NEL BLU DIPINTO DI GRU

Nello spazio vuoto tra terra e braccia nessuno s’avvicina al mondo.
Riposano giostre e fari bagnati.
Il primo, il secondo, il terzo disastro…
Il presente non sarà sempre presebte.
C’è il rischio di avere troppa luce e imparare a sbagliare.
Fissando vuoti terrestri con voli di carta.
Abbiamo piegato così tanti fogli da non ricordarci cosa abbiamo scritto dentro la nostra storia.
I giorni e le notti nella sicurezza ancestrale ci hanno distratti.
La nostra BELVEZZA ha colpito il segno senza neanche mirare.
Chiudi gli occhi e lasciami guardare.
Chiudi gli occhi e lasciami strofinare il cielo.
Solo dentro una stanza si muove una montagna.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

Informazioni su amleta

Mi chiamo Amleta Bloom e sono una artista poliedrica con molte sfaccettature e anche lati oscuri. Sono una persona molto solare, allegra, socievole ed affettuosa ma realista e una buona osservatrice del mondo in cui vivo. Ho vissuto e studiato Performing Arts a Londra dove ho potuto sperimentare diverse forme artistiche e partecipare a esperimenti di arteterapia, danzaterapia e affabulazione. Dopo la mia carriera artistica londinese mi sono trasferita in Italia per problemi di salute in famiglia. Ma non ho mai abbandonato la mia anima creativa. Esprimo le mie emozioni attraverso la scrittura. Ho quattro editori e dieci libri pubblicati in formato cartaceo, in formato ebook e in audiolibro. Ho una personalità molto estrosa e sono impegnata in vari progetti che ambiscono ad aiutare le persone in difficoltà e specialmente i bambini e le persone autistiche. Amo la Primavera, i boschi, i passeri, i fiori, il mare, la montagna, gli aerei, le navi, le piante, gli alberi, l'arte, cani e gatti e tutti gli animali. Pratico diversi sport e mi piace conoscere gente e stare in buona compagnia. Credo nel valore dell’amicizia e dell’amore, della collaborazione e dell’aiuto reciproco a livello interpersonale e internazionale. Le mie passioni sono: il nuoto, la MTB, il trekking, il diving, il kite surfing, il tai chi, la meditazione, il ciclismo, l’arte, il giardinaggio, il teatro, il cinema, i viaggi.
Questa voce è stata pubblicata in DISSOLUZIONI INTERIORI. Contrassegna il permalink.

10 risposte a NEL BLU DIPINTO DI GRU

  1. maxilpoeta ha detto:

    l’ultimo verso trovo sia davvero significativo per esprimere questo periodo “solo dentro una stanza si muove una montagna”. Nel vuoto dei rapporti umani, dove distanze e solitudine dovrebbero essere la regola in questo periodo così strano e triste per l’umanità, anche nel piccolo dei nostri mondi, attraverso la fantasia, la bellezza del nostro sentire, possiamo muovere i fili del mondo…
    Bella poesia, molto originale e riflessiva…

  2. leandroporto ha detto:

    Passano così tanti giorni e tanti gradini che non ricordiamo più il colore dell’asfalto che è la vita.

    Congratulazioni per il clamoroso post di successo!

  3. YDU ha detto:

    Coooool … 🙂

  4. mastrodesade ha detto:

    Che strano. Ci stavo pensando 2 gg fa. C’è una storia zen che si intitola “L’uccello riconoscente”. La conosci per caso?

    • amleta ha detto:

      No sinceramente non l’ho mai sentita o letta da bessuna parte questa storia dell’uccello. Sono curiosa 😊

      • mastrodesade ha detto:

        Questa è una storia che parla di riconoscenza, rispetto e fiducia ed la ragione per cui le gru in Giappone sono sacre.

