IL NEUROMARKETING

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Quante cose avete comprato su Amazon? Erano tutte necessarie?

Quanti vestiti avete comprato negli ultimi mesi? Erano tutti necessari?

Quante cose nuove hanno voluto i vostri figli? Erano necessarie?

Avete mai sentito parlare di neuromarketing?

Il neuromarketing agisce sul vostro cervello.

Mentre voi siete qui a leggere, i signori del neuromarketing sanno cosa non desiderate e ve lo fanno desiderare.

A tal punto è arrivata la conoscenza che hanno di voi tutti che sanno già cosa comprerete e cosa volete.

Come lo sanno?

Fornite dati a loro ogni giorno con le vostre foto su Instagram, le cose che scrivete su facebook, le cose che dite agli amici,..essi ascoltano e registrano

( anche dalla cam del vostro portatile, e dalla fotocamera del cell) essi registrano tutto quello che dite e che fate.

Loro sanno a che ora vi alzate, leggono  tutti i messaggi che scrivete, cosa dite ai figli, che macchina volete e che sogni avete.

Dopo aver raccolto tutti questi dati loro agiranno in modo che il vostro cervello desideri ciò che non desidera.

Per farvi comprare, comprare, comprare.

Voi non siete cittadini e neanche individui. Siete soltanto CONSUMATORI.

Ormai il vostro cervello è stato deviato verso cose che comprate in modo compulsivo.

Quante cose avete accumulato?

Prendetevi un pò di tempo per riflttere sugli acquisti che avete fatto di recente.

Erano davvero necessari?

Se la risposta è no allora siete vittime del neuromarketing.

( Copyright del post di Amleta Bloom)

 

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Informazioni su amleta

Mi chiamo Amleta Bloom e sono una artista poliedrica con molte sfaccettature e anche lati oscuri. Sono una persona molto solare, allegra, socievole ed affettuosa ma realista e una buona osservatrice del mondo in cui vivo. Ho vissuto e studiato Performing Arts a Londra dove ho potuto sperimentare diverse forme artistiche e partecipare a esperimenti di arteterapia, danzaterapia e affabulazione. Dopo la mia carriera artistica londinese mi sono trasferita in Italia per problemi di salute in famiglia. Ma non ho mai abbandonato la mia anima creativa. Esprimo le mie emozioni attraverso la scrittura. Ho quattro editori e dieci libri pubblicati in formato cartaceo, in formato ebook e in audiolibro. Ho una personalità molto estrosa e sono impegnata in vari progetti che ambiscono ad aiutare le persone in difficoltà e specialmente i bambini e le persone autistiche. Pratico diversi sport e mi piace conoscere gente e stare in buona compagnia. Amo gli animali, la natura, il mare, le montagne, le barche, gli aerei, le navi e la psicanalisi. Credo nel valore dell’amicizia e dell’amore, della collaborazione e dell’aiuto reciproco a livello interpersonale e internazionale. Le mie passioni sono: il nuoto, la MTB, il trekking, il diving, il kite surfing, il tai chi, la meditazione, il ciclismo, l’arte, il giardinaggio, il teatro, il cinema, i viaggi.
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32 risposte a IL NEUROMARKETING

  1. Demonio ha detto:

    Con me cascano male!I vestiti me li faccio durare anche anni, le cose le compro solo se mi servono perché devono sostituirne un altra. Pensa che invece di comprare un nuovo portatile essendo il mio più che datato gli ho cambiato solo l’hard disk prendendo per 50€ un ssd e il portatile va ancora che è una bellezza. Poi, per rendergli la vita complicata io nei carrelli metto anche cose che non comprerò mai, magari assurde, che so cateteri, piscina da giardino(non ho nemmeno il giardino!), attrezzature da sub, assorbenti, motoseghe e così via!😂

  2. Soul ha detto:

    Con me fanno la fame questi soggetti chiudono e serrande😈

  3. silviacavalieri ha detto:

    Ho un punto debole: i vestiti, ma non è colpa del neuromarketing!

