I CONSUMATORI DI CORPI

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Molta gente ormai non vuole più relazioni. Le donne hanno paura di ritrovarsi con un mostro a casa, gli uomini hanno paura di dover mostrare i loro lati nascosti. Questo mondo ci vuole soli e oggetti da consumare.

No. Noi siamo persone. È meglio un’ora d’amore che mille ore di sesso. Ha un altro gusto e dopo non ti rimane quel senso di vuoto.

Eppure il sistema sta cercando di convincere tutti che una relazione richiede troppo tempo, troppo impegno, troppi casini e che è meglio stare da soli.

Poi più si sta da soli e più ci si convince che un’altra persona non sarà mai capace di sopportare il tuo carattere e le tue fissazioni. Che non devi scendere a compromessi. Che non devi ritrovarti a litigare o a dover subire lo stress del partner.

Il sistema non vuole che si ami perchè se ami fai a meno di tutte quelle cose che ti fanno comprare per compensare i tuoi bisogni. Se ami puoi fare a meno di tutto e loro non vogliono.

Perchè devi consumare sesso e pagare e spendere e consumare e pagare e comprare persone. Perchè il commercio del sesso è così florido e non vede mai crisi e deve rimanere così.

Le persone cosa sono diventate? Consumatori di corpi.

( Copyright dell’articolo di Amleta Bloom)

 

 

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Informazioni su amleta

Mi chiamo Amleta Bloom e sono una persona molto solare, allegra, socievole ed affettuosa. Ho vissuto e studiato Performing Arts a Londra dove ho potuto sperimentare diverse forme artistiche. Esprimo le mie emozioni attraverso la scrittura. Ho quattro editori e dieci libri pubblicati in formato cartaceo, in formato ebook e in audiolibro. Ho una personalità molto creativa e sono impegnata in vari interessi e progetti. Pratico diversi sport e mi piace conoscere gente e stare in compagnia. Amo gli animali, la natura, il mare, le montagne, le barche, gli aerei, le navi e la psicanalisi. Credo nel valore dell’amicizia e dell’amore, della collaborazione e dell’aiuto reciproco a livello interpersonale e internazionale. Le mie passioni sono: il nuoto, la MTB, il trekking, il diving, il kite surfing, il tai chi, la meditazione, il ciclismo, l’arte, il giardinaggio, il teatro, il cinema, i viaggi.
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17 risposte a I CONSUMATORI DI CORPI

  1. Pingback: il consumo dei corpi — I tesori di Amleta | l'eta' della innocenza

  2. Rain ha detto:

    Io temo piuttosto che la motivazione sia più profonda.. credo che non si voglia più andare a fondo, di se stessi e degli altri, ma che si preferisca rimanere a galleggiare sulla superficie delle cose… la società, poi, che rende questa superficialità ancora più facile e “moralmente accettata”, non fa che aggravare la situazione

  3. Sara Provasi ha detto:

    Condivido tutto, ottima analisi!
    Bella anche la canzone! 😍

  4. Fra ha detto:

    Sai? Non credo sia il sistema, non credo sia un complotto ma ciò che hai scritto purtroppo è tremendamente vero… te lo dico da uno che rischi di rimanerci da solo e che ogni tanto pensa che probabilmente ha un carattere troppo difficile.

    Uno dei problemi, almeno nel mio caso, è che dopo una certa età cominciano a mancare anche le occasioni di incontrare e conoscere donne….sei ormai troppo vecchio per andartene in giro per locali, una buona partr dei tuoi amici sono sposati o con famiglia. Non credo sia il sistema che mi spinge a questo, è semplicemente la vita che va avanti oer altri e io (come altri) rimaniamo indietro e perdiamo i compagni di strada

  5. Harley ha detto:

    In effetti non è il complottismo stavolta che ottempra a questa cosa ma è il lasso di tempo che passa nella vita di ognuno di noi, soprattutto negli uomini dove ad un certo punto del proprio cammino si trovano a non sentirsi piu’ a proprio agio con il mondo che li circonda e il disagio dell’umana società che si ripercuote in loro.

  6. rosannafiori ha detto:

    Sì, siamo persone e non penso che la maggior parte sia manipolata, penso che la maggior parte di questo mondo riesca ancora ad amare semplicemente, ad avere amici per aprire il cuore, a ragionare col cervello, ad accettare la solitudine come uno status per ritrovarsi e non per sentirsi abbandonato. Penso che ancora e sempre il confronto possa farci superare la mercificazione sia delle idee sia dei corpi.

