IL RESPIRO DEL DRAGO NERO

Più fuoco, più fuoco ancora, più incendio, da morirne bruciati.

Il dragon nero respira l’inferno ma non vive più dentro al mio mondo.

Da ogni favola è scomparso il serpente squamato che dissolveva storie.

Scomparso il mago che stringeva il miocardio e strideva la mente.

Solo perdendo se stessi si può rinascere morendo.

Tracce sul nero sentiero ch’era sempre in salita e ora si è appianato.

Le mie ali rotte dentro la sua testa, le mie piume davanti la sua finestra.

Le mie ali rotte aggiustate per volare fuori da questo mondo inquinato.

Non vuole, non voglio, non esiste più un volere ma solo un esistere.

Il suo grido ha perso la voce.

Il suo corpo ha perso la passione.

Non c’è nient’altro da rompere per farmi a pezzi perchè sono rimasta intera.

Non più prigioniera di tempestose regioni il mio cuore adesso è un affresco colorato.

Mio angelo nero, mio distorto respiro, sii drago per me perchè io non lo sono più.

Un pianeta scoperto da poco sta facendo il giro

e gli anelli si restringono attorno attorno al tuo collo

perchè un collare non ha potuto sfiorare il mio.

Nessun inferno può sfiorare adesso il mio lobo frontale.

Nessun fuoco nero può sfiorarmi il viso perchè non sono più il tuo fuoco.

Non posso più bruciarmi perchè non ho più alcuna fiamma.

Ho inseguito le tue ali nere, o mio serpente, ma erano solo scie di un sangue nero

che non poteva fare altro che scrivere sulla mia pella.

Lasciami stare, lasciami arrivare all’ultimo strato,

là dove non esiste il bisogno di respirare,

dove il cielo è una cosa così vicina che posso toccarmi e sentirlo.

 

 

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300 DESIDERI

Desideri andati, cancellati, volati via.

Desideri criptati, crepati, assolti tutti.

Bisogni finiti, sfiniti dall’attesa, rinsecchiti e non più vivi.

Come è successo?

Palloncini si gonfiano e si sgonfiano in poco tempo,

camere dove rimane la polvere e mobili che non si aprono più,

svolazzi di tende ricamate e mimose scolorite.

Quali desideri sono rimasti?

E’ così normale non avere più desideri!

Così normale non abbisognare di nulla.

Nel canto di un uccello non c’è alcuna richiesta

ma solo l’ugola al vento che soffia e soffia.

Vola, si muove, mangia, dorme.

Si ritorna bambini ma senza l’ossessione

di dover trovare quel qualcosa che cambia tutto,

perchè così va benissimo, sì,

va benissimo così come stiamo.

 

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IL VIAGGIO

fireeyes

Il viaggio ha avuto la sua fine

quando gli occhi si sono aperti verso quel confine

dove non eravamo mai stati e abbiamo ricevuto le parole

da nessuna bocca ma da un pensiero che è arrivato a noi

come il Verbum originario.

Quel nome dai tanti nomi che ci ha scorto

e ci ha scelto come un novello Mercurio

per un messaggio salvifico,

ha deciso che niente dovrà rimanere intero

su questa terra di dolore.

Per questo il mio volto non è più nel buio

e nemmeno nella luce, poichè in un infinito

tutto si unisce insieme e nessuna differenza appare

tra ciò che è bene e ciò che è mare.

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IL SENTIERO GIUSTO

alberi

Si cercava la giusta direzione quando si era sperduti.

Si cercava la folla quando si era soli.

Si cercava uno scopo e un’evoluzione quando si era perduti.

Ma il sentiero di è aperto da solo, un solco sotto i piedi, aperti senza nessuna volontà.

Un solco dove non si cammina ma si levita, senz’ombra umana,

dove si rimane sollevati dal suolo e si sta a guardare quel pietrisco

dove tutti si feriscono le piante dei piedi.

Noi non camminiamo a piedi nudi,

noi non portiamo più le scarpe,

adesso che non siamo più su questo suolo

possiamo vedere quello che è rimasto dentro al solco

dove la vita aveva segnato i nostri passi

e mi accorgo che non sono il solo

a vedere fuori dal mio corpo

tutto quello che c’era dentro di esso.

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IL GIUOCO DELLE PERLE DI VENTO

L’equilibrio sul filo del vento senza conoscerne le regole,

come un funambolo che ha finito di sfidare la morte e la vita

e rimane seduto sotto al filo a guardare gli altri che si affannano.

Un domatore di belve che ha lasciato la gabbia agli altri

e rimane tra il pubblico ad applaudire.

Il distacco dalle cose umane, giunto per caso,

senza il minimo sforzo e senza seguire nessuna via orientale.

Si sta come sugli alberi le foglie quando hanno smesso di gemmare.

Un albero di fiori di vento che nessun’aria trasporta via

e un carillon suona la stessa ninna nanna che dolce rimane

come unico segno di quel mondo che non era animale.

 

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FIAMME BIANCHE

Semplici insolazioni maya che riverberano al cospetto di un disincanto animico.

Involuzioni perforanti che si indossano come maglie a rete.

Ovuli astrali rimasti vuoti del seme stellare di ciò che si chiamava sistema solare.

Ho veicolato le mie fantasie su un terreno dissolto e infecondo.

Il chiodo della poesia che perpetua una crocifissione esistenziale

pari solo a quella di Pessoa.

Ed io, operaio del vino magico, non effettuo sortilegi

ma zappo la mia terra dove butto le fiamme bianche

che escono dal mio pianto.

Adesso salvare l’uomo naturale è un compito troppo terrestre

ed io non ho questo anello dentro al cerchio alimentare.

