CARNIFOBICA

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C’è un dolore che rimane nel corpo e un dolore che diventa corpo.

Dolore che rimane gocciolante in cellule che non spariscono mai fuori dai muscoli.

Il dolore diventa osseo e infiamma di dolore bruciato anche le carni.

Dolori della fame cromatica di fiori appassiti sul palato.

Dolore psichico di viscere attorcigliate e ritorte ancora, strizzate dalla marcigioia.

Non un segno, non un rantolo, solo angoscia dermatologica che scorre fino al diaframma.

Una diga che si squarcia non lasciando uscire nessun rivolo di dolore.

Solo rocce cadono, amare, mischiate al plasma soffocante che ingoia l”aria tutta.

Fermi i cuscini,

Ferme le scarpe

Sulle mani nessun tremore

E non ti lascerai piu andare

Fuori dai corpi accatastati di dolore.

Li ho contati e sono di più di quelli astrali.

Ma qualcuno li vede?

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

( opera artistica di Mark Ryden)

 

 

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LA MORTE DELLA MORTE

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La morte muore quando la fanciulla vive.

Il cancello pieno d’edera attorcigliato alle ossa della divina strada dove lei cammina.

Una lettera bagnata scritta dalla pioggia. Dimenticata.

Le tue dita non curate, sporche di buio, affilate.

La fanciulla non sorride ma tiene il tempo del tuo cuore.

Il tempo è finito e non rimane neanche l’amore.

Il tempo ti ha tradito con la morte e adesso porterà via le tue ossa.

Le tue dita suonano ma nulla cambia e il mondo non vuole altra musica stanca.

Cos’è scritto nella lettera?

Muori in pace Morte che io scavo dei fossi e ci pianto i fiori.

Non avrai lapide d’onore per ciò che hai fatto alla fanciulla ingenua.

Non avrai inferno e neanche paradiso.

Bloccato nel lembo di quello spazio atroce, dell’umido tormento, per non aver saputo raccogliere ciò che non avevi seminato.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

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ASPIE

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Questa ragazzetta dal ciglio sicuro è un’attivista svedese che scende in piazza davanti al parlamento svedese ogni venerdi per protestare contro l’indifferenza del governo sulle questioni climatiche e d’inquinamento.

La suddetta ragazzina, che si chiama Greta Thunberg, è stata criticata sui social da alcuni personaggi anche famosi, i quali, dopo aver saputo che lei è una Aspie ( affetta da sindrome Asperger, cioè autistica), si sono scusati in mille modi.

Non si può giustificare o perdonare una persona solo perchè ha l’Asperger, questo è razzismo.
Non bisogna trattare gli Aspie in modo diverso. Pure loro sono capacissimi di far del male agli altri.
Se un Aspie sbaglia, o un autistico o una persona con altri tipi di disturbi,  deve essere trattato come tutti gli altri. Sono loro stessi a dire che noi non dobbiamo mai fare eccezioni per loro!

Non si può sempre soprassedere su tutto quello che fanno, specialmente in certi casi ( non nel caso di Greta) quando sono coinvolte altre persone che fanno le spese delle loro azioni.

Inoltre a volte in certi individui sono presenti altri disturbi, anche gravi, che prevalgono e non risparmiano gli altri da azioni proprio cattive ed egoistiche.

Dunque trattate questa ragazzina come una persona capace di intendere e volere e non come una stupida! E criticatela o siate contrari così come fate con tutti gli altri.

( Copyright dell’articolo di Amleta Bloom)

 

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PARASSITI

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Camminano in giro pesci squali,

Li avete visti?

Si chiamano NARCISISTI.

Mangiano persone con tutte le ossa.

Non cola sangue perchè assorbono

Fino all’ultima goccia.

Rimangono vuoti lo stesso,

Vuoti di cuore.

Non sanno cosa significa tremare

Per una storia andata a male.

TRITACARNI.

Menti eccelse che baciano aureole di angeli finti.

