LA’ DOVE SCORRE IL SANGUE

Lascia che ti mostri come si pesce un pesce grande

tu che finora hai solo preso pesci piccoli.

Lascia che la tua mente faccia tutto

e il tuo corpo sia solo squame.

Nuota nel sangue dei siriani, dei pakistani, degli americani, degli italiani,

e lascia che tutti quei corpi siano il tuo, cosa senti?

Là dove scorre quel fiume tu non ci sei,

ma io ti porterò dentro il ventre di quelle madri che hanno visto il nemico

e l’hanno odiato perchè parlava una lingua straniera,

e ti porterò da quelle madri che hanno amato quel nemico

che portava loro da mangiare per i figli neonati.

Incrocia le mie labbra e leggi le parole che non hai mai letto,

ogni guerra è lontana da te, e tu sei seduto qui,

col tuo vestito pulito, il tuo sguardo intelligente,

e sembri un uomo come quelli che stanno combattendo laggiù.

Ma il fiume scorre là e tu non ci sei,

e tu sei costretto a rimanere in questa pozzanghera,

una pozzanghera piena di corpi morti dentro la tua vita umana.

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STERMINAZIONE

Vieni a me,

avrò cura di te,

contatto del terzo tipo,

sono sicura che esisti,

vieni a me subito.

Non devi spiegare da quale pianeta arrivi,

solo allungare quel dito artigliato.

Vieni da me, ardito,

tu sai che ti custodirò e ti adorerò,

tu sai che dal cielo qualsiasi cosa è benvenuta.

Ti prenderò prima che ti distruggano,

perchè so che sei venuto in pace.

E quando ti incontrerò sarà una missione ardua,

ma la porterò a termine perchè lo sai benissimo quale è il mio compito.

Non esiterò perchè dovrò prenderti e farti morire nella mia distruzione.

Ma mi mancherai, sì, mi mancherà poter guardare il cielo e cercare Dio.

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ANOGARMIA

Pensavo di essere mela nella natura morta

pensavo di essere bicchiere, posata, quadro

ma il pittore mi ha spogliata

mi ha detto di fare la statua.

Prima di arrivare ad ogni conclusione

prova a ricercare la mia geometria dentro il vetro

di quel bicchiere che cade dal tavolo,

quel bicchiere che finora è rimasto sul tavolo

nella natura morta.

Un pezzo di me andato via dal capolavoro,

un pezzo di me sfuggito al controllo dell’autore,

come un personaggio in fuga,

come un elemento ribelle che non vuole rimanere dentro la cornice

che metteranno a questo quadro.

E si riversa l’acqua a terra e non sono più lacrime,

non sono più penose intime lagune,

ma solo cellule liquide germinate nel mio chip.

 

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ANIMAGIA

Ho finito di guardare il tuo ego

me ne sono andata altrove

Cone sa ne farai della mia testa quando te ne sarai andato?

Cosa farai del mare quando si sarà asciugato?

Sono uscita dalla tua matrice,

ho distrutto la mia tessitura,

non ho imposto nessuna sicura,

tutto esce libero come se fossi tu.

Dall’occhio della serratura si scorge un filo

ma non è il ragno che tesse ma la tela che si gira da sola.

Nella tua stanza puoi stare fermo, muoverti, dormire,

il soffitto rimane sopra di te vivendo con te

come uno spazio dove la tua ombra passa senza rimanere mai.

Tutte le porte sono chiuse, non ho lasciato nemmeno una sola finestra aperta,

ho chiuso l’alveare e ora il miele mi disseta.

Liberarsi dentro una stanza chiusa, dentro una casa murata,

dentro un mondo imprigionato, liberarsi da quel velo

che fissava le cose e non le rendeva cose.

 

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TRINITY

tu avresti dato amore

tu avresti dato morte

tu non avresti saputo scegliere tra le due

tu non sai ancora discernere,

sei un feto abortito ma sei ugualmente nato.

