ADATTAMENTO?

Nessuno puo vivere libero se è costretto ad essere simile agli altri. ( Oscar Wilde)
Sapete bene che non faccio mai citazioni di nessun tipo, pur conoscendo moltissimi testi, ma questa volta voglio fare un’eccezione. Partendo da questa citazione vorrei parlare dell’adattamento di ogni essere umano al suo ambiente. Un adattamento naturale oppure obbligatorio? Se un bambino fa cose diverse dagli altri che succede? Viene considerato problematico. Perchè? Perchè se un bambino fa qualcosa che non è simile a quello che fanno gli altri la psicologia dice che forse esprime un disagio. Forse. E se non fosse così? E se quel bambino sta invece affermando il suo diritto di essere se stesso e non simile a nessun altro? La scuola esige che tutti gli alunni facciano le stesse cose e allo stesso modo. Non ammette divagazioni di nessun tipo. Ma se questo costringesse il bambino ad un adattamento forzato che invece di aiutare la natura umana la costringesse ad una deviazione disumana?
Il sistema scolastico è stato creato su quali basi? Conformità a delle regole, conformità ad un comportamento uguale per tutti, obbedienza fiduciosa verso chi detta le regole. In una parola ad una conformità ad un sistema prestabilito creato da altri esseri umani.
Abbiamo constatato che alcuni individui hanno patito in modo particolarmente negativo il sistema scolastico, non riuscendo a uniformarsi, adattarsi ad esso ed eccellere. Eppure al di fiori della scuola, e grazie alla loro continua rivendicazione di libertà, sono riusciti a fare cose molto innovative e a lasciare un’impronta nell’umanità molto importante.
Allora l’adattamento serve davvero oppure uccide la vera natura dell’uomo e danneggia la sua libertà?
Prima dell’avvento dell’alfabetizzazione i bambini crescevano nelle campagne, a contatto con la natura e gli animali. Spesso i genitori non avevano il tempo di occuparsi di loro ed erano i fratelli a prenderse cura. Eppure crescevano e sapevano cosa fare della loro vita e non si sentivano costretti a fare qualcosa dentro strutture chiuse. Crescevano più liberi di adesso? Crescevano meglio?
Adesso i bambini soffrono di molti disturbi già da piccoli: anaffettività, noia, depressione, aggressività,…Queste patologie ” moderne” sono forse una conseguenza del tipo di educazione ricevuta a casa e a scuola?
L’adattamento forzato e il distacco dalla propria natura creano quelle nevrosi dell’uomo moderno che lo rendono così insoddisfatto e infelice?

Informazioni su amleta

Mi chiamo Amleta Bloom e sono una artista poliedrica con molte sfaccettature e anche lati oscuri. Sono una persona molto solare, allegra, socievole ed affettuosa ma realista e una buona osservatrice del mondo in cui vivo. Ho vissuto e studiato Performing Arts a Londra dove ho potuto sperimentare diverse forme artistiche e partecipare a esperimenti di arteterapia, danzaterapia e affabulazione. Dopo la mia carriera artistica londinese mi sono trasferita in Italia per problemi di salute in famiglia. Ma non ho mai abbandonato la mia anima creativa. Esprimo le mie emozioni attraverso la scrittura. Ho quattro editori e dieci libri pubblicati in formato cartaceo, in formato ebook e in audiolibro. Ho una personalità molto estrosa e sono impegnata in vari progetti che ambiscono ad aiutare le persone in difficoltà e specialmente i bambini e le persone autistiche. Amo la Primavera, i boschi, i passeri, i fiori, il mare, la montagna, gli aerei, le navi, le piante, gli alberi, l'arte, cani e gatti e tutti gli animali. Pratico diversi sport e mi piace conoscere gente e stare in buona compagnia. Credo nel valore dell’amicizia e dell’amore, della collaborazione e dell’aiuto reciproco a livello interpersonale e internazionale. Le mie passioni sono: il nuoto, la MTB, il trekking, il diving, il kite surfing, il tai chi, la meditazione, il ciclismo, l’arte, il giardinaggio, il teatro, il cinema, i viaggi.
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11 risposte a ADATTAMENTO?