    • amleta ha detto:

      Ah ah ah te lo perdoniamo 😊 c’è chi colleziona conciglie e chi colleziona cover di cell e chi colleziona vestiti. L’importante che a casa tua rimanga sempte lo spazio per te 😉

  4. Ehipenny ha detto:

    Alcuni li giustifichiamo come sfizi, regali che ci facciamo, la verità è che tante cose le compriamo perché di moda, ma cos’è la moda? Anch’essa agisce sui nostri comportamenti, crea dei modelli a cui le nostre teste decidono di voler aspirare… studio economia e mi affascina il mondo del marketing, perché a volte mi sembra quasi incredibile come una massa così grande di persone possa comprare in tal modo

    • amleta ha detto:

      PSICOLOGIA DELLE MASSE E ANALISI DELL’IO è un libro di Freud molto interessante per capire certe dinamiche di gruppo. Anche PSICANALISI DELLA SOCIETÀ di Fromm è veramente illuminante per capire e anche ANATOMIA DELLA DISTRUTTIVITÀ UMANA sempre di Fromm. Questi libri non li fanno leggere a scuola perchè è controproducente sapere certe cose. È per questo che i programmi scolastici e universitari non cambiano mai. È tutto fatto in modo che la conoscenza di certe cose non si sappia. Io da ragazzina volevo sapere di più e andai in varie biblioteche. Invece di fare shopping con le mie compagne di classe e di abbordare ragazzetti io e la mia migliore amica volevamo capire le dinamiche del male, del mondo, il comportamento umano e le regole della società. Ma quella era una minima parte di quello che scoprii dopo, purtroppo.

      • Ehipenny ha detto:

        Freud lo vorrei leggere, mi interessa, richiede il suo tempo da dedicarvi ma ho in programma di mettermici. Certo sono tematiche difficili, a scuola è già tanto se si parla di attualità

  5. Sara Provasi ha detto:

    In passato mi è capitato, soprattutto pre internet, poi facendo vari repulisti ho iniziato a distinguere cosa davvero mi serve e compro molto meno, specialmente nel vestiario… Come cose inutili mi riservo solo a volte qualche CD o libri cartacei che ho già in digitale per puro collezionismo 😄

    • amleta ha detto:

      È una cosa che consiglio a tutti quella di fare ogni tanto una ripulitura generale. Fare pulizie, semplificare, riciclar. Adesso poi ci sono tanti mercatini dell’usato dove si possono portare le cose che non so utilizzano. E per vestiti, borse e accessori ci sono i cassoni gialli per la donazione, che invito a utilizzare.

      • Sara Provasi ha detto:

        Concordo! Non butto mai gli abiti, ma li regalo a cugine oppure li metto nei cassonetti gialli!
        E ho anche trovato una bella gonna in un negozio di usato 😀
        Mi piace tenere almeno la mia parte di armadi libera, con solo ciò che metto, così so cosa ho e compro anche meno roba inutile!

  6. vincenza63 ha detto:

    Sarebbe così bello esserne consapevoli, ma non credo sia così facile sfuggire agli incantesimi pubblicitari. Non sono affatto così manifesti.
    Magari…
    Ciao!
    Vicky

    • amleta ha detto:

      Molte cose purtroppo non le spiegano da nessuna parte. Bisogna essere curiosi e insistenti e andarsele a cercare. Ma è questo su cui contano loro. Tolgono il tempo a disposizione ( con una vita al limite dello stress patologico) così le persone invece di informarsi su quello che succede davvero alle nostre spalle ne rimane invece all’oscuro.
      Qualcuno potrebbe chiedersi perchè lo faccio io, perchè da poeta e artista mi son messa a scrivere certe cose.
      Il motivo è che bisogna dire le cose che non dicono. E a volte sono proprio i poeti ad aver denunciato le situazioni peggiori.
      Io ho solo il potere della parola e la voglia di salvare i bambini. Solo questo muove la mia mano.
      Se volessi un blog per soldi anni fa avrei accettato banner. Eppure anche se una fa sempre del bene viene giudicata male 😐

  7. Inquietante veritá.
    Comunque ho notato che nonostante le mie ricerche di info su libri e autori, e tutti i miei social legati alla letteratura, non mi arrivano mai promozioni di libri. Ci vogliono consumatori di tutto tranne che di cultura.

  8. tramedipensieri ha detto:

    Con ne fanno pochi affari che con lo stipendio devo stare attentissima…
    Il massimo che posso fare e acquistare libri e colori…e questi sì, mi servono

  9. Flavia Vinci ha detto:

    Siamo ridotti malissimo😳

  10. zariele ha detto:

    Purtroppo i buoi sono scappati da un pezzo. Da molto prima dell’avvento della rete. Cosa si può fare? Ben poco. Innanzitutto cercare di ridurre il danno adottando un metodico consumerismo. Nello stesso tempo, continuando a spiegare a chi ancora non ne è consapevole che nulla è gratis nella vita. WordPress compreso.

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