IL GIALLISTA DI VIGATA

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Per chi non la conosce Vigata è un paese che prima non era niente e dopo è diventato tutto. Ma la gente di Vigata quel tutto non l’ha avuto affatto.

Cosa rende uno scrittore famoso? Le vendite. La Sellerio chiese a Camilleri un terzo libro dopo aver venduto molte copie dei suoi primi due libri.

Cosa piace leggere agli italiani? Omicidi, sangue, corruzzione, mafia, vittime….libri gialli.

Prima di lui la Christie fece la storia col suo Poirot. Prima ancora Nero Wolfe. Nei secoli dei secoli Sherlock il più invincibile….Sempre omicidi, presunti assassini, sangue, indagini….cosa piace così tanto dei gialli?

Perchè i lettori si affezionano agli ispettori, investigatori, poliziotti e personaggi di questo tipo?

Ritenevano i baffetti di Poirot affascinanti, l’arguzia di Sherlock senza eguali, Miss Marple una vecchietta molto ironica e Montalbano?

In piazza c’è la statua del vero Montalbano, con tanto di baffi. E non somiglia affatto a Zingaretti.

Arrivano le Grandi Navi a Vigata ma che ne hanno ricavato i vigatesi? Nulla. La Vigata che vedete nei film del commissario siculo non è quella vera.

Quella vera è fame e immigrati, barconi sulle spiagge, vu cumprà sempre in giro già 30 anni fa, piante secche, campagne secche, disoccupazione.

Nessuno porta in tv la realtà perchè la finzione rende di più. La memoria storica di Andrea era incredibile ma ancora più incredibile la sua fantasia inarrestabile.

Io ho letto solo due libri del “Maestro” e non mi sono piaciuti. Sono l’unica che non osanna il suo linguaggio “montalbanese” e che non sopporta la serie tv.

Cosa rende uno scrittore famoso? Le vendite. Chi vende è ricordato, chi scrive ma non vende non esiste. Il capitalismo dà valore ai ricavi e non alle parole.

Pirandello diventò famoso e andò a vivere a Roma. Camilleri viveva pure a Roma. E perchè? Perchè non vivere sull’isola che si esalta con le proprie opere e di cui essi parlarono così tanto?

Come si può stare lontani da quel mare azzurrissimo e da quella terra splendida? I poveri scappano via. Ma i famosi perchè non ci sono mai tornati?

( Le foto che seguono sono della vera Vigata. Benvenuti a casa mia 😊)

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Informazioni su amleta

Mi chiamo Amleta Bloom e sono una artista poliedrica con molte sfaccettature e anche lati oscuri. Sono una persona molto solare, allegra, socievole ed affettuosa ma realista e una buona osservatrice del mondo in cui vivo. Ho vissuto e studiato Performing Arts a Londra dove ho potuto sperimentare diverse forme artistiche e partecipare a esperimenti di arteterapia, danzaterapia e affabulazione. Dopo la mia carriera artistica londinese mi sono trasferita in Italia per problemi di salute in famiglia. Ma non ho mai abbandonato la mia anima creativa. Esprimo le mie emozioni attraverso la scrittura. Ho quattro editori e dieci libri pubblicati in formato cartaceo, in formato ebook e in audiolibro. Ho una personalità molto estrosa e sono impegnata in vari progetti che ambiscono ad aiutare le persone in difficoltà e specialmente i bambini e le persone autistiche. Pratico diversi sport e mi piace conoscere gente e stare in buona compagnia. Amo gli animali, la natura, il mare, le montagne, le barche, gli aerei, le navi e la psicanalisi. Credo nel valore dell’amicizia e dell’amore, della collaborazione e dell’aiuto reciproco a livello interpersonale e internazionale. Le mie passioni sono: il nuoto, la MTB, il trekking, il diving, il kite surfing, il tai chi, la meditazione, il ciclismo, l’arte, il giardinaggio, il teatro, il cinema, i viaggi.
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13 risposte a IL GIALLISTA DI VIGATA

  1. Maria Di Lanno ha detto:

    Bellissimi e azzurrissimi i tuoi scatti, gli occhi miei, dissetati, ti ringraziano! 🙂
    Per il resto, mai letti i libri di Camilleri, né mi sono mai interessata particolarmente della sua persona… ma, oggi, mi sono capitati sotto gli occhi i suoi pensieri, interviste, e ne è emersa una bella persona. Talvolta, di un personaggio pubblico si può scegliere, secondo me, di “prendersi” solo la sua arte, o soltanto la sua persona. Tant’è, molte cantanti e scrittori hanno creato cose belle, ma nella vita privata non sono state grandi persone.
    Per quanto riguarda Camilleri, non avendo mai letto nulla, non so se mi sarebbe piaciuta la sua arte, ma, per quanto ho visto e letto della sua persona, non mi è venuto di disprezzarla.

