KARMALEONE

Mille facciali sotto mille atmosfere,

sono sempre uguale e mi adatto alle diversità megere.

Sono sempre io, impiastro astuto, attore senza copione,

la mia pelle diventa colore per questo mondo castrato.

Brividamente compassato mi carico di spoglie rivissute.

Ma il ramo è sempre diverso, e curvo sotto il mio peso.

Sono un camaleonte strano, non mi adatto, non mi sfaccetto,

rimango ristretto dentro un caffè decaffeinato perchè il gusto della vita mi è stato privato.

Ho sonnacchiosi giorni di luna e notti di sole,

seduto al mio pianoforte disturbo i vicini di casa.

Ho mille parole ma non ne riesco a dire una,

e quando sono innamorato divento drogato.

Attenzione, uomo in mare!!!!

E non sono un delfino e non so nemmeno nuotare.

 

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DULCIS IN MUNDO

Mai fosti così bella come quando moristi dentro la mia carne.

Sorella verde di giada, gemella triste, prima vita del mio passato.

Mai fosti così bella come quando abbandonasti le tue spoglie regali.

Così vivida come un marmo azzurro in mezzo a quelli neri.

Giacevi in bocca ai fiori e mentre scorgevo il mio profilo nel tuo sole

io divenni la tua luna e la tua stella polare.

Seguisti il mio cammino, il mio sangue, la mia gioia sinistra.

Molte erano le ore di attesa ma tu aspettasti e non mancasti mai

all’ appuntamento con la tua splendida sorte.

 

 

 

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LA MIA SCRITTURA

Certe volte vengo scambiata per quelle scrittrici di romanzi rosa. Ma è davvero un pessimo paragone. Perchè solo le persone che non hanno mai letto niente di mio possono pensare questo. Purtroppo l’editoria non aiuta perchè i miei editori mi obbligano a usare copertine che vengono scambiate con quelle di certe opere che ci sono in giro e che non hanno alcuna qualità letteraria. Ma io mi ostino a sperare che qualcuno abbia la curiosità di poter andare oltre queste insulse copertine.

Non mi piace scrivere romanzi che siano come quelli che ci sono in giro. Mi piace approfondire la psicologia dei personaggi fino all’estremo. Mi piace che tutto sia scoperto, i segreti, i pensieri peggiori, quelli più strani e perversi. Mi piace spogliare di tutto ogni personaggio, mi piace che si comprenda bene ogni situazione mentale, anche la più strana.

Non progetto le scene, la trama, ma il filo interiore. Non mi limito a descrivere quello che le persone fanno ma valico quei confini che la letteratura ha messo. Ossia dò il potere ai personaggi di sconvolgere le regole stesse della lettura.

Ovviamente chi non ha mai letto una pagina delle mie opere non conosce questo aspetto di me e della mia scrittura. Ma a onor del vero mi premeva dirlo. Poichè ci sono molte persone che scrivono, che raccontano, che sputano, che dilaniano. Io sviscero.

 

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SPIRULINA

Scorre più forte l’azzurro liquido del mare dentro le mie vene.

Scorre più veloce dell’inchiostro nero.

Ho sempre avuto due differenti strade unite.

Come due binari incollati insieme.

L’universo e la vita.

Giro di corsa e giri di fermata.

Attese senza ritorni e partenze senza meta.

Ho acceso accendini per accendere bastoncini d’incenso,

ho acceso fiamme per infiammare bui.

Radici rosse che si ramificano sopra tutto il mio corpo,

radici rosse dentro al mare azzurro e nessuno può sfiorare il vertice.

Sono entrata in un mondo dove due binari sono uniti,

dove due sono uno, dove la pace è finita perchè non ha un nome.

 

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NAMASTEEL

Cuor contento e messaggio spento.

Illuminazioni che rendono assorti in mille morti resuscitate.

Ares ha finito le cartucce di spirulina.

Non finiamole anche noi perchè sott’acqua le fiamme non attecchiscono.

Ho raggiunto il limite e sono andata ancora più sotto.

Ho rotto con tutto quello che ho vissuto mentre ero in superficie.

Adesso vibro come un’alga dentro la corrente universale.

Milleluci, millevoci, mille atmosfere sotto il mare.

O Capitano mio capitano, sono ascesa e sono andata giù da sola,

mentre la nave scompariva e il mondo diventava l’immagine di un’aurora lontana.

 

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UNDERCOVER

Sdraiata sotto una macchina umana

analizzo il meccanismo del motore centrale.

Sembra tutto così normale ma una falla potrebbe trovarsi dovunque.

Cosa si spezza per non camminare?

Cosa si fonde per non guidare più?

Sotto una macchina umana mi sdraio per capire

il meccanismo umano è completamente animale

e gli esseri umani s’ingannano da soli sul loro pensiero razionale.

Dimmi, cosa posso togliere da questo motore?

Cosa posso svitare per rendere l’auto più veloce?

L’evoluzione si è arrestata prima d’iniziare.

Siamo feroci ma non ci sbraniamo.

Siamo fiere ma non graffiamo.

Il cuore pulsa ancora ma è un antico suono,

qualcosa posto in essere da un mondo lontano,

e scandisce quel tempo che è mischiato alla carne,

quel senso dimensionale che solo le piccole anime

riescono a scovare dentro le scatole di metallo.

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STRANGER BLUE

Crisalide cristallizzata

con un’etichetta fuori che dice:

“si prega non aprire”.

Venti che portano piogge dentro la sfera mentale,

venti che portano freddo dentro.

Incubata da dolci metriche,

sciacquata da acque più sulfuree,

nuotando in quel bene che bacia l’orizzonte

là dove le piante si curvano tutte verso il sole.

Ascendo a più alti lidi siderali,

ascendo a diverse scale sinfoniche.

Nel “gioco delle perle di vetro” si deve osare,

osare arrivare in cima da soli per smettere di cadere giù.

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SUPERNATURAL

Sotto le corde del piano,

annodato da un subbuglio stonato del cuore,

distratto da più confortevoli accenti,

e bicrome luccicanti.

Disturbi il dark entry del fiume abissale.

La storia è riversata sulle corde,

legato da un suono stonato,

qualcosa non torna in questo universo.

Sopra un leggio un ricettario invece dello spartito.

Annodi budella, annodi cervella, annodi e scodelli cibo

per la tua mente affamata.

Afrodisiaco epilettico viandante dove hai trovato il fondo?

Rimescolando le melma del tuo animo hai potuto scovare finalmente

le membra depositate nel tuo sudore?

Col grembiule nero accedi a quel fiume Lete

dove tutte le anime hanno smesso di mangiare

e tu insisti con questa brodaglia da militare.

Taglia quelle corde e rimettiti a suonare imbecille culinare!

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ANONIMI

E’ finita l’acqua santa eppure siamo annegati lo stesso.

E’ finita l’ultima strada eppure ci siamo schiantati lo stesso.

Abbiamo bevuto il calice amaro, abbiamo rinnegato il maestro,

abbiamo rimescolato le carte senza farci vedere.

L’acqua arruginisce i circuiti, perchè siamo ancora funzionanti?

Oggetti senza un peso, nel peso dell’acqua, nel liquido amniotico della vita,

dove siamo andati? Siamo partiti, nessuno vi ha visti, nessuno ci ha notati.

Telecamere dovunque eppure siamo invisibili. Anonimi.

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