BIMBI SPERDUTI nel mondo di Jumanji.

Peter Pan non è nulla a confronto.

E il male di Capitan uncino una carezza.

Essi affondano e affondano il colpo

Fin quando non boccheggi e arranchi.

Ma poi tu risorgi e loro invece sono solo stanchi.

State attente a questi attori da teatro magico.

State attente a questi uomini di filigrane polverose.

Non piangono dolori e li inventano per i vostri cuori.

Gettate via il danno.

Date fuoco a quei giorni del passato in cui il mare era così bello e non si vedevano le pinne alzate.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

 

 

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LA LEGGE DELLA NATURA?

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C’era una volta un opossum che si chiamava Jimmy.

Jimmy aveva la mamma e altri quattro fratelli e due sorelle.

Un giorno, mentre camminavano per un giro d’istruzione,,la mamma spiegava loro il nome delle piante e del cibo che potevano mangiare oppure no.

Poi spiegava loro che esistono i predatori e che dovevano riconoscerli e starne alla larga.

E Jimmy chiese:

” mamma perchè solo sono predatori e noi siamo opossum?”

E la madre rispose:

“Perchè Madre Natura ha voluto così”.

Mentre ancora giravano videro una famiglia di camaleonti.

La madre dei cuccioli di camaleonte spiegava loro come mimetizzarsi sugli alberi e a terra per sfuggire ai predatori.

E diceva loro:

“Dovete cambiare colore altrimenti vi mangiano”.

Ma c’era un piccolo camaleonte, che si chiamava Otty, che era molto contrariato e disse:

“Mamma io non voglio cambiare colore”.

E il piccolo Jimmy chiese alla sua mamma:

“Perchè noi non possiamo mimetizzarci come i camaleonti?”

La mamma rispose:

“Perchè noi siamo opossum e loro sono camaleonti.”

Jimmy e Otty si guardarono e lasciarono le famiglie e andarono via.

Mentre giravano e si divertivano a saltare e rotolarsi a terra sentirono un forte ruggito.

Otty s’appiattì a terra e divenne come il suolo. Jimmy sgranò gli occhi e vide un puma tutto nero.

La storia come finisce?

Scrivetemi tutti i finali possibili e realistici.

( Copyright della fiaba di Amleta Bloom)

 

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COME SI VIVE ALL’ESTERO?

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Di recente molti italiani hanno fatto il pensierino di andarsene dall’Italia. Per lo più pensionati attirati da regole meno fiscali di altri paesi.

Ma invece gli italiani che vivono all’estero per altri motivi come vivono? Che lavori fanno? Sono contenti o scontenti? Riescono a vivere bene? Pagano bollette e affitti giusti?

Se qualcuno di voi può dare il suo contributo parlando della propria esperienza possiamo constatare se ne vale la pena o no.

E soprattutto in quali paesi si vive meglio a livello di stipendi o qualità della vita o affitti?

( immagine presa da http://www.missione-berna.ch/index.php/de/insieme/8-contenuti-fissi-delle-pagine/articoli-tratti-da-insieme/292-italiani-con-la-valigia)

 

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LAVORI ESTREMI

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Sicuramente con un titolo così penserete a qualche lavoro magari in alta quota oppure nelle viscere nelle terra. Ma qui “estremi” sta a significare che ha portato l’essere umano allo stremo, agli estremi delle sue energie fisiche e psichiche.

Metà degli italiani sono disoccupati e depressi e metà degli altri italiani lavorano troppo e sono depressi perchè non hanno più tempo per fare qualcosa con la famiglia o col partner.

Come si è arrivati a questi estremi? Come mai gli italiani lavorano 10 e 12 ore invece delle 8 ore indicate dalla legge?

Dite che fanno gli straordinari. Ok, ma ogni giorno? Quanti di voi lavorano più di 8 ore ogni giorno? Spero che siate pochi oppure che siate privilegiati e abbiate il weekend libero oppure facciate part time di sole 4 ore.

