CHIEDERE AIUTO?

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Molti servizi sanitari, psicologici, psichiatrici o di assistenza sociale non sono gestiti bene, non c’è personale qualificato o specializzato, non esiste un supporto adeguato ai casi delle persone. Dovrebbero essere rivisti tutti i centri di salute mentale, tutti i servizi sociali e tutta la sanità in generale.
Persone in difficoltà non trovano un vero aiuto e vengono lasciate a se stesse perchè i medici non vogliono davvero curare ma solo prendersi lo stipendio. Questa è una cosa bruttissima.

Molti servizi sanitari, psicologici, psichiatrici o di assistenza sociale non sono gestiti bene, non c’è personale qualificato o specializzato, non esiste un supporto adeguato ai casi delle persone. Dovrebbero essere rivisti tutti i centri di salute mentale, tutti i servizi sociali e tutta la sanità in generale.

Persone in difficoltà non trovano un vero aiuto e vengono lasciate a se stesse perchè i medici non vogliono davvero curare ma solo prendersi lo stipendio. Questa è una cosa bruttissima, verificata di persona.

Troppa gente lasciata a se stessa. Esiste la Croce Rossa, esistono i centri di accoglienza, mediatori familiari, consultori antiviolenza ma nessuno funziona come dovrebbe.

Inoltre forse nelle città sono meglio organizzati ma nei paesi non esistono e se ci sono sono talmente carenti di personale qualificato e strutture che entrando là dentro una persona che sta male pensa che non c’è davvero speranza.

Quindi si prodigano a dare fondi per assistere i profughi e dare lezioni d’italiano ( ormai esistono solo corsi gratis per loro e tutti gli altri si pagano) mentre una parte di popolazione vive nella disperazione e nell’abbandono.

In questi giorni si è persa una bambina autistica nel bosco ed è su tutti i giornali. Mentre gli autistici senza assistenza e in preda a desideri di suicidio rimangono nell’ombra.

Io voglio parlare e gridare in nome di tutti questi malati psicologici non riconosciuti e non considerati da nessuno.

( copyright dell’articolo di Amleta Bloom)

 

 

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Informazioni su amleta

Mi chiamo Amleta Bloom e sono una persona molto solare, allegra, socievole ed affettuosa. Ho vissuto e studiato Performing Arts a Londra dove ho potuto sperimentare diverse forme artistiche. Esprimo le mie emozioni attraverso la scrittura. Ho quattro editori e dieci libri pubblicati in formato cartaceo, in formato ebook e in audiolibro. Ho una personalità molto creativa e sono impegnata in vari interessi e progetti. Pratico diversi sport e mi piace conoscere gente e stare in compagnia. Amo gli animali, la natura, il mare, le montagne, le barche, gli aerei, le navi e la psicanalisi. Credo nel valore dell’amicizia e dell’amore, della collaborazione e dell’aiuto reciproco a livello interpersonale e internazionale. Le mie passioni sono: il nuoto, la MTB, il trekking, il diving, il kite surfing, il tai chi, la meditazione, il ciclismo, l’arte, il giardinaggio, il teatro, il cinema, i viaggi.
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28 risposte a CHIEDERE AIUTO?

  1. Camiciaascacchi ha detto:

    Io sono mamma di un ragazzo non vedente e autistico di 25 anni, e la penso diversamente. Ho imparato a vivere nel mondo a pieno di diritto, senza reclamare assistenza. Non sono gli altri che devono occuparsi dei miei problemi. la qualità della vita di questi ragazzi dipende da come noi li poniamo nel mondo esterno alla famiglia. Non possiamo essere eterni salici piangenti.

    • amleta ha detto:

      Non era mia intenzione dire che le persone devono recitare la parte delle vittime ma se una persona ha certe difficoltà, magari gravi, e non ha assistenza adeguata oppure a livello psicologico non riesce a gestire la situazione, non è questione di fare i salici piangenti. Non siamo tutti uguali, ci sono mamme che riescono a trovare la forza o hanno parenti e amici che le supportano. Io conosco persone sole, e sottolineo sole, lasciate e abbandonate persino dai genitori, che possono morire da un giorno all’altro e nessuna istituzione ha mai dato loro aiuto. Quindi tanto di cappello a te che sai gestire tutto e fare tutto per tuo figlio ma purtroppo ci sono persone che non hanno questa forza e i mezzi adeguati ( interiori o esteriori) non è colpa loro se non ce l’hanno.

