LA BELLEZZA DELL’AVVOLTOIO

Io stavo in mezzo a sguardi di vetro
E a cuori di pietra ma non ero da solo.
Nel mio diniego verso il mondo c’era con me un piccolo esserino che piangeva perchè era venuto al mondo senza aria.
Avvolto in una gialla mimosa allungava le sue braccia verso un padre deserto.
Ho sceso il vicolo del mio passato e ho guardato dentro gli scudi.
Avevo finito le mie guerre ma dovevo difendere mio figlio da tutto il selvaggio creato.
Mutande e calzini fanno un Luna Park nella mia cucina.
Non son capace di riscaldare bene il suo latte. Lei è sparita perchè vuol fare la diva.
Io ero il suo padre-tomba di soldi e non le bastava.
E ogni tanto lei rispunta dalla morte del mio cellulare per chiedermi soldi per le sue unghie.
Intanto il bambino mi sta succhiando l’anima e lei l’ha fatto per tenersi me, per avermi fedele e devoto.
E poi è scappata perchè non tollera il pianto di questo piccolo gnomo.
Io credevo lei fosse angelo.
Io credevo lei avesse amore.
Ma offre solo unghie affilate e tette plastificate.
Cosa dovrò dire a mio figlio quando crescerà? Cosa potrò fare?
Il mondo è finito e io cullo un bambino.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

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LE CONTROINDICAZIONI DIVINE

C’è una grande e assurda contraddizione nel presentare Dio come onnipotente, cioè che può fare tutto, e poi vedere tanti bambini morire e tanta violenza nel mondo senza che nessun Dio potente intervenga. Chi fa fede, una fede cristiana, accetta le cose così come sono e accetta la sofferenza che Dio permette nel mondo. Altri, come me, giustamente ci facciamo delle domande razionali su ciò che succede attorno a noi. È evidente che tale sofferenza e malattie di tanta gente innocente potrebbe essere evitata se questo Dio di cui si parla fosse davvero così potente. Ma guarda caso Egli lascia la libertà agli uomini di scannarsi, stuprare, violentare e uccidere donne e bambini e far guerre. Nella Genesi si dice che Dio guardò l’uomo e vide che era cosa buona.
Ma se col tempo non si è accorto che questa sua opera non è così buona come sembra perchè non ha rimediato. Sinceramente non posso credere a un Dio che fa squartare bambini da pedofili e pensare che sia misericordioso. Mi spiace. Io credo in un’energia buona e positiva ma di questa ne vedo molto poca negli esseri umani.
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NO ALLA CACCIA

Gli italiani dicono di essere senza soldi e in crisi.Allora spiegatemi dove trovano i soldi per svuotare cartuccere da stamattina all’alba!!! Stronzi!!! Sparano vicino le case, senza rispetto per nessuno. Basta!!!! Ogni anno la stessa storia. Non si può uscire neanche col cane e non si può andare in bici e non si può andare nel bosco. Quindi certa gente i soldi per certe cose stupide ce li ha eccome!!!
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HOMO HOMINI LUDUS

Estintivo.
Istinto attivo.
Grondante misfatti inconfessati.
Grosso diletto di magiche ombre.
Tergiversato.
Mi sono alzato dentro il mio sonno.
Mi sono risvegliato.
Camminando giocavo ad un gioco.
Ma non ero bambino.
Eppure ridevo.
Ridevo come nel mio passato spinato.
Aggrappato ad una trottola.
Giravo.
Giravo.
Tutto era confuso e diffuso da me.
Io diffondevo ombre.
Io giocavo con loro.
Ero un amico fidato.
Mia madre non sapeva e io nascondevo.
Nascondevo discorsi.
Quelle persone chi erano?
Ascoltavo vite non mie.
Giravo.
Giravo.
In mano mia molti destini finiti.
Polvere di ceneri ingrandite.
Sfiorite.
Catturavo sussurri.
Mia madre mi zittiva.
Ma loro parlano ancora.
Le mie milleanime.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

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ARACNOPHONIA

Aracnophonia.
La mia casa è piena di ragni.
La mia casa ha zampette di ragni.
La mia stanza è una tela di tele di ragni.
La mia bocca mastica zampette di ragni.
La mia stanza è un ragno gigante.
La mia vita è una ragnatela gigante.
Il morso del ragno gigante mi ha resa immune ai veleni dei ragni.
La mia casa è veleno di ragni.
La mia finestra e piena di ragni.
Guardo la luna per fuggire ai ragni pelosi.
Ma il ragno sono io.
E la mia stanza è un nido di ragni.
E la mia casa è piena di ragni.
Sulla mia mano camminano ragni e sui miei piedi camminano ragni.
Io dormo coi ragni, li faccio entrare e uscire dal mio corpo.
Ramificano ragnatele tra un organo e l’altro.
Sono dentro il mio cuore e divorano amori.
Sono dentro il mio stomaco e divorano livori.
Io dormo coi miei ragni. Li faccio sognare dentro il mio cadavere.
Essi sono i custodi della mia vita finita.