Ossi bianchi che fiammeggiano, ossi ramificati dentro corpi

che non sanno più fruttificare.

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FUORI DALL’ACQUA

immerso

Fuori dall’acqua sono così diverso,

nudo con me stesso, immerso nella mia carne bianca.

Fuori dall’acqua impallidisco presto, sono come un pesce perso.

La mia corposità silente, il mio inganno gaudente,

questo insolito rinfresco di bollicine,

m’aggredisce quando sto senz’aria.

Tengo la testa alta, fuori dal pelo dell’acqua,

non voglio guardare gli squali sotto il mio altare,

le candele accese e spente,

le luci rimaste soffuse.

Dentro il mio elemento sono un uomo contento

privo di qualsiasi ricordo di dove ho nuotato,

perchè nell’acqua non rimane traccia

di chi sei stato nel passato.

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AGENZIE IMMOBILIARI TOSCANE DELUDENTI

Stavo cercando un appartamento in un paese della Toscana. Ho telefonato a molte agenzie e durante la chiamata sentivo in sottofondo risate, scherzi, grida, come se avessi telefonato ad una scuola materna. Inoltre molte di queste agenzie, toscane, mi hanno detto che avrebbero richiamato, si sono prese il mio nominativo e il mio numero di telefono ma nessuna di loro si è fatta sentire. Alcune avevano detto che avrebbero controllato gli annunci da me trovati in rete per verificare la validità dell’annuncio ma anche queste non si sono fatte sentire. Io spero che non tutte le agenzie immobiliare lavorino in questo modo però sono rimasta molto delusa da questa poca professionalità e se devo essere sincera inizio a non aver più voglia di metter piede in una bella regione come la Toscana ma di cui gli alloggi sono gestiti in modo così pessimo. Quindi auspico che se voi siete proprietari di un’agenzia immobiliare o siete dipendenti facciate un lavoro migliore e più serio.

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IL SAPERE E IL FARE

CHE COSA SAI FARE?

Mai vi faranno questa domanda ma piuttosto vi chiedono sempre: ” cosa sai? quali sono i tuoi studi? che esperienze hai?

Spesse volte non si rendono conto che il sapere non va sempre a braccetto col fare. Una persona può sapere moltissime cose, avere tre lauree e poi non sa prendere uno scatolo e posizionarlo nel modo giusto. Oppure non sa distinguere un colore da un altro. Oppure è convinto di sapere tutto e di non aver bisogno di imparare più niente.

Quando esaminate qualcuno fate più attenzione alle capacità reali di una persona e non alle capacità potenziali. Un 110 e lode non assicura la puntualità o la professionalità di una persona. Siete ancora lì a giudicare da un voto, dalla quantità di sapere che è stato accumulato nella mente di quella persona. Poi quando la persona, considerata valida, vi arriva in ufficio “fumata” oppure non sa risolvere un banalissimo problema pratico, allora vi viene il dubbio che forse avete sbagliato in qualcosa nell’assumerla.

Ebbene, forse dovreste iniziare a dare attenzione a cose ben diverse. Perchè si sprecano molti veri talenti quando ci si attiene solo a dei titoli di studio o a delle conoscenze didattiche. Mentre ci sono persone geniali che aspettano solo di venire scoperte per quello che sanno fare e non per ciò che conoscono a mena dito.

Chi esercita la professione di selettore del personale spesso si attiene a delle regole standard che vanno a penalizzare gli individui che sono validi anche se non lo “sembrano”. Così come uno che si chiamava Steve Jobs e non aveva finito l’università ha potuto creare qualcosa d’importante pur non avendo un curriculum di studi eccellenti, allo stesso modo potreste trovarvi di fronte ad una persona dalla mente brillante la quale sa fare ma non ha la conoscenza o una qualifica o quello che è necessario secondo voi per lavorare bene.

Si può essere infatti dei studenti modello ma non avere alcun senso prativo e alcuna capacità nel fare. State attenti quando scegliete una persona.

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UN PUNTO DI VISTA DIVERSO

Quando si ha in mente un progetto, un’idea, o quando si ha già finito tutto e si pensa di aver realizzato il meglio di quello che si pensava o immaginava forse è necessario ancora avere una valutazione diversa da quella che ci siamo sentiti dire da qualcuno che è del campo.

Si pensa che qualcuno che è del nostro campo possa capire al meglio le nostre idee, capirle e anche darci dei buoni consigli. Ma non sempre chi ci sta accanto riesce a vedere al di là appunto di quel mondo dove stiamo ogni giorno.

Infatti spesso se si chiede ad una persona del tutto inesperta si fanno piacevoli scoperte. Dunque piuttosto che circondarvi di persone che non vedono che quella forma o quel soggetto soltanto cercate sempre di ampliare la visione e coinvolgere persone che non sono del vostro campo.

Voi siete troppo addentro alla vostra idea, al vostro progetto, e non riuscite spesso a guardarla in modo obiettivo, mentre una persona del tutto al di fuori del vostro ambiente può darvi un punto di vista diverso e prezioso.

Così anche se siete a capo di un’azienda non state ad ascoltare solo ciò che vi dice il vostro più fidato collaboratore ma andate a trovare l’ultimo dipendente arrivato e che sta in magazzino. Mostrategli il vostro progetto e sentite cosa ha da dirvi a proposito. Poi andate a casa e sentite cosa ne pensano i vostri figli, sì, proprio loro che non capiscono niente del vostro lavoro. Mostrate la vostra idea a tutti quelli che possono vederla in modo diverso da voi. Ogni persona è importante nella vostra azienda e questo non dovete mai scordarlo. Ogni persona dentro e anche fuori dalla vostra azienda.

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