazioni a non permettere un’evoluzione adeguata ai bisogni dell’uomo?

Dicono che ad un gruppetto di persone fa comodo che in quegli stati si rimanga alla fame e si pascolino solo pecore. Ma così facendo si ha una spina al fianco che punge sempre anche se la pianta rimane oltreoceano. Dunque sono questi signori che ostacolano la scienza e il vero progresso oppure l’umanità non è ancora pronta per una vera rivoluzione nello stile di vita? Alcuni dicono ” adesso abbiamo internert” e questo è vero ma guardatevi intorno, e guardate voi stessi, quanto fsticate dalla mattina alla sera? E a cosa vi è servito internet? Vi ha risolto la vita? Vi ha tolto la fatica? La mia risposta e no. E la vostra?

 

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Informazioni su amleta

Mi chiamo Amleta Bloom e sono una persona molto solare, allegra, socievole ed affettuosa. Ho vissuto e studiato Performing Arts a Londra dove ho potuto sperimentare diverse forme artistiche. Esprimo le mie emozioni attraverso la scrittura. Ho quattro editori e dieci libri pubblicati in formato cartaceo, in formato ebook e in audiolibro. Ho una personalità molto creativa e sono impegnata in vari interessi e progetti. Pratico diversi sport e mi piace conoscere gente e stare in compagnia. Amo gli animali, la natura, il mare, le montagne, le barche, gli aerei, le navi e la psicanalisi. Credo nel valore dell’amicizia e dell’amore, della collaborazione e dell’aiuto reciproco a livello interpersonale e internazionale. Le mie passioni sono: il nuoto, la MTB, il trekking, il diving, il kite surfing, il tai chi, la meditazione, il ciclismo, l’arte, il giardinaggio, il teatro, il cinema, i viaggi.
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14 risposte a IL FATICOSO FUTURO

  1. Stefano ha detto:

    Be’ sempre meglio adesso di quando per prendere l’acqua dovevi uscira e andare al pozzo o quando c’erano le candele e non l’elettricità o quando per mangiare dovevi coltivare o quando per spostarti c’era il cavallo o quando non esitevano gli aerei e non conoscevi il mondo. Il progresso ha migliorato molto la qualità della vita secondo me, poi l’essere umano e’ quello che e’ difettoso per natura 😉 Bye! 🙂

  2. Vittorio Tatti ha detto:

    Gentaglia come Bezos (il boss di Amazon) è diventata ricca perché sfrutta i (pochi) lavoratori e lucra sull’automatizzazione.

    • amleta ha detto:

      Io sono contraria all’automatizzazione così come sono contraria al sistema capitalistico. Infatti nel mio discorso era incluso anche questo, cioè quello che ha portato il progresso a livello economico e che non ha reso l’uomo più sereno e meno affaticato. Anzi, il lavoro è diventato appunto più stressante, quando c’è, e più deprimente quando non lo si trova. Ma il futuro promesso non era questo ma ben altra cosa appuunto.

  3. Rain ha detto:

    Per fortuna, dico io, che quel futuro asettico e inumano non si è realizzato e probabilmente non si realizzerà mai!

    • amleta ha detto:

      Nemmeno a me piacevano certe scene di futuro asettico e freddi ambienti minimalisti. Ma se mi guardo intorno e vedo persone depresse e stressate questo non mi piace nemmeno. Evidentemente l’uomo non è capace di salvare se stesso dai suoi mali.

  4. Evaporata ha detto:

    Finché comanderà dio denaro ci sarà solo triste futuro.

  5. Mariantonietta ha detto:

    Non credo che il nostro obiettivo sia non faticare, però eliminare lo stress negativo si. E si potrebbe ma non conviene a qualcuno…

  6. il barman del club ha detto:

    Pochi giorni fa è morto Ermanno Olmi che con “L’albero degli zoccoli” aveva aperto una finestra su quel mondo contadino tanto bistrattato che, se vissuto in maniera totale con i ritmi della natura e la convivenza con gli animali, era veramente (e non lo dico per idolatrare un periodo del passato in maniera favolistica), qualcosa di puro pur nella sua apparente semplicità. Noi ormai siamo corrotti fino al midollo da una tecnologia che ci ha resi schiavi. Certo, bisognava lavorare sodo, ma io penso che alla fine si era più felici. Andatelo a chiedere a quegli operai che hanno lavorato per 30 anni nelle fabbriche se erano felici… Oggigiorno la nostra fatica è soprattutto mentale e l’edonismo, l’egoismo, la superficialità, l’ipocrisia e quella mancanza di meritocrazia tutta italiana, ci crea e ci creano degli stress, i quali superano ogni finalità superiore. Si… meglio il mondo contadino !

