QUELLI DEL VUOTO

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Vuoto, noia, solitudine.

Tre grandi pesi nello stomaco di quelli che tentano di riempirsi le giornate usando gli altri.

Come stai? Cosa fai? Buongiorno a te, che bel sole che c’è, ho un problema al pc,…devo fare un altro video, metti like, seguimi, adorami…fammi esistere.

Tutta questa gente che riempie i propri spazi vuoti con discussioni interminabili in live o in whastapp o in vari gruppi ormai sparsi dovunque, hanno tutte queste tre cose in comune.

Si svegliano la mattina col senso di vuoto, di insoddisfazione, disperazione, esasperaziobe e solitudine. E cosa fanno per ovviare a questa situazione non proprio rosea? Si attaccano online a chi è solo, a chi ha il vuoto e a chi si annoia.

E giù parole, migliaia di parole, affettuose, amorevoli, dolcissime e cioricini e rose e cieli stellati e discorsi fino a tarda notte.

Perchè chi si sente solo non sa vivere e soprattutto non vuole dormire. Quindi si moltiplicano le ore piccole con una parola che tira l’altra. E tu cosa ne pensi? Ed io devo avere più iscritti. E quello è uno stronzo. E quella è stupida… E ancora tanta tanta socializzazione virtuale estrema.

Ovviamente ognuno a casa sua. Ognuno dietro lo schermo. Ognuno col suo cell in mano. Tutti pronti a usare gli altri per riempire il vuoto della propria vita.

Ma dite che non c’è altra soluzione? No, invero le soluzioni ci stanno ma chi ha il vuoto e la noia non le vede, vede solo uno schermo.

E mi fanno compassione tutte queste migliaia di persone che pur avendo famiglia e figli e compagnia a casa danno le spalle ai propri cari e pensano solo a dialogare cogli altri navigatori virtuali.

Perchè ormai la famiglia non gli dà più emozioni e la compagnia che hanno accanto non è più intrigante, e la vita che fanno non gli piace e allora via, tutti dentro al tubo a chiacchierare.

Come stai? Oggi che hai fatto? Dove stai? Cosa mi racconti? Cosa hai visto? Buonanotte. Ti voglio bene. Ti amo.

Quanti sentimenti surreali scorrono per quei canali che ingurgitano persone nel loro vortice! Quante presenze e quanti numeri fa la noia!

E gli altri servono davvero? Sì, tutti felici e contenti di far parte di quella schiera di “amici” virtuali che non si perdono un Buongiorno o una Buonanotte.

E intanto il vuoto si accumula e prima o poi anche parlare o ascoltare gli verrà a noia ma ormaison dentro al meccanismo tritavite. Ormai esistono solo grazie agli youtubers che li uniscono. Evviva il vuoto esistenziale del canale!!!

 

 

 

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Informazioni su amleta

Mi chiamo Amleta Bloom e sono una artista poliedrica con molte sfaccettature e anche lati oscuri. Sono una persona molto solare, allegra, socievole ed affettuosa ma realista e una buona osservatrice del mondo in cui vivo. Ho vissuto e studiato Performing Arts a Londra dove ho potuto sperimentare diverse forme artistiche e partecipare a esperimenti di arteterapia, danzaterapia e affabulazione. Dopo la mia carriera artistica londinese mi sono trasferita in Italia per problemi di salute in famiglia. Ma non ho mai abbandonato la mia anima creativa. Esprimo le mie emozioni attraverso la scrittura. Ho quattro editori e dieci libri pubblicati in formato cartaceo, in formato ebook e in audiolibro. Ho una personalità molto estrosa e sono impegnata in vari progetti che ambiscono ad aiutare le persone in difficoltà e specialmente i bambini e le persone autistiche. Pratico diversi sport e mi piace conoscere gente e stare in buona compagnia. Amo gli animali, la natura, il mare, le montagne, le barche, gli aerei, le navi e la psicanalisi. Credo nel valore dell’amicizia e dell’amore, della collaborazione e dell’aiuto reciproco a livello interpersonale e internazionale. Le mie passioni sono: il nuoto, la MTB, il trekking, il diving, il kite surfing, il tai chi, la meditazione, il ciclismo, l’arte, il giardinaggio, il teatro, il cinema, i viaggi.
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9 risposte a QUELLI DEL VUOTO

