LA FINE DELLE FAVOLE

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C’era una volta una bambina che si chiamana Cristina.

La bambina aveva un padre che ogni sera le leggeva le favole.

Una sera la bambina, stanca delle solite storie gli chiese:

“Papà perchè mi leggi le favole? Io lo so che sono tutte storie inventate”.

E il padre confuso rispose:

“Perchè tutti i padri lo fanno”.

E Cristina si sporse di più verso di lui e con gli occhietti vivaci gli disse:

” E tu non puoi essere diverso da tutti gli altri padri?”.

Il padre posò il libro e l’abbracciò.

( Copyright del racconto di Amleta Bloom)

( Copyright dell’opera artistica di Amleta Bloom)

 

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Informazioni su amleta

Mi chiamo Amleta Bloom e sono una persona molto solare, allegra, socievole ed affettuosa. Ho vissuto e studiato Performing Arts a Londra dove ho potuto sperimentare diverse forme artistiche. Esprimo le mie emozioni attraverso la scrittura. Ho quattro editori e dieci libri pubblicati in formato cartaceo, in formato ebook e in audiolibro. Ho una personalità molto creativa e sono impegnata in vari interessi e progetti. Pratico diversi sport e mi piace conoscere gente e stare in compagnia. Amo gli animali, la natura, il mare, le montagne, le barche, gli aerei, le navi e la psicanalisi. Credo nel valore dell’amicizia e dell’amore, della collaborazione e dell’aiuto reciproco a livello interpersonale e internazionale. Le mie passioni sono: il nuoto, la MTB, il trekking, il diving, il kite surfing, il tai chi, la meditazione, il ciclismo, l’arte, il giardinaggio, il teatro, il cinema, i viaggi.
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4 risposte a LA FINE DELLE FAVOLE

  1. Harley ha detto:

    Le favole finiscono sempre positivamente. Brava la bimba Cristina.

  2. Tony Pastel ha detto:

    Le favole del Nord Europa o della Russia sono terribili, altro che lieto fine. In effetti perché leggerle ai piccoli? Meglio leggerle da grandi su libri ovviamente illustrati.

    • Tony Pastel ha detto:

      Devo anche dire che un piacere particolare è stato quando all’università ho studiato le fiabe campane e ho ritrovato le storie che avevo sentito da bambino e nel frattempo completamente dimenticato, riemerse dai meandri della memoria.

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