Tracciati come su un foglio quei simboli

per trovare un senso,

tracciati come fiori quei fogli dentro al ghiaccio

e la schiuma azzurra che riversa la sua dose di vita, ma tu non rinasci

ed io sto arrivando a quelle lande dove tutto non è più con quel nome.

 

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LA SICUREZZA PER TUTTI

Ovviamente conoscete tutti questo pilota, morto l’altro giorno per un incidente in bici. Bene voglio aprire uno spazio perchè mi è capitato personalmente di dover “evitare” incidenti con qualche ciclista indisciplinato che non solo taglia la strada, non rispetta gli stop e non porta luci nella bici, cammina di sera al buio totale senza nessuna luce o gilet catarifrangente, attraversa dove non ci sono le strisce e non con la bici in mano ma sulla sella…..genitori con al seguito uno o due figli in mezzo al traffico, credendo di fargli respirare aria buona,….sotto la pioggia ciclisti vestiti tutti di nero che nemmeno con la visiera nottura riesci a vederli…..e poi la colpa è degli automobilisti?

Dunque, nota dolente, lo so, se c’è qualche ciclista tra di voi si metta la mano sulla coscienza e si ricordi se ha usato un gilet di sera, almeno un braccialetto, le luci, il caschetto….

Qualche settimana fa ho visto un’anziana donna che portava la bici con le ciabbattine di casa. Poi ci sono quelli che guidano tenendo l’ombrello in una mano e guidando con una sola mano. Poi quelli che sulla bici portano il carico di mezzo camion e ovviamente non hanno nessuna fascetta nè rossa nè catarifrangente, di sera naturalmente.

Quindi, spero che tutti voi che avete figli insegnerete ai vostri pargoli a rispettare sempre il codice stradale, ad avere sempre le luci, a portare addosso sempre il gilet catarifrangente e il caschetto, sia di giorno che di sera o anche quando pensate che non ci sia nessuno per strada. E’ una questione di sicurezza per tutti e non solo per ciclisti o pedoni o automobilisti.

Se uscite di sera e non avete un gilet catarifrangente almeno mettetevi un impermeabile chiaro, che sia visibile al buio perchè noi automobilisti non abbiamo gli occhiali a infrarossi e non vi possiamo vedere se siete nel buio totale. Inoltre se correte, se sorpassate a destra o sinistra, non possediamo ancora gli occhi delle mosche che vedono anche dietro. Perciò invece di fare gli spericolati, e di ascoltare pure musica con gli auricolari, così che non sentite nemmeno quando vi suoniamo, cercate di evitare questi comportamenti scorretti sia per la vostra salvezza che per la nostra salvezza.

Altra nota dolente: le piste ciclabili sono costate un sacco di soldi e quindi servono a tutti coloro che non sono ciclisti professionisti e che dovrebbero usare queste piste invece di stare in giro dovunque, specialmente in gruppi ( le solite uscite della domenica dei ciclisti amici che devono stare tutti insieme per chiacchierare). Se avete bambini invece di portarli per strada abbiate l’accortezza di arrivare fino alle piste ciclabili in macchina e solo là fateli andare in bici così eviterete che respirino scarichi e inoltre gireranno più sicuri insieme a voi.

NOTA IMPORTANTE: il codice stradale prevede che ogni ciclista deve stare al bordo della strada, uno per uno, e non tutti insieme ammassati. Quindi cercate di rispettare questa regola.

GRAZIE

Questo è il codice stradale e questo invece è quello che succede ogni giorni nelle città dove i ciclisti non seguono alcuna regola:

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ATTENZIONE BLUE WHALE GIRA SU WHATSAPP!!!