  1. Filippo Fenara ha detto:

    Bell’articolo, posso ribloggarlo domani?

  2. essenzedarte ha detto:

    Complimenti per ciò che hai scritto, io descrivo col disegno e i dipinti, a volte con le poisie, ma il tuo articolo mi è piaciuto.. Un po mi sono come quella bambina incompresa che ero. Un caro saluto Nat

  3. Complimenti Amleta, un gran bell’ articolo il quale condivido pienamente e a tutte le tue domande risponderei di si. Personalmente ho un amico che da bambino ha iniziato a soffrire di attacchi di panico causati dal dover andare a scuola dove si sentiva imprigionato, e la tragedia nella tragedia è che da allora gli attacchi di panico non lo hanno mai abbandonato nonostante cure, psicologi, neurologi etc.

  4. eleonorabergonti ha detto:

    Complimenti per il bell’articolo. Davvero molto interessante.

  5. Anke ha detto:

    Prima dell’avvento dell’alfabetizzazione i bambini non crescevano semplicemente nelle campagne, ma spesso dovevano lavorare nei campi o in citta nelle fabbriche, per contribuire alla sopravvivenza economica della famiglia numerosa. Questo non era liberta, ma adattazione alla povertà e rinuncia a didattica e crescita personale.
    Quello che dovremmo noi come genitori evitare, secondo me, è la troppa organizzazione e monitoraggio del tempo libero dei bimbi. Dopo la scuola dovrebbero uscire un po’ più liberi come noi “una volta”. Ma per paura e con tutte le nostre attenzioni eccessive li impediamo che diventino indipendenti.

  6. silviacavalieri ha detto:

    La libertà è un’utopia, qualsiasi comunità impone limiti e regole, da quella più primitiva, fino alla nostra. Quindi, in realtà non sappiamo come saremmo noi o i nostri figli se noi, come loro, non avessimo ricevuto limitazioni così violente. Nel mio retaggio familiare c’è stato un imponente indottrinamento cattolico, fin dalla più tenera età, in età scolare la costante estirpazione del senso critico, col sistema dei premi e punizioni. Ti piace Parini e ricalchi paso passo quel che ti ha insegnato il professore? Eccoti un bell’otto! Detesti Leopardi e lo trovi deprimente e lagnoso? prendi sei e mezzo, se il tema è corretto. Per inciso, anche i bambini vissuti in campagna erano tutt’altro che liberi, immersi fino all’osso nella società patriarcale, dovevano prima di tutto ubbidire, rinunciare ben presto alla loro fanciullezza, avviati prematuramente al lavoro nei campi o alla pastorizia, spesso senza poter accedere, se non all’istruzione, almeno all’alfabetizzazione, che sono due buone protesi di ali per volare al di sopra dell’angusto confine tracciato fin dalla nascita dai propri ascendenti.
    A mio parere i bambini moderni sono precocemente esposti a molti stimoli, di cui il cervello umano sta appena faticosamente imparando il linguaggio: ciò avviene ad un ‘età in cui cominciano appena a raggiungere importanti traguardi, come, ad esempio, la coordinazione mano occhio. Mi chiedo se non sarebbe meglio lasciargli impilare i classici cubi, invece di dar loro in mano tablet e lavagne elettroniche. Con la vita frenetica di oggi, entrambi i genitori hanno meno tempo da dedicare ai figli, fanno del loro meglio, nessuno ne dubita, ma se non fosse così del tutto vero che “il tempo di qualità” rimpiazza egregiamente il tempo lungo di genitori meno impegnati?

  7. Alidada ha detto:

    io, da ex insegnante, penso che non siamo in grado di capire che cosa porta la società a cambiare a volte in modo drastico e repentino… sono troppe le variabili che entrano in gioco, fatto sta che i cambiamenti fanno sempre sperare che ci si evolva verso i miglioramenti, ma spesso accade proprio il contrario

  8. Marilena Favero ha detto:

    I miglioramenti ci saranno, ma temo che il pendolo dovrà oscilare ancora un po’…

  9. Marilena Favero ha detto:

    oscillare

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