  1. Personalmente sono abituato alla mia solitudine assoluta quando va meglio… i miei svaghi sono sofferenza e male, la mia continuazione di lavoro al computer è musicata dal fatto che mi bruciano il computer mostruosamente mentre è acceso per cui devo spegnerlo; mi dispiace che tra persone vi siano queste usanze di chiedersi reciproci feedback, reazioni, condivisioni informatiche, addirittura tu scrivi che chiedono adorazioni (?!) e questo mi sembra proprio esagerato e patologico, caso grave da lavorare in onestà di coscienza, poi scrivi che distribuiscono complimenti e buongiorni ma a parole o sincerissimi?
    Nella loro vita online dunque tentano di svilupparsi i loro networks chiedendo i link, chiedendo le evidenze?
    Non saprei cosa scriverti ma intanto qualcosa ti ho scritto, se potessi vederti ti scriverei il tuo saluto reale ma al momento non ti vedo, buongiorno, buon lavoro! ❤ … ❤

    • amleta ha detto:

      Bè io mi riferisco precisamente a certe amicizie vietuali ossessive di persone che dalla mattina alla sera stanno sempre a contattosolo con questa gente tramite appunto dei rapporti basari su un’amicizia fittizia epatologica.
      Ovviamente qui nel blog è diverso perchè voi che commentate mi salutate e scrivete i vostri pe sieri ed io scrivo i miei ma il tutto è dosato in un certo modo. Non c’è ossessione e non c’è questa distorsione di un rapporto con l’altro che viene usato.
      Io non riempio la mia vita con voi perchè nella mia vita ci sono già tante cose. E lo stesso dicasi per voi.
      Il mondo dei blog è rimasto integro e al di fuori di queste dinamiche che invece su youtube o su whatsapp o altre app sono diventate una dipendenza di cui la gente non si rende conto.

  2. hai raccontato lo specchio della verità dei danni dei social.
    ma lo sapevi che esistono centri per la disintossicazione da cellulare?
    detto questo …. siamo alla follia pura e al delirio.
    occorre iniziare ad ammettere di avere un problema.
    questione di testa.
    come in tutte le cose….le teste ormai vuote di valori e principi … ciao amleta 🙂

  3. Ciao! Mi piace quello che hai scritto e lo condivido: social come Facebook, Whatsapp e Youtube, ma anche instagram sono diventati una piazza virtuale, dove vedersi, partecipare, rincorrendo l’onda dei commenti e dei like in maniera spasmodica, e siccome l’ambiente è troppo grande e partecipato non si potrà mai avere l’ultima parola, perchè qualcun’altro avrà detto o ridetto qualcosa….
    Io personalmente non ho mai amato Facebook proprio per il senso di stress che mi trasmette…. Whatsapp lo trovo più funzionale, ma appunto funzionale! Proprio perchè devi avere il numero di cellulare delle altre persone, significa che le conosci e hai necessità di dirgli qualcosa…? E’ facile trovarsi coinvolti in gruppi volenti o nolenti, però …. si possono silenziare!!! 😈
    A parte le battute io penso, comunque, che le persone che si accaniscono nei social, sostituendoli alla vita reale, hanno il grande problema del vuoto noia e solitudine, come tu dici, ma tante di queste persone, che seguono il buongiorno e la buonanotte, fiori, cuori e pensieri sdolcinati, sono anche persone che non hanno fantasia propria, non sanno che dire, ma vogliono dire e vogliono essere, perchè anche nella vita vera, sono persone di apparenza e circostanza, e non sono abituate a essere semplicemente se stesse, con le limitazioni del caso. La polemica e le liti virtuali poi sono l’espressione più malata di una umanità che, fondamentalmente vigliacca, si nasconde dietro l’anonimato per esprimere le proprie idee….. o forse è la forma più estrema di libertà? Quando queste opinioni riescono a scuotere le coscienze?
    Questo mondo virtuale è “esploso” negli ultimi vent’anni circa, senza regole, senza guida.
    Io credo che avremmo bisogno di una Web-etiquette, fatta di pensieri positivi e buonsenso, che ci possa accompagnare in questa nuova vita, mista di reale e virtuale che già stiamo vivendo!
    Condivido il tuo pensiero sui Blog, perchè senza essere frenetici possono essere luoghi di riflessione e di esternazione di pensieri…. e se vuoi, a volte anche inutili!
    Ti ringrazio per il momento di riflessione, che mi ha permesso di approfondire una riflessione, più lieve, sui social sui Blog, e sulla mia presenza nel “virtuale” attraverso la mia avventura con il mio Blog. Avevo giusto intenzione di scrivere un breve articolo sull’argomento, e forse lo farò!
    Cordialmente, Antonella.