  7. almerighi ha detto:

    sì, abbastanza vero

  8. willyco ha detto:

    Credo di essere troppo vecchio per dire qualcosa di sensato. Come sempre accade un fenomeno stabile è la convergenza costante di più forze apparentemente scollegate. Di sicuro per l’industria del consumo le cose stabili, amore e convivenze, comprese sono dei cattivi affari. Lo esemplifica bene uno dei fondamenti dell’economia quando dice che quando un datore di lavoro sposa la propria domestica (o viceversa) diminuisce il PIL. Però non credo sia questa la ragione prevalente, a mio avviso è la paura della durata, delle difficoltà create e condivise, la precarietà di un presente proiettate in avanti che compongono il diagramma delle forze delle solitudini vissute più come condizione che ricerca.
    La meritocrazia, la dissoluzione dei legami in divenire, l’enfatizzazione del sesso come ricerca del di più, compongono un individuo strano in Italia(altrove e diverso) familista per sopravvivere, intollerante dei legami che abbiano obblighi stabiliti, solo e alla ricerca di compagnia senza pagare il conto.
    Di tutto questo l’industria non può che tener conto per enfatizzare ciò che si entra i consumi, ogni solitudine raddoppia i consumi.

    • amleta ha detto:

      Per essere un vecchietto l’hai detta in modo molto chiaro e interessante. Come dire che alla flessibilità lavorativa è seguita la flessibilità sentimentale. Forse è così, lavoro e sentimenti son strettamente legati. Del resto una famosa canzone, dei tuoi tempi credo, diceva: “chi non lavora non fa l’amore”. Questo credo sia attuale perchè la maggior parte dei single disoccupati lamenta proprio la difficoltà di trovare una donna o compagna a causa della mancanza del lavoro. Molto arguta la tua analisi. Grazie per il tuo contributo 😊

  9. thefawnflying ha detto:

    I cosiddetti “vampiri psichici”…

  10. ericlauder ha detto:

    Domanda: come si concilia il suddetto articolo con quest’altro?
    https://wordpress.com/read/blogs/16149945/posts/7806

    • amleta ha detto:

      Io scrivo i miei pensieri in diversi periodi della mia vita. Non devo conciliare nulla.

      • ericlauder ha detto:

        Certo, ma entrambi gli articoli parlano dell’intera società: la società non cambia nel giro di un mese e mezzo.
        Il secondo articolo, che segue al primo di un mese e mezzo appena, è datato 24 dicembre: è il periodo natalizio, quello in cui moltissimi single preferirebbero essere in coppia, perché sentono che è una situazione più adatta al periodo natalizio, alle feste con tutto il parentado, eccetera.
        Però non è che la società sia cambiata nel giro di quei 45 giorni.

      • amleta ha detto:

        A volte gli artisti vedono più aspetti della stessa cosa. Mi viene complicato spiegarti i miei punti di vista mentali ma è come guardare da più occhi. Con certi sguardi cogli alvune cose e con altri sguardi altre cose. Il tutto può anche succedere nello stesso giorno dopo un’ora. Cogliere più aspetti anche diversi, come pesci di colori diversi dentro lo stesso acquario.

      • ericlauder ha detto:

        Mica solo gli artisti, tutte le persone con intelligenza e/o sensibilità superiore alla media.
        La realtà è troppo complessa perché gli esseri umani possano afferrarla interamente, il fatto di vedere aspetti contraddittori eppure entrambi giusti significa riuscire a vederne una parte più vasta (ma pur sempre incompleta).

        E idealmente deve succedere contemporaneamente, non dopo un’ora o dopo un mese: è una facoltà che bisognerebbe esercitare.

  11. amourisamore ha detto:

    Il mercato è stato creato per stabilire un valore anche alla consistenza dell’anima. Il prezzo di una passione è inversamente proporzionale al valore dei sentimenti che ci spendi per sognarla, realizzarla, offrirla.
    Se un oggetto di consumo valesse più di un bacio, di un sorriso e di un sogno forse le persone abbandonerebbero la moda e abbraccerebbero i sentimenti, gli effimeri momenti e rincorrerebbero i sogni.
    Invece il valore di una persona è direttamente proporzionale al tempo che dedica nel primeggiare. Sono rispettabili coloro che possiedono, che si adattano al volere del mercato, a chi persegue la furbizia a danno di costoro che rifiutano le strade dirette e si abbandonano alle curve sinuose delle difficoltà, che sanno andare d’accordo con tutti e farsi i fatti propri, che distruggono gli altri per uniformarsi.

    In verità nessuno vuole essere un perdente e chi lo è viene isolato, anche se il suo adattamento è parziale, difficoltoso, non importa. Conta essere vincente, barare sulla verità, raccontare le alterazioni dimensionali di una realtà costruita che verosimilmente combaci con quella che gli altri considerano attuale.
    Sei un meccanico, dunque lavori nel settore automotive; sei un muratore, ti occupi del settore immobiliare; e così via…
    Sei un sognatore, un visionario?
    Non sei nessuno!
    Questo è il concetto contemporaneo, vali se la società quantifica il tuo valore spendibile sul mercato.

    Ma in verità, chi sa veramente amare ciò che si è realmente?!

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