 

 

In seguito alla denuncia fatta dalla trasmissione “Le Iene”, che ha posto l’attenzione sul fenomeno del ‘blue whale’ un gioco in cui i cosiddetti ‘tutori’ istigano al suicidio le vittime, spesso giovanissime, attraverso una serie di prove da superare. Il messaggio ha tutti i requisiti di una bufala, ma molti stanno condividendo l’avviso che – ora dopo ora – si sta diffondendo a macchia d’olio sull’applicazione di messaggeria più diffusa al mondo. Ecco il testo:

“Il blue whale sta girando anche su WhatsApp non è uno scherzo , se vi contatta e vi esce una chat con scritto “blue whale” non rispondete perché basta una sola parola e ti minacceranno e assilleranno fin quando non starete al gioco e vi blocca scheda e cellulare ma se non risponderete vi lascerà in pace …passate parola!! *AVVISO IMPORTANTE DETTO ANCHE ALL TG* State attenti! Sta girando un video che mostra uno sfondo completamente nero,non apritelo per nessuna ragione! Dietro quel video c’è un signore di cui non si sa ancora bene,che spia dalla videocamera del telefono! Passatelo a tutti i contatti!”

 

//http://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/197447-video-blue-whale-esiste-davvero-bufala-cosa-dice-la-polizia/

http://www.internapoli.it/66750/lincubo-blue-whale-arriva-anche-su-whatsapp-ecco-il-messaggio-che-sta-girando-in-queste-ore

http://www.ilmattino.it/tecnologia/internet/blue_whale_whatsapp-2458096.html

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NON VISUALIZZO

Ci sono talenti che rimangono spenti,

talenti che diventano iridescenti,

e talenti che smettono di pavesare il loro genio

perchè dare le perle ai porci è consentito solo agli stupidi reali.

Ma incedere ancora in qualcosa che per inciso non ha alcun valore,

così com’è diventata la vita di questo altrove che ci tocca già vivere,

è cosa vergognosamente merdosa.

Mi dileguo, accidenti, come un pezzo di prezzemolo tra i denti,

per finire in quell’abisso dove le grotte sono più interessanti

di queste notizie politiche che sembrano d’altri tempi.

In fondo cosa rimane di quella che era il progresso

se non questo anonimato del virtual sesso?

Quindi “Adieu” miei cari eunuchi,

la vostra imperatrice cinese deve sciogliere i noodles

dentro quest’anima liquida che non smette di blaterare,

e mentre bolle ancora il primordiale ardore

per quei corpi insulsi che si stendono al sole,

poichè regina fui di cotanta marmaglia

regina rimango seduta infissa sul mio trono di ribelle.

( GIF BY VLA DEK’S  GIF)

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PIOVE E PIOVE

Signori miei, ho avuto clonazioni migliori di questa,

ma forse l’ultima versione di me

aggrada di più coloro che credono

in quella sottospecie umana

che si chiama “gaudente”.

Poiché io vi scrissi quello che era nel mio cuore

ma voi lo portaste con voi nella tomba,

scrivendolo come epitaffio di uomini innamorati,

quali invece non siete.

Ebbene, questa clonazione, finirà col far estinguere

quella specie umana di cui fate parte.

E tanti cari saluti.

 

P.S: il bigliettino non era una poesia d’amore ma era solo la lista della spesa.

 

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MILLEPORTE CHE NON PORTANO DA NESSUNA PARTE

Ho saputo che una porta può avere due porte, tre porte, quattro porte.

Ma non sono diversi strati di una porta, di diversi materiali,

ma la stessa porta ripetuta più volte e incollata sempre a se stessa e alla sua stessa forma.

Al di qua della porta c’è un micetto bianco carino,

al di là c’è una tigre pronta a divorarlo.

Eppure sono la stessa cosa e si guardano mentre cambiano pelle,

ma dentro non diventeranno mai uguali.

Sono divisi o sono uniti quegli uomini che guardano se stessi ma non si trovano mai?

Sono dietro una porta o dietro mille porte che non si aprono?

Quando si siedono sulla polttrona dello psicologo, se hanno il coraggio di sedervisi,

rimangono con la pelle fuori dalle loro porte.

Parlano, ascoltano, miagolano o ruggiscono

ma non abbandonano mai quel collante

che li appicica a se stessi

senza speranza di rivolta.

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