IL GIOCO DELLA PIUMA

Quando dai a qualcuno la possibilità di manipolarti facendo leva sui tuoi sensi di colpa non sei più te stesso. Il tuo cervello non riesce più a discernere tra quello che fai perché costretto e quello che vorresti fare se riuscissi a liberarti. In realtà tu sai che non sei te stesso, che il tuo modo di essere non è il tuo, che i tuoi comportamenti non sono liberi e spontanei. Ma è più facile continuare a essere manipolato piuttosto che importi e dare una prova di carattere, imporre la tua di volontà e non subire sempre e comunque quella dell’altro. Troppo facile colpire chi dal di fuori “vede” e ti descrive la tua situazione vista con distacco, con gli occhi dell’esterno, con le sensazioni che daresti a uno spettatore che ti guardasse dal di fuori.
Manipolatori di nasce, non si diventa, e neanche si cambia. Chi è abituato a manipolare lo fa perché ha fini fa perseguire, e lo farà sempre che tanto niente lo farà cambiare. E userà tutti i mezzi necessari, sleali e disonesti: è il fine ultimo che giustifica i mezzi perché l’importante è mantenere il controllo e il dominio.

Informazioni su amleta

Mi chiamo Amleta Bloom e sono una artista poliedrica con molte sfaccettature e anche lati oscuri. Sono una persona molto solare, allegra, socievole ed affettuosa ma realista e una buona osservatrice del mondo in cui vivo. Ho vissuto e studiato Performing Arts a Londra dove ho potuto sperimentare diverse forme artistiche e partecipare a esperimenti di arteterapia, danzaterapia e affabulazione. Dopo la mia carriera artistica londinese mi sono trasferita in Italia per problemi di salute in famiglia. Ma non ho mai abbandonato la mia anima creativa. Esprimo le mie emozioni attraverso la scrittura. Ho quattro editori e dieci libri pubblicati in formato cartaceo, in formato ebook e in audiolibro. Ho una personalità molto estrosa e sono impegnata in vari progetti che ambiscono ad aiutare le persone in difficoltà e specialmente i bambini e le persone autistiche. Amo la Primavera, i boschi, i passeri, i fiori, il mare, la montagna, gli aerei, le navi, le piante, gli alberi, l'arte, cani e gatti e tutti gli animali. Pratico diversi sport e mi piace conoscere gente e stare in buona compagnia. Credo nel valore dell’amicizia e dell’amore, della collaborazione e dell’aiuto reciproco a livello interpersonale e internazionale. Le mie passioni sono: il nuoto, la MTB, il trekking, il diving, il kite surfing, il tai chi, la meditazione, il ciclismo, l’arte, il giardinaggio, il teatro, il cinema, i viaggi.
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10 risposte a IL GIOCO DELLA PIUMA

  1. edwardleinartas ha detto:

    When we reside in an idea we are subject to a very narrow view. We are not ideas. Ideas can be manipulated. See ‘that’ what is always seeing everything effortlessly. It is the ‘seeing’ that is never imprisoned by any idea.

  2. Andrea Roccioletti ha detto:

    Ciao Amleta, leggo il tuo blog e questo tuo ultimo pezzo mi ha fatto riflettere. Userò dei paradossi e delle esagerazioni, ma solo allo scopo di contribuire ad una possibile discussione.

    La prima esagerazione, è che in qualche modo siamo tutti manipolatori. Chi più, chi meno, chi in modo evidente, chi in modo ipocrita, chi in buona fede. Il linguaggio, secondo alcuni, è manipolazione: della realtà, un atto di violenza, quasi sempre, per plasmare la realtà a proprio uso e consumo, e quando gli altri non la riconoscono più, o li si ricaccia a forza in quella visione, o li si fa uscire dalla porta di servizio.

    La seconda esagerazione, è che nessuno di noi è manipolatore. In bilico su una realtà troppo complessa per essere descritta in toto, ci appropriamo della quantità minima di informazione necessaria a confermare le nostre credenze, e soprattutto: nemmeno siamo consapevoli di farlo.

    Quando scrivi “è più facile continuare a essere manipolato piuttosto che importi e dare una prova di carattere, imporre la tua di volontà e non subire sempre e comunque quella dell’altro” affermi una cosa importante, dalle implicazioni vastissime. Ci sono vittime che vogliono essere vittime (e questo è un problema che va… curato? Un limite alla persona?) perché così è più facile dare una risposta alle proprie difficoltà, perché così è più semplice evitare le responsabilità delle proprie decisioni.

    Il pensiero, invece, che “…manipolatori di nasce, non si diventa, e neanche si cambia” è un pensiero molto pericoloso. Sai che cosa implica? Che sia una cosa genetica – e allora non c’è speranza per chi nasce con il “tipo” del manipolatore, ma nemmeno pena (perché, se sei nato così e non puoi cambiare, non è nemmeno colpa tua). E’ ad un passo dal dire che esistono predisposizioni genetiche, e da qui che qualcuno abbia meno diritti di altri, si divide il mondo in persone “normali” e persone “inferiori”. Ti ricorda qualcosa?