    • Ogni cittadino ha il sacro santo diritto di chiedere aiuto, visto che ci sono delle leggi in proposito.
      Ma lo stesso cittadino ha doveri.
      Ma io mi pongo una domanda …………….. c’è una Sanità che funziona?

      • amleta ha detto:

        A quanto pare no. Tutti si lamentano di dottori incompetenti e di personale inefficiente.

      • SEi molto cauta nelle parole ………… molte volte penso quante persone rovinano per questa inefficenza

      • amleta ha detto:

        Ci sono anche dei dottori bravi ma ormai sonon una rarità. Inoltre nell’università è stata fatta tempo fa una riforma che snellito i programmi e distrutto la vera conoscenza seria delle materie. Adesso si vede il risultato. Non che io creda che una laurea valga qualcosa ma prima c’rra dello studio approfondito almeno mentre adesso è molto superficiale purtroppo.

      • Camiciaascacchi ha detto:

        Certo che c’è, mio figlio ha una pensione molto alta, ha avuto moltissima assistenza, sia a scuola che nel resto della giornata. Di più non si poteva fare. Quello che dovrebbe cambiare è la nostra reazione di fronte alla disabilità, i nostri figli sono normali non dei casi pietosi e non dovremmo presentarli alla società come tali. La verità è che ogni vita ha le sue gioie e le sue miserie, non è necessario avere figli disabili per stare in mezzo ai guai (metaforicamente parlando), ognuno ha i suoi problemi, nessuno escluso

      • amleta ha detto:

        Tuo figlio è stato fortunato ad avere genitori attenti e insegnanti bravi. Ma non sempre succede questo. Anzi il più delle volte nessuno si accorge di certe difficoltà oppure i genitori non prendono adeguati provvedimenti e il bambino cresce labbandonato a se stesso. Infatti se leggi in giro spesso c’è gente ke capisce di essere autistica solo in età adulta e lì non hai nessun aiuto o equipe medica che ti segue, no. Ti mandano al Csm e cavoli tuoi, com’è successo ad un mio amico, meno fortunato di tuo figlio. Non è questione di essere un caso pietoso ma solo di avere un adeguato intervento per poter vivere una vita dignitosa e avere anche un lavoro. Ci sono persone autistiche che sono geniali ma specie qui in Italia non c’è nessuna istituzione che se ne occupa, adulti o bambini che siano.

      • Camiciaascacchi ha detto:

        Non è per insistere, ma ci tengo proprio che il mio messaggio arrivi forte e chiaro. La fortuna non c’entra, nemmeno genitori attenti e insegnanti bravi, se ti raccontassi quello ho passato ti prenderebbe un colpo seduta stante. Deve cambiare il punto di vista, ho rivisto il video, la signora dice che stanno in casa da due anni…..Perché? quel ragazzo potrebbe fare decine di attività. Faccio un elenco di tutte le cose che ho fatto fare a mio figlio, sperando che possano essere utili a qualcuno: può andare a nuotare al mare e in piscina, può adottare cani al canile ( noi ne abbiamo sette), può partecipare alle attività dei boy scout, può fare ippica (gratuito), laboratori teatrali (gratuito), imparare lingue straniere (gli autistici hanno una memoria eccezionale), può aiutare in casa, può prendere lezioni di ballo, può inserirsi in gruppi religiosi, può entrare in un coro, ecc ecc. Ma soprattutto, nel momento in cui la madre cambia atteggiamento può trovare anche un sacco di amici: alle persone piace fare del bene e aiutare gli altri, basta dargli la possibilità di farlo.