    • amleta ha detto:

      Grazie Antonella il tuo ricchissimo contributo è davvero prezioso e spero che tutti, leggendo anche le tue di parole, possano darsi una regolata 😊

  4. francesco ha detto:

    non so quanti anni tu abbia. ma quando avevo 20 anni mi mandava in bestia sentire le frasi di mio padre che iniziavano con “e, ma ai miei tempi…..”. e poteva partire un riferimento alla musica, alla politica, a fracazzodivelletri….. giurai all’epoca che mai e poi mai con un mio figlio avrei fatto discorsi del genere

    oggi mia figlia va per i 21 anni e ho finora prestato fede alla promessa, diciamo al 99%

    lasciamo libertà agli altri, che non significa non giudicare per carità. ma io non sono così sicuro che questi tempi siano brutti e quelli passati l’eden

    • amleta ha detto:

      La mia è una constatazione data dalle emozioni di noia, situdine e depressione che sento esprimere agli altri, a tutti quelli che fanno un uso smodato dei sovial e di internet e dei videogiochi. Ho contatti con molte persone e non scrivo qualcosa, che è una constatazione, se non ho dei dati reali su cui basarmi. Magari tua figlia è felice e ha amici e sta bene. Ma il resto della popolazione no. Prova a leggere dati sull’aumento della depressione in Italia e sugli Hikikomori. Non sono giudizi miei o cose che dico io ma statistiche fatte da organismi seri. Io non ho mai detto a nessuno dei miei amici o parenti o figli che non devono fare qualcosa, ma facendo certe cose le conseguenze si notano bene. Ogni tempo e ogni generazione ha i suoi lati negativi ma adesso stiamo parlando di degenerazione e disumanizzazione. Ci sono stati eventi brutti nel passato, le guerre, ma quella invisibile di adesso non è diversa solo che in pochi se ne accorgono.
      Io se vado in giro per i paesi e le città qui vicino a dove vivo non vedo giovani per strada che parlano o abbordano o fanno casino. I paesi sono morti. Se tu vedi giovani in giro allora stai in una zona non ancora così colpita dalla tecnologia.
      L’Oms ha dichiarato che la dipendenza dai videogiochi è una malattia e moltissimi giovani sono dipendenti. Non sono io a dirlo ma quando parlo coi giovani sento le conseguenze di tale stile di vita: isolamento, noia, depressione.
      Ci sono canali youtube che parlano di quello che sta succedendo ai giovani. Forse tu hai tua figlia che non ha avuto di questi problemi e sei sereno e vedi le cose in questo modo. Ma ti assicuro che ci sono genitori disperati, e parlo di migliaia di persone, perchè i loro figli non escono più da casa.
      Io non giudico nessuno, riporto solo dei fatti qui, affinchè qualcuno rifletta su quello che sta succedendo e possa anche aiutare queste persone.

    • Ciao Francesco! Il tuo commento mi ha strappato una risata! Specialmente il riferimento “afracazzodivelletri” che mi riporta alla mia infanzia e ad espressioni che anche mio padre usava!
      Anch’io come te odio le espressioni tipo “ai miei tempi” ! Perchè i tempi vanno avanti, si evolvono, e c’è il bello e il brutto in ogni epoca. Rimpiangere sempre il passato, significa non sapersi adattare alle novità del futuro!
      Io condivido il ragionamento di Amleta, perchè è un punto di vista critico del mondo di oggi, della vita social in particolare! Come ogni novità va gestita con il buonsenso, in modo che non ci travolga!
      Noi che iniziamo ad avere gli “anta”, che non siamo “nativi digitali”, forse riusciamo a vedere di più gli eccessi che questo nuovo mondo porta, e forse, riusciamo a gestirli con più equilibrio. Basterebbe trasmettere questo ai ragazzi, che ne sono le “vittime” più facili.
      Non credo che l’articolo volesse cadere nel paternalismo, anzi, sottolinea un pericolo sociale, cui siamo sottoposti nella nostra grande libertà!
      I tempi di oggi sono indubbiamente migliori dei “miei tempi”! La libertà personale e sociale che abbiamo oggi, io me la sognavo! La tecnologia di oggi era fantascienza! ….. e io la leggevo la fantascienza! 😉 Per me fai bene a non stressare tua figlia con il paragone con i bei tempi andati (che non serve), ma questi sono anche i nostri tempi, e la nostra maturità, ci può far dare un valido contributo!
      Antonella
      P.S. penso che abbiamo più o meno la stessa età!

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