Quanto tempo vi resta per la famiglia o per voi stessi? Riuscite ad uscire, andare in bici, riuscite a fare gite fuori porta nel weekend, a portare vostra moglie o la vostra fidanzata a cena fuori o a far shopping, o portare vostro marito al mare oppure in campagna?

Riuscite a giocare coi vostri figli e col vostro cane, a portarli spesso fuori all’aria aperta o ai giochi nel parco oppure al lago o nei boschi?

Ci riuscite tutti a fare questo o piuttosto arrivate a casa esausti e volete solo dormire? E se avete un attimo di tempo vi mettete sotto la doccia e cercate di evitare le chiacchiere di moglie e figli, o marito e figli, e vorreste essere su una spiaggia della California a godervi il sole e il mare?

Siete soddisfatti del vostro lavoro? Vi sentite valorizzati oppure sfruttati? Fate le giuste ore di lavoro oppure vi chiedono sempre di più?

SLOGAN DEI LAVORATORI:

“Il lavoro è vita”

“Vogliamo il lavoro”

” Non chiudete le fabbriche”

“Abbiamo famiglia, risparmiateci”

Potreste aggiungerne altri per favore? (Queste sono state prese da immagini di manifestazioni e scioperi)

 

 

 

 

 

 

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IN TRAPPOLA

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Avete presente i protagonisti della Beat Generation? Quando si dice “on the road” si fa riferimento a quelle persone che giravano in lungo e largo l’America, che bevevano e si drogavano e scrivevano libri parlando della loro vita. E la loro vita era fatta di viaggi, sesso e droga. E son tutti ritenuti desgli scrittori meravigliosi.
Cosa li ha resi tali? Fuggivano da qualcosa o qualcuno? Avevano tutti famiglie disastrate? Cosa li rendeva irrequieti e bisognosi di paradisi artificiali?
Se guardiamo alle persone di oggi vediamo la Trap Generation. Ragazzi che fanno quel tipo di vita e sono molto criticati. Eppure non sono molto diversi dai dispersi nelle strade dell’America di quegli anni. E cosa li rende tali? Perchè hanno bisogno di quel tipo di vita sempre in movimento, di droga e sesso? Da cosa fuggono?
Spiriti inquieti per quale motivo? Cosa porta certe persone a desiderare spazi aperti e confini aperti? Cosa ne pensate della vita on the road? E qualcuno di voi l’ha provata?

( Copyright dell’articolo di Amleta Bloom)

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LA DONNA È UN MOBILE

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Ti meriti fiori ogni giorno

Ti meriti di non esser mai trascurata

Ti meriti sempre dolci parole

Ti meriti il massimo dell’attenzione

Ti meriti di essere valorizzata

Ti meriti di essere sempre amata

Ti meriti il meglio dell’impossibile

Ti meriti di essere libera

Ti meriti di essere vipera

Ti meriti di non essere sempre buona con tutti

Ti meriti di avere il tuo spazio

Ti meriti di poter dire anche di no

Ti meriti di essere considerata l’unica

Ti meriti la migliore vita

Ma ancora non ce l’hai.

( Copyright della poesia di Amleta Bloom)

( Io non festeggio mai la festa delle donne perchè dovrebbero festeggiarla gli uomini ma sono troppo occupati ad oltraggiarle, offenderle e ucciderle)

 

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SIAMESE DREAM

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Figlie di nessuno

Cortese amore della Luna

Amabili sorelle incollate da qualcuno.

Rubate a Nettuno e gettate in mare.

Naufragate insieme.

Isole separate e ricucite.

Parti inaccettabili del Sè messe insieme come due chele agganciate.

Riprovate a distinguervi per ciò che siete state.

Per quella vita diversa che la madre non vedeva.

Cedute al mare come bottiglie con pensieri dentro.

Lanciate alle onde come sassi della fortuna.

Non ritornano mai a riva i bambolotti perduti.

( Copyright della poesia di Ampeta Bloom)

(Opera artistica di Pepa Chan)

 

 

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