    • amleta ha detto:

      Sì è vero, io non ho mai bisto i miei nonni depressi, stressati o che si lamentavano della loro vita. Si alzavano colmsole e andavano a letto col tramonto. Seguivano il ciclo naturale ed è quello che abbiamo perso noi. Adesso dicono ci sia un ritorno alla campagna ma non ha senso se poi stai attaccato lo stesso tutto il giorno allo smartphone. Prima c’era stanchezza fisica e quella si toglieva col giusto sonno e il riposo. Adesso c’è la stanchezza mentale e l’invidia anche. Tutti guardano come vivono gli altri e li invidiano e vogliono quello che hanno gli altri e si disperano.

  7. etiliyle ha detto:

    Purtroppo l’esasperazione di questo sistema capitalistico sta portando piano piano alla scomparsa dei valori di una volta. Si vedono in giro persone chiuse dentro una scatola di metallo o convogliate in un tunnel per raggiungere un posto cupo e svolgere un lavoro sempre più odiato e mal remunerato. Un tempo con uno stipendio ci campava una famiglia, adesso con due stipendi non si arriva a fine mese.

  8. evergreen ha detto:

    Non è la fatica da eliminare, ma la pigrizia, che ci ha portato queste tecnologie. Adesso si stanno diffondendo a macchia d’olio le macchine che parcheggiano da sole, che addirittura cambiano le marce da sole in base alla velocità della vettura, con i finestrini automatici che si chiudono solo schiacciando un pulsante. Tutto questo atrofizza le articolazioni. Quando c’era la manetta e si faceva quel movimento? Quando c’erano le marce e si premeva la frizione anche per fermarsi? Ora basta solo premere un pulsante per il freno a mano. Anzi, automatico, non a mano. Perché è stata tolta anche quella “fatica”, quella di sollevare o di abbassare il freno a mano. Ci vogliono tutti disabili, tutti immobili e paralizzati.
    E intanto chi lavora? Le macchine. Le macchine non chiedono lo stipendio, non scioperano, non protestano, non si affaticano, sanno fare le cose. Noi che non abbiamo esperienza in nulla non possiamo prendere esperienza perché ora le aziende chiedono solo personale con “comprovata esperienza”. E allora dico viva la fatica, viva la manualità. Facciamo tabula rasa e impariamo di nuovo a lavorare.

  9. Matteo ha detto:

    Internet rallenta il corpo e velocizza la mente. Stiamo rimanendo indietro da noi stessi. Siamo dietro noi stessi. Questo è l’aspetto che mi spaventa di più di internet. Affamati nella testa ma spenti dentro il cuore. Tutto bidimensionale. Tutto virtuale. Troppo freddo per una terra che gira intorno a una palla di fuoco. Troppo vicini alle lontananze. Accorciamo la distanza ma il tempo non viene percorso dall’ azione. Stiamo diventando il pensiero senza carne. Dalla carne al pensiero
    che di per sé è irreale.Mentre l’origine di tutto era il verbo fatto carne. Pensano di aver creato Dio 2.0 ma è proprio il contrario.

    • Renucio Boscolo ha detto:

      Grazie per l’intervento silente, consiglio di leggere il Sigismondo Fanti (files )in merito alle Lady, Women e Donne e il futuro che LUI il veggente dipinge sino alla somma Sublimità di ruoli nel futuro.Pensieri dal cinquecento che dimostrano che i saggi bene vedono l’armonia Lei e Lui nella esatta RIGHT chiave dantesca e profetica di Nostra Donna,
      Nostredame, Nostradamus !.

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