      • amleta ha detto:

        Carissima signora mi duole ricordarle che c’è una bella differenza nel vivere in certi paesi mal organizzati e in altri posti o città dove ci sono servizi più efficienti. L’Italia non è tutta la stessa, come ho purtroppo verificato. Se già nel proprio paese non esiste nemmeno uno sportello dei servizi sociali, non esistono associazioni di volontariato, non esistono associazioni per l’autismo e nemmeno alcun tipo di assistenza o gruppi oppure anche se ci sono è come se non ci fossero. Cioè si va a bussare alle porte ma anche se rispondono divono ” qui non esiste questo servizio, vada altrove”. E non sto parlando di un paese sperduto di montagna. Quindi mi duole dirle che molte attività come teatro, pittura, danza e altre attività utili sono tutte a pagamebto e il mio amico per esempio, non avendo un lavoro, non può farle. Non è servito a nulla contattare associazioni e gruppi su facebook, qui le persone non danno aiuto.
        Io stessa ho avuto un’esperienza recente dopo la dcomparsa della mia cagnolina. Vivo in un paese più grande di quello del mio amico ma nonostante abbia scritto ad associazioni e gruppi e messo annunci dovunque non si è presentato nessuno a darmi una mano.
        Quindi se questa madre e questo figlio dicono che in 2 anni non hanno fatto niente io ci credo e sa perchè? Perchè l’ho provato sulla mia stessa pelle. Purtroppo se non hai soldi molte attività, e persino visite mediche, ti sono precluse. Nessuno paga specialisti o pshiatri o psicologi a terapeuti privati e il Csm spesso è carente di tabte figure oppure ha personale non specializzato.
        Il mio amico ha dovuto fare sedute con un dottore psichiatra laureato a cui ha dovuto spiegare cosa è l’autismo. Quindi per piacere non punti il dito ma cerchi di vedere appunto le cose da una prospettiva diversa ossia dal punto di vista di persone che vivono in posti in cui i servizi sono carenti.
        Le faccio un altro esempio eloquente? Dovevo iscrivermi al centro per l’impiego del paese in cui mi sono trasferita. Ovviamente han voluto sapere dove fossi iscritta prima per richiedere a quell’ufficio tutta la documentazione. Ma quando hanno mandato la richiesta si son sentiti rispondere che quell’ufficio per l’impiego non esisteva più. E sto parlando di Bagheria, un paese che non sta sulle montagne e di 55 mila abitanto. Lei dice impossibile? Eppure è successo. La motivazione non sto a spiegargliela sennò facciamo notte. Comunque a volte bisogna viverle in prima persona per capire certe situazioni estreme.
        Non sono le mamme a non voler portare i figli a fare attività.
        Il mio amico voleva accedere al progetto LIL per l’inserimento adeguato di un soggetto adulto autistico che ha certi problemi. Eppure non ce l’ha fatta e adesso nessuna istituzione, associazione o gruppo di volontari lo sta aiutando e se digiuna non è certo per colpa sua. Lui ha bussato a tantissime porte ma non sempre le persone che dicono sì ok poi si attivano realmente.
        A me pure han detto molte persone che mi avrebbero aiutato ma dopo son scomparse!

      • Camiciaascacchi ha detto:

        Io non sto puntando il dito, perché dovrei farlo? Sto cercando di convincervi che le cose non stanno affatto come vengono descritte. Esistono i paesi piccoli, ma essi sono collegati da mezzi di trasporto per andare ovunque. Le attività che ho elencato non sono a pagamento (a parte le lezioni di ballo). Anch’io ho trovato tante porte chiuse, ma ti assicuro che le ho sfondate a calci. Quando non c’erano i fondi per comprare i libri in braille, ho imparato a scrivere in braille e ho trascritto i testi per mio figlio. (mio figlio è non vedente-autistico). Nessuno mi ha mai regalato niente. Ho conosciuto tante mamme di ragazzi disabili, ma quello che ho fatto è imparare dalle migliori, quelle che lottavano senza lamentarsi, perché questo, che vi piaccia o no, è l’unico modo per dare a questi ragazzi una vita dignitosa e anche piacevole.