  2. Anghessa ha detto:

    Non confondiamo un sogno, un disegno della fantasia. L’emozione della morte di Cammilleri,è un momento, ma i suoi personaggi meritano e meriteranno un approccio diverso. Non credo abbia “successo “soltanto per questione commerciale, (anche Guareschi aveva successo commerciale,distraendo il commentatore ).saluti cordiali

    • amleta ha detto:

      Carissima Anghessa, pure io quando ho rifiutato una raccomandazione da parte di Camilleri ( ben conosciuto dal mio migliore amico dell’epoca) ho pensato che il successo è dato da ben altre cose. 😊

  3. mocaiana ha detto:

    Concordo, Amleta ( però la serie televisiva mi piace)

  4. Paola Bortolani ha detto:

    Andrea Camilleri è stato ben di più del creatore del personaggio di Montalbano, simpatico poliziotto che ben si presta alla fiction televisiva, ma poco altro. Saggi, sceneggiature, romanzi, romanzi storici, regie: la sua intelligenza e la sua creatività si sono espresse a ben altri livelli. Le sue opere intrecciano storia, filosofia, sociologia, psicologia. Poco importa se il pubblico generico si ferma al “giallo”. Leggere solo due suoi libri e pretendere di valutarlo mi sembra francamente un po’ azzardato. E Vigata non esiste

    • amleta ha detto:

      Ho frequentato la biclioteca di Porto Empedocle quando la Sellerio che riempiva un ripiano intero di uno scaffale mostrava due dita di polvere. Ho letto il primo Camilleri, quello che nessuno prendeva mai in prestito, come tutti gli altri libri della Sellerio ( visto che la gente andava in biblioteca solo per leggere il giornale o fare ricerche scolastiche) e ho avuto per lui un giudizio obiettivo come l’ho avuto per altri autori conosciuti o sconosciuti che fossero. Dopo, quando è diventato famoso, ho provato a rileggerlo spulciando il suo Montalbano, ma non mi è piaciuto di nuovo. Così come non mi piacciono altri autori famosi che hanno fatto la letteratura italiana. Deve piacermi per forza? Lo includeranno sicuramente bel Petronio e lo studieranno tutti, è tradotto in molti paesi e ne hanno stabilito il valore. Ma a me non piace. Punto.
      Inoltre posso dite che se fosse rimasto nel suo paese non avrebbe avuto le chance che ha avuto stando a Roma e avendo l’appoggio di certi ambienti.
      Il mio post verteva su questo e infatti ho anche fatto riferimento a Pirandello.
      Vedi, io non sono nata ieri e posso dirti che so come vanno certe cose.
      Esistono altri autori siculi che hanno scritto opere importanti ma chissà come mai nessuno li conosce. E stanno ancora lì a prendere polvere e sto parlando di “premi nobel” 😆

      • Paola Bortolani ha detto:

        Cara Amleta, certo che non deve piacerti per forza, ma tu hai scritto “Io ho letto solo due libri del “Maestro” e non mi sono piaciuti. Sono l’unica che non osanna il suo linguaggio “montalbanese” e che non sopporta la serie tv” e mi è sembrato giusto informarti (ma ora mi dici che, invece, già lo sapevi e lo avevi approfondito) che due libri con protagonista Montalbano erano un po’ poco per valutare un autore. Detto questo, e rispettando il tuo punto di vista, aggiungo che io per prima ho apprezzato molto di più i suoi libi non-montelbanesi, e che nemmenoio sopporto la serie tv, secondo me fatta per persone o di modeste pretese (il livello di recitazione, salvo un paio di esempi, è pessimo) o becere ( i personaggi femminili sono di un esasperato sessismo). Quanto al suo successo, ho lavorato tanti anni nella comunicazione e so come funziona. Buon fine settimana!

      • amleta ha detto:

        No non erano libri su Montalbano. Uno era “Il birraio di Preston” e l’altro era ” la scomparsa di Patò”. Montalbano esisteva già ma non era ancora arrivato alla Rai. Tutti i libri della Sellerio, e anche molti altri anche di grandi editori, erano impolverati ed io avevo il piacere di essere la prima a prenderli. Stessa cosa cosa dicasi per Nelly Sachs, posta accanto al Maestro, ma che nessuno conosce. Ebbene a me piacquero le sue poesie piuttosto che i romanzi di Camilleri.

      • Paola Bortolani ha detto:

        Sono d’accordo, sono due romanzi divertentissimi e di rara arguzia. E Nelly Sachs è sicuramente da conoscere. Penso siano letture completamente diverse, e per fortuna possiamo scegliere cosa leggere 🙂

  5. Già, persone che riescono a fuggire dal paesotto di gioventù e che hanno pure successo in città e del paesotto che ne è? Probabilmente, rimane tale, vero?
    Seriamente, se è un paese che ha bisogno di essere preso in considerazione come opportunità di onesti lavori in coscienza per aiutarlo a sua volta a lavorare in onestà di coscienza, nelle realizzazioni dei loro meriti reali, nelle giuste realizzazioni monetarie oneste, possiamo chiedere a chi ne sa più di me in argomento, cosa ne pensiamo, intendiamo, sentiamo?

    • amleta ha detto:

      Infatti io presumo che una persona che ha fatto fortuna dopo porti la sua fortuna nel suo paese d’origine ( specialmente quando gli ha fornito mille storie da poter scrivere attinte da fatti veri e racconti paesani) ma invece ho constatato che non è così purtroppo. Dunque non solo i paesini vengono abbandonati da certi scrittori, che poi parlano tanto della loro splendida terra, ma la gente rimasta deve industriarsi in mille modi ( e a spese sue anche) per evitare che si perda un patrimonio artistico mal gestito.

  6. elettra ha detto:

    Solo adesso apprendo che siamo siciliane entrambe. Io e camilleri abbiamo frequentato lo stesso liceo. 🙂

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