    Sul cambiamento, però, sono d’accordo con te. E’ un processo lento, difficile, forse impossibile, e che nasconde mille vicoli ciechi. Cambiamento per entrambi gli attori di questa danza sanguinosa: sia per il carnefice, che per la vittima.

    Senza vena polemica, e sperando di aver contribuito con qualche spunto, ancora grazie per i tuoi articoli.

    • amleta ha detto:

      Grazie delle tue riflessioni così accurate. Giudto per chiarire il punto sulla genetica del manipolatore posso dirti che di solito i manipolatori sono o narcisisti o psicopatici. Nel caso dei narcisisti essi lo diventano a causa di una ferita interiore ricevuta nell’infanzia. Nel caso degli psicopatici purtroppo, lo specificano molti testi e articoli di psicologia, questa patologia è ereditaria. Quindi si trasmette, non in maniera assoluta ma con un’altissima percentuale.
      : “La psicopatia, dunque, è una variazione neurologica presente fin dall’utero, una configurazione atipica delle connessioni neurali che determina un funzionamento differente della persona. Una persona con psicopatia ha un’esperienza diversa delle emozioni: la maggior parte sono smorzate e alcune sono completamente assenti.

      James Fallon, neuroscienziato responsabile delle ultime teorie sulla psicopatia, ha evidenziato come specifiche aree cerebrali legate alle emozioni, all’empatia e al controllo degli impulsi come il giro ippocampale e l’amigdala, si attivino nei neurotipici (le persone con una classica configurazione neurologica) e non negli psicopatici quando sottoposti a stimoli sperimentali sotto risonanza magnetica.”
      (https://www.google.com/amp/s/it.blastingnews.com/salute/2018/02/perche-abbiamo-bisogno-degli-psicopatici-002339843.amp.html)

      Se vuoi approfondire l’argomento ti metto qui qualche articolo sul tema:

      Enrico Messeri (1959) Aspetti Genetici della Sindrome Psicopatica Infantile, https://doi.org/10.1080/00087114.1959.10797071

      https://www.psiconline.it/articoli/psicopatologia/psicopatia-caratteristiche-e-pericolosita.html#:~:text=Essendo%20di%20origine%2C%20se%20non,la%20vita%20eccetto%20la%20loro.

      https://www.stateofmind.it/2015/07/psicopatia-genetica-ambiente/

      https://www.tesionline.it/tesi/brano/basi-genetiche-biologiche-e-ambientali-nello-sviluppo-della-psicopatia/33511

      • Andrea Roccioletti ha detto:

        Molto interessante, grazie. La “sottocategoria” dei manipolatori però non è compresa solo negli psicopatici, ovvero possono esserci manipolatori non psicopatici. E’ il problema della lucidità dell’azione – quella di cui accennavo al mio commento precedente, con il conseguente problema della responsasbilità – ovvero la manipolazione richiede una lucidità che gli psicopatici non sempre hanno (Hare-Neumann). Molto si è discusso e ancora oggi si discute sul termine “manipolazione” in senso largo (quella di Lacan, per intenderci, e l’uso della parola) e il senso stretto (schemi subdoli, abusi psichici o fisici)

      • amleta ha detto:

        Se non sono psicopatici allora sono per la maggior parte narcisisti. Diciamo che la manipolazione è una caratteristica di una personalità disturbata da una patologia. Chi ama se stesso e ama gli altri non li manipola mai. Se c’è una componente manipolatoria allora quasi sicuramente è l’espressione di un disagio interiore.

    • amleta ha detto:

      Io non credo alla divisione tra persone inferiori e superiori. Questo post è stato scritto per consigliare più senso critico nelle persone riguardo molti messaggi che ci vengono dati e che molti accettano con un atteggiamento passivo. Credo che un senso critico sua più utile per individuare certe persone negative o pericolose per la comunità.

      • Andrea Roccioletti ha detto:

        Sono d’accordo, l’informazione (la formazione) aiuta a discernere. Ti consiglio la lettura di “Toccati dal fuoco” di Kay Jamison, è uno studio interessante sulla relazione patologia / psicosi / creatività. Affronta anche il concetto di pericolosità, le implicazioni culturali, e la percezione comune dell’essere psicologicamente funzionale alla comunità.

      • amleta ha detto:

        Grazie tante, mi fa piacere scoprire testi interessanti si questo argomento. 😊 Io ti consiglio “ANATOMIA DELLA DISTRUTTIVITÀ UMANA” di Eric Fromm, un testo poco conosciuto ma davvero molto esplicativo per quanto riguarda il lato oscuro umano. 😉

  3. dfolstad58 ha detto:

    I haven’t thought about manipulation in a long time. I know I am manipulated and am guilty of this sometimes also. It is taught in schools and at work – but when is it manipulation as opposed to leadership?

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