L’ESTINZIONE DELLA CREATIVITÀ

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Le idee creative, le persone creative, gli artisti, non sono valutati da questa società. Devono elemosinare attenzione perchè la gente vuole altre cose e non l’arte. L’arte sta morendo. La creatività sta morendo.
Gli artisti stanno per essere estinti. Non solo devono fare un altro mestiere per campare ma sono sempre ostacolati e criticati. Devono sosstostare alle nuove regole virtuali e digitali. Piegarsi alle leggi di mercato se vogliono emergere.

Persino in famiglia quando una persona sa creare qualcosa viene criticata e osteggiata. Certi figli che vogliono studiare arte sono obbligati dai genitori a scegliere studi diversi, anche quando essi chiaramente esprimono il loro desiderio di sviluppare il talento creativo che posseggono.

La creatività viene ignorata dal grande pubblico, ostacolata e relegata alle ore notturne, a dei programmi di nicchia ed eventi rari.

Gli artisti mostrano ciò che la gente ignora, ciò che non riesce a vedere e per questo sono scomodi. Sono additati e condannati all’estinzione.

E quando il mondo sarà pieno solo di numeri e robot forse qualcuno si ricorderà ancora dei colori di quelle vite sprecate a mostrare un mondo possibile a chi crede solo alla razionalità del denaro.

( Copyright dell’articolo di Amleta Bloom)

 

 

Informazioni su amleta

Mi chiamo Amleta Bloom e sono una artista poliedrica con molte sfaccettature e anche lati oscuri. Sono una persona molto solare, allegra, socievole ed affettuosa ma realista e una buona osservatrice del mondo in cui vivo. Ho vissuto e studiato Performing Arts a Londra dove ho potuto sperimentare diverse forme artistiche e partecipare a esperimenti di arteterapia, danzaterapia e affabulazione. Dopo la mia carriera artistica londinese mi sono trasferita in Italia per problemi di salute in famiglia. Ma non ho mai abbandonato la mia anima creativa. Esprimo le mie emozioni attraverso la scrittura. Ho quattro editori e dieci libri pubblicati in formato cartaceo, in formato ebook e in audiolibro. Ho una personalità molto estrosa e sono impegnata in vari progetti che ambiscono ad aiutare le persone in difficoltà e specialmente i bambini e le persone autistiche. Pratico diversi sport e mi piace conoscere gente e stare in buona compagnia. Amo gli animali, la natura, il mare, le montagne, le barche, gli aerei, le navi e la psicanalisi. Credo nel valore dell’amicizia e dell’amore, della collaborazione e dell’aiuto reciproco a livello interpersonale e internazionale. Le mie passioni sono: il nuoto, la MTB, il trekking, il diving, il kite surfing, il tai chi, la meditazione, il ciclismo, l’arte, il giardinaggio, il teatro, il cinema, i viaggi.
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18 risposte a L’ESTINZIONE DELLA CREATIVITÀ

  1. raccontodisicilia ha detto:

    Sottoscrivo parola per parola (lo so, ne avresti anche fatto a meno ^_^ ). Negli ultimi anni sto conoscendo artisti straordinari quasi completamente ignorati, spesso “profeti in patria”, poco sostenuti persino dagli amici più stretti… Sono contento di riuscire ad emozionarmi ancora quando mi trovo di fronte a certe realtà e persone speciali. Ma il “rischio di estinzione” mi preoccupa…

    • amleta ha detto:

      Io sono sicula ed ero incompresa nella mia terra. Sono venuta al Nord sperando che qui le cose andassero diversamente ma mi son accorta che ormai l’Italia per certe cose è tutta uguale. Qui per esempio le librerie chiudono, non si fanno più serate di lettura o mostre d’arte perchè non ci va nessuno. Le presentazioni dei libri sono deserte e non esidtono nemmeno più associazioni culturali. Pensa che nel paese in cui vivo quando sono arrivata il teatro era chiuso. Adesso fanno a malapena cabaret. Di recente ha chiuso il cinema e se non fosse stato per uno sparuto gruppetto di affezzionati cinofili sarebbe rimasto chiuso. Insomma ls situazione è davvero pessima. Sono molto delusa e dopo aver vissuto all’estero ho capito che qui non c’è più modo di fare qualcosa con l’entusiasmo di prima. Questa gente vuole solo alcolizzarsi e star sui social. Io non ci sto.