( Copyright della poeia di Amleta Bloom)

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SCHOOL STOP

In questi giorni stiamo assistendo a una riforma della scuola quasi magica. Dico magica perchè sembra provenire dalla fata turchina in persona. Azzolina senza capelli blu però. Banchi buttati perchè non sono a norma del covid. Devono essere monoposto i nuovi banchi. E per quale motivo? Negli autobus non hanno messo sedili monoposto. Nei cinema neanche. Le panchine non sono monoposto. Gli stadi non hanno scollato i sedili per creare file di monoposto. Perchè tutto questo casino per cambiare dei banchi? Forse si poteva chiamare qualcuno per ricavare due banchi monoposto tagliandone uno da due? No signori. Meglio spendere soldi, che la scuola dice di non avere, pur di mettere in sicurezza gli studenti. E gli studenti sono in sicurezza coi banchi monoposto? No, niente affatto. Infatti son di questi giorni i primi caso di studenti infettati. Allora la mia domanda è: questa fata Azzolina ha forse parenti che costruiscono banchi monoposto oppure nella sua testa il virus sta lontano dalle aule rinnovate? Era necessario e vitale cambiare i banchi oppure rivedere le reali priorità della scuola italiana? Voi genitori con figli studenti siete sereni con questo provvedimento? Vi hanno chiesto mai se eravate d’accordo?
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ARTIFICIAL DEFISCIENCE

Nerissimo cuore marmificato.
Ramificato da radici oscure.
E corde nere attorcigliate alle dita.
Legato come un tesoro nascosto.
Bambino ramificato in feti plastificati.
Provette gelide dentro teste sfigurate.
La vita artificiale vi ha resi normali.

( Copyrigh della poesia di Amleta Bloom)

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I PADRONI DELL’EDEN

Gli esseri umani si credono forti e invincibili e poi basta un minuscolo virus per ridurci tutti a casa, chiusi per mesi. Mentre i gatti vanno in giro. Gli uccelli continuano a volare. Le formiche costruiscono i loro formicai. Le api continuano a far il miele. E dunque i forti e invincibili siamo noi esseri umani? Io spero che questo covid abbia fatto abbassare la cresta a tanta gente che ogni giorno aggredisce gli altri. Alla gente che pensa di esser superiore perchè sa come rubare e sfruttare il prossimo. Che il covid sia servito a ridimensionare certe visioni egocentriche dell’uomo padrone di tutto.

( Copyright del post di Amleta Bloom)

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I BISOGNI DELL’ARTISTA

I bisogni di un artista sono diversi da tutti quelli degli altri. Certo un artista mangia, dorme, va in bagno. Può avere delle cose e delle persone a cui tiene molto. Può avere interessi e hobby. Ma una cosa lo distingue profondamente da tutte le altre persone: il bisogno di stimoli. Un artista alimenta la propria arte da se stesso e da ciò che vede, conosce e sperimenta. Gli stimoli visivi, mentali, empirici sono profondamente necessari ad ogni artista perchè in mancanza di questi la sua linfa creativa si prosciuga. Infatti se un artista non è messo nelle condizioni di poter avere questi stimoli, che soddisfano i suoi bisogni, egli andrà spegnendosi lentamente. La sua fantasia, non venendo alimentata, diventerà arida e stenterà a dargli l’input per la creazione artistica. Così come un animale va morendo nei suoi istinti, se messo dentro una gabbia, un artista muore nella sua vita creativa se va messo in condizioni non favorevoli all’espressione del suo talento artistico. La fantasia è come una pianta e va alimentata con l’acqua degli stimoli. Se questi mancano manca la sostanza per i sogni. Manca l’energia stessa per creare altri sogni e altre opere. Dunque per questo a volte si dice che un artista non può vivere la vita come gli altri e non gli possono bastare le stesse cose che agli altri bastano.

( Copyright del post di Amleta Bloom)

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SANGUIGNA




E’ il sangue che ci rende uguali? Il sangue c’imparenta?
Le cellule madri ci legano o ci separano?
Le vie d’uscita da un cuore parassita.
Le finestre dell’anima diventate opache e senza tendine.
Cosa dimostra la nostra esistenza se il valore è dato da sorrisi finti?
Il lato oscuro della nostra biologia.
Il dolore del collasso.
Il sapore della notte.
Il rumore di un affetto costruito dal passato ignoto.
E’ l’alba quando il mio cuore smise di battere.
E un defibrillatore non serviva e non serviva la vita.
Mi spiaceva lasciare questo pianeta.
Ma ero diventato diverso.
Ero diventato un uomo solitario.
Le piante e gli uccelli mi facevano compagnia.
Ma non avevo più la madre mia Terra.
Non vedevo più un briciolo di sabbia nelle mie scarpe.
Non ero sincero con nessuno.
Mi chiedevano come stavo ed io annuivo sempre.
Ero un dissidente dell’esistenza.
Non seguivo le ricette, facevo a caso, combinavo disastri.
Mi seguivano con le forchette in mano.
Avevo uno strano accento e non era siciliano.
Poi vidi i mirtilli suo mio tavolo.
Così violentemente viola, così brillanti e ombrosi.
E rimasi stentato a dire una sola parola.
Adesso a voi dico che non so dirvi cosa mi feci.
Da solo e in compagnia rimango con le mie cellule sospese.
Mentre mangio una ciliegia rossa al posto di un mirtillo viola.

 ( COPYRIGHT DELLA POESIA DI AMLETA BLOOM)
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