        L’uccello riconoscente. つるの恩返し (鶴の恩返し)
        C’era una volta un povero uomo chi visse in una piccola capanna. Era all’inverno e nevicava. Un giorno, rientrandosi a casa, sentì un rumore strano. Abbastanza sorpreso, egli andò al campo per trovarne la ragione. E lì c’era una gru ferita che piangeva a calde lacrime. L’ala della gru era trafitta con una freccia. Avendone pietà, egli s’avvicinò e cavò la freccia. Liberata da lui, la gru se ne volò via a perdita d’occhio. Verso la sera egli si rientrò a casa. Nessuno veniva a trovare questo uomo povero e egli visse in solitudine. Quella sera, invece qualcuno aveva bussato alla sua porta. Sorpreso che qualcuno potesse venire sta nottataccia, egli aprì la porta e lì vide una fanciulla chi s’aveva perduto e gli pregava di darla sua ospitalità. La prossima sera lei richiese di nuovo di restare per un altra notte. All’indomani, questa fanciulla aveva la stessa preghiera. All’uomo, questa bella figliola piacque tanto e finalmente pretese che lei gli sposi ed essa gli aveva detto “Sì”. Erano felici, benché fossero poveri. Inoltre, tutti i vicini li vollero bene. L’inverno era così lungo e freddo, che essi non avevano soldi neanche per pane. Un giorno, la sposa decise di tessere per guadagnare un po’ di soldi. Essa chiese suo marito di portare un telaio alla camera. Prima di mettersi a lavorare, essa avvertì suo marito: “Qualsiasi cosa accada, tu non devi né entrare né guardare nella camera prima che la stoffa fosse pronta.” Egli le lo giurò. Allora, la sposa si chiuse nella camera e cominciò a tessere. Essa lavorò tre giorni e tre notte senza fermarsi. Verso la sera del terzo giorno, il tessuto era già pronto. La sposa era stanca, ma la stoffa era meravigliosa che il prezzo che ne avevano ricavato poterono vivere per un certo tempo. L’inverno, pero era sempre tanto lungo che sembrava che non finisse mai, quindi la sposa decise di tessere un altro pezzo. Anche questa volta non mancò di ricordare a marito che non dovesse né entrare né guardare nella camera prima che la stoffa fosse pronta. Al quarto giorno essa tesse una stoffa ancora più bella di quella prima. Il marito andò alla città e ne ricavò un bel prezzo. Tutti attorno ammirarono la sua sposa ed il suo lavoro e lei tesseva e tesseva senza comprarne un singolo filo. Anche il marito non riuscì a capire come la sua moglie facesse a tessere le stoffe tanto squisite. Egli aveva bisogno di più soldi e fece la sua moglie di preparare un’altra stoffa. Essa era d’accordo e gli ricordò della sua promessa: “mentre sto lavorando tu non devi né entrare né guardare nella camera”. Dicendo così, essa entrò nella camera e si mise a tessere. Il marito era molto impaziente di avere il nuovo tessuto. Egli s’avvicinò alla porta in punta di piedi e guardò dentro attentamente. Ma lì la sua moglie non c’era. Invece, vi stette la gru che tesse una magnifica stoffa, tagliandone le proprie piume. Ora il marito capì come mai il tessuto fosse tanto apprezzato. Appena che la gru se ne accorse della sua presenza si era ritrasformata in sua moglie. Essa gli raccontò che essa era la stessa gru liberata da lui. Per riconoscenza, essa venne a casa sua ed era diventata sua moglie. Per tessere le sue bellissime stoffe , essa doveva strappare le sue piume. Poiché il marito non tenesse la sua parola, essa dové lasciargli. Il marito si arrabbiò molto a se stesso, ma tutto era inutile. La sposa si ritrasferì in gru, distese le ali e volò via.

      • amleta ha detto:

        È sempre bello conoscere una storia zen e credo che molti dovrebbero far tesoro del messaggio prezioso che porta. Grazie di avercela fatta conoscere 😊

      • mastrodesade ha detto:

        Oh di nulla. Alla fine è stata solo una casualità 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.