      • raccontodisicilia ha detto:

        Cara Amleta, capisco… e fai bene a non starci!
        Io sono emigrato al nord più di 20anni fa ma negli ultimi anni malgrado tutto mi sento più vivo e coinvolto proprio nel luogo d’origine… ho come la sensazione che proprio là, dove ci sono maggiori problemi e dove la gente deve lottare anche per “esprimersi” pienamente, riesco ancora a percepire un senso maggiore della vita e voglia di condivisione.
        Purtroppo dilaga una forma di chiusura in noi stessi, di paura, di incapacità di rapportarsi… I social vanno a nozze, le forme culturali soffrono, tutto ciò che richiede 5 minuti di attenzione – compresa la lettura – fa fatica ad arrivare alle persone.
        La tua delusione sarà la tua forza… una qualsiasi forma di “dolore” e di insoddisfazione costringe a una reazione, e a chi ha capacità “espressive” come le tue a tirare fuori il meglio di sé. Grazie

  2. raccontodisicilia ha detto:

    Mi consigli un tuo libro?

  3. Pingback: L’ESTINZIONE DELLA CREATIVITÀ — I tesori di Amleta – Evaporata

  4. Papillon, il Blog ha detto:

    In merito, sto maturando l’opinione politicamente scorretta, che quando il divario tra aristocrazia e popolo era maggiore e la prima era una cerchia ristretta mentre la seconda era molto più ampia ciò non accadesse.
    Il tentativo di diffusione della cultura ad una base più ampia di persone ha, fatalmente abbassato il livello d’istruzione. Questa massa di “istruiti” la leggiamo tutti i giorni sui social e l’ascoltiamo tutti i giorni in televisione. Un popolo che idolatra “tronisti” ed “influencer” non potrà mai riconoscere ed apprezzare arte e creatività.

    • amleta ha detto:

      È vero, a volte sai penso che forse sarebbe stato meglio vivere alla corte di qualche re e aver un mentore per cui realizzare opere grandiose, e credo di averne fatto parte in una vita passata. Almeno prima fare questo era possibile. Adesso altro che mentori!
      La cultura per tutti è diventata cultura trash, cosa che non ammiro per niente. Mi diranno magari che ho nostalgia del passato ma questo è dovuto al constatare che l’evoluzione umana è arrivata a questi livelli estremi di stupidità e ne sono tremendamente delusa.

  5. Think ha detto:

    Condivido tutto, ma bisogna anche riconoscere che è sempre stato così, in tutte le epoche storiche. Pensa a come vivevano molti pittori impressionisti, o a tutti i grandi artisti del Rinascimento…nonostante ciò, le loro opere sono arrivate comunque fino a noi. Io non credo che l’arte si estinguerà, semplicemente si evolve, come è sempre stato. E poi credo che un po’ tutti (noi “Millenials” , in particolare), artisti e non, siamo cresciuti con l’idea che il lavoro debba coincidere con una passione. Ci hanno illusi che potessimo ambire a tutto ciò che volevamo e che pretenderlo fosse un nostro diritto. Da qui, la frustrazione e il senso di fallimento che ne consegue. La realtà è sempre stata un’altra: il lavoro non è piacere, non lo è quello che serve per mangiare o pagare le bollette, almeno. Se poi parliamo di “lavoro” in senso lato e nella accezione più generale di una qualsivoglia forma di attività umana, allora il discorso cambia. Il lavoro è fatica per portare a casa il pane. Punto. Mio padre, che è di un’altra generazione, questa differenza fra lavoro e piacere la conosce benissimo. Dipinge da quando era un ragazzino ma mai in tutta la sua vita ha pensato di campare con quello e di farne un lavoro, nonostante un talento fuori dal comune e che, purtroppo, nessuno di noi figli ha ereditato. Ha fatto il rappresentante, continuando a dipingere la sera e nei weekend. Per lui era normale che fosse così, scontato. Non l’ho mai sentito fare discorsi su artisti incompresi o lamentarsi di avere un lavoro che non avesse a che fare con la sua passione. Questo lo facciamo noi giovani 20, 30enni di oggi che viviamo con questa assurda bugia che possiamo fare tutto, diventare tutto è trasformare il lavoro in piacere. Stronzate! Prima usciamo da questo equivoco e meglio staremo tutti.

  6. Vedi infatti l’età che hanno le rockstar, quelle vere. Morti i grandi non rimarrà che polvere e ricordi. Un saluto

  7. lancesheridan ha detto:

    Amleta, your blog, your posts are exceptional. They’re like a breath of mountain air. Marvelous!

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