      • amleta ha detto:

        I mezzi di trasporto si pagano e chi li paga?
        I corsi di cui parli tu sono gratis nella tua zona ma qui dove vive il mio amico sono tutti a pagamento.
        Quello che hai fatto tu per tuo figlio è ammirevole ma non tutti i genitori sono così.
        Il mio amico è stato abbandonato a se stesso e i genitori rifiutano la sua malattia e non ci sono in nessun modo. Non esistono. Sono andata io ad accompagnarlo alle sedute e sono il referente, io che sono solo un’amica e confidente. A Nessun parente gliene frega e può morure adesso in questo momento e a nessuno gliene frega. Solo io l’ho aiutato, altro che istituzioni!
        Guarda la chiudo qui perchè mi sono stancata di spiegare che paese di merda è il nostro.
        Dei genitori che non fanno niente per un figlio malato e nessuno interviene.
        E lui si sta facendo morire. Ma di cosa parliamo? Scusa ma questa cosa mi sta troppo a cuore e non ne posso più.
        I suoi genitori lo hanno abbandonato a se stesso e non gli frega se muore. Anzi forse sperano questo! Capisci meglio adesso? Tu parli di cose e di servizi e di situazioni che sono del tutto diverse da quelle vissute dal mio amico. Ed esistono anche queste e ti ripeto che i mezzi di trasporto si pagano e anche tanto. E lui non ha un lavoro e mangia frutta degli alberi e sta stremando il suo corpo perchè non vuole più vivere. E persino il suo dottore lo sa e non fa niente.

      • Camiciaascacchi ha detto:

        Mi dispiace contraddirti ancora, ma i mezzi di trasporto i disabili non li pagano. Sono d’accordo con te sul fatto che spesso le famiglie rifiutano i disabili, se i genitori del tuo amico lo hanno abbandonato significa che loro sono persone di merda, non un paese intero. Mia suocera ad esempio ha adottato (ai suoi tempi), un bambino disabile e un bambino figlio di una prostituta. Ti ripeto, ci sono di sicuro situazioni di difficoltà gravi a questo mondo, ovunque si guarda è pieno di disgrazie, ma la verità è che solo alla morte non c’è rimedio, tutto il resto è trasformabile in qualcosa di buono

      • amleta ha detto:

        La commissione non gli ha riconosciuta la disabilità perchè lui non ha la “spintarella”. il paese intero sa in che condizioni lui vive e nessuno fa niente per lui. Poi se trovano uno morto a casa parlano ai giornalisti e dicono ” oh poverino, era un tipo così buono, così tranquillo”.
        Lo sai bene come vanno queste cose.
        Ero presente a tutt”e due le sedute con la commissione di medicina legale che ha esaminato il suo caso 5 disturbi di grave entità, 5 e non 1 solo). Non hanno capito niente della sua situazione e sai perchè? Non hanno nemmeno letto le carte. Avremmo dovuto registrare tutto e portarlo alle Iene allora forse qualcuno ci crederebbe.
        Lo so che ci sono casi gravi e situazioni pessime in tanti posti ma io sto parlando di questo caso perchè voglio bene a questa persona e sinceramente sapere che potrebbe morire mi fa venire il malessere a me. Ma gli altri a quanto pare sono insendibili.

      • Camiciaascacchi
        Non ne facevo una questione di propie possibilità economiche.
        So, che il 90% dei cittadini, sono obligati ad rivolgersi alle leggi, e dopo domande su domande forse ottengono.
        Un detto dice: ogni famiglia c’è una croce da portare.

      • amleta ha detto:

        Purtroppo non è questione di domande ma come ho verificato anche qui al Nord, ci vuole la spinta giusta in alcuni casi, e sottolineo “alcuni casi”.

      • Per il tipo tutto il mondo è un paese

  2. mi dispiace confermare che in città non funzionano come dovrebbero… io ne ho avuto bisogno ma sono rimasta molto delusa del loro approccio e cura del caso. poveri noi, un colpo secco quando è ora e via… ci si augura questo… buon fine settimana un saluto

  3. vincenza63 ha detto:

    Il Papa ha